Ha scritto sant’Agostino nelle sue celebri “Confessioni”: “Signore, tu ci hai creati per te, e il nostro cuore è inquieto fin che non si riposa in te!”.
Martedì, 27 Luglio 2010
Riposare davvero è… faticoso!
Ha scritto sant’Agostino nelle sue celebri “Confessioni”: “Signore, tu ci hai creati per te, e il nostro cuore è inquieto fin che non si riposa in te!”.
Sabato, 26 Giugno 2010
Senza interiorità non c'è libertà
L'individuo (soprattutto se giovane), condizionato dal modo di parlare, vestire, comparare, consumare, divertirsi, secondo i criteri della cultura dominante, rischia inesorabilmente di perdere la priopria interiorità e comportarsi come un automa che non ha più libertà. Oggi, quante persone spendono per spendere, consumano anche se non possono, investono beni che non possiedono, ripetono frasi fatte che non capiscono! Dietro tutto questo ci sono scaltri manipolatori, i quali sanno di vendere una ideologia, uno stile di vita, musica, vestiti, piercing, tatuaggi, profumi, spettacoli, ricorrendo con abilità a metodi di massificazione. L'interiorità è soffocata dal conformismo.
È precisamente contro questa schiavitù della persona, derubata della sua interiorità, che si devono mettere in guardia soprattutto i giovani. Chi ha letto "La fattoria degli animali" di George Orwell, sa benissimo a quali conseguenze deleterie può portare l'intruppamento delle persone. Anche se a dire il vero non c'è nulla di nuovo sotto il sole... Quello che facevano gli antichi imperatori con i popoli sudditi e la alinata popolazione di Roma, offrendo palliativi invece di libertà, con giochi nell'arena e l'assurdo di centosessantadue giorni di ferie all'anno all'epoca di Caligola, non era altro che massificazione.
Venerdì, 14 Maggio 2010
Ma è giusto perdonare sempre?
Mi ha molto impressionato un passaggio della predica che l’allora cardinale di Bologna Giacomo Biffi tenne durante i funerali del professor Marco Biagi, barbaramente trucidato dalle Nuove Brigate Rosse il 19 marzo 2002. Quando il cardinale pregò per gli assassini lo fece con queste parole: “Essi, nonostante tutto, restano nostri fratelli, e noi oggi preghiamo anche per loro. Preghiamo e auspichiamo – ed è un auspicio di misericordia e di amore – che Dio non dia più pace alle loro coscienze sviate e le tormenti con i rimorsi più insopportabili, fino a che essi ritrovino la via del pentimento e della salvezza”.
Il perdono che scaturisce dall’Amore non è ingiustizia, non è timidezza, non è banalizzazione del male. È, invece, la giustizia più severa che ci sia! Giuda, l’apostolo traditore, non riuscì a sopportare l’Amore sconfinato di Gesù e si tolse la vita!
Lunedì, 12 Aprile 2010
Fare del bene SEMPRE, del male MAI a nessuno!
Sono quasi trent’anni che faccio il prete e ho sempre predicato l’amore di Gesù, il suo perdono, la sua misericordia verso tutti. Il cristiano deve cercare di vivere come Gesù, anche quando è difficile; anzi, soprattutto quando è difficile. Altrimenti, che razza di cristiani saremmo? A chi mi attacca in questo momento rispondo sforzandomi di amare e di perdonare, con tutto il cuore. Nella prima Lettera di san Pietro apostolo così leggiamo: “Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme: insultato, non rispondeva con insulti; maltrattato, non minacciava vendetta; ma si affidava a colui che giudica con giustizia”. Avverto tutta la fatica della fedeltà a questo stile di vita, ma anche la serenità, la pace della coscienza e la consapevolezza che davvero l’amore di Gesù vince tutto!
don Gianfranco Feliciani
Giovedì, 17 Dicembre 2009
BUON NATALE… ma cosa vuol dire?
“Ma l’angelo disse loro: Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia” (Vangelo secondo Luca 2,10-12).
Mercoledì, 25 Novembre 2009
Democrazia e radici cristiane
Domenica, 18 Ottobre 2009
No al burqa! E le veline?
Domenica, 27 Settembre 2009
Diritto di voto a 16 anni! Perché?
Personalmente il diritto di voto ai miei ragazzi dell’Oratorio, sedicenni e anche più giovani, glielo accorderei subito. Conosco dei trentenni che sono dei bambocci, mentre ci sono dei ragazzini estremamente maturi e saggi. Ma non è questo il punto! In questa ottica ognuno troverebbe facilmente ragioni plausibili sia per il “sì” che per il “no”.
Il vero interrogativo, invece, non riguarda primariamente la nostra gioventù, da cui tra l’altro non sembrano affatto giungere significative rivendicazioni per il voto a sedici anni, ma interpella precisamente noi adulti. Mi domando: da cosa scaturisce questo progetto di coinvolgere nel dinamismo della politica anche i nostri sedicenni? Rappresenta il segno di una passione e di una strategia educativa, consapevole della grave e complessa situazione in cui versa la nostra gioventù, o non piuttosto un cedimento e una debolezza, magari inconsci, frutto di una crisi di autorevolezza e di testimonianza di valori da parte di noi adulti? Per dirla molto francamente: temo che il progetto rischi di assomigliare all’atteggiamento di quei genitori, i quali, davanti all’incapacità di gestire in modo responsabile il proprio figlio divenuto problematico, per mettersi il cuore in pace gli regalano un motorino nuovo.
E’ inutile nascondersi dietro a un dito: la nostra società sta purtroppo constatando il diffondersi di un malessere, di un disagio, di una violenza nel cuore di una moltitudine impressionante di ragazzi, si direbbe… direttamente proporzionale al numero di adulti educatori… spiazzati e latitanti! E’ purtroppo la nostra cronaca di tutti i giorni. E’ come se anche noi adulti, non sapendo più cosa fare, ci fossimo adattati alla situazione assumendo atteggiamenti di autoillusorio ottimismo per nascondere il nostro imbarazzo. L’esimio e puntiglioso filosofo ticinese Romano Amerio, che amava i neologismi, definiva questa diffusa e acritica condiscendenza verso il mondo giovanile con il termine “giovenilismo”.
Largo ai giovani, fiducia ai sedicenni (e anche meno), ci mancherebbe altro, ma non “schiviamo l’oliva” della verità che è sotto i nostri occhi. Una cosa è sicura: noi adulti abbiamo bisogno di una ripresa di consapevolezza della nostra responsabilità educativa, magari tornando a riflettere ancora nel senso di quella sapienza biblica e umana che in passato ha plasmato nel bene innumerevoli generazioni di giovani: “Chi risparmia il bastone odia suo figlio, che lo ama è pronto a correggerlo” (Proverbi 13,24).
Lunedì, 24 Agosto 2009
Ancora “disperati del mare”…
La notizia è di questi giorni: sono partite dalle coste dell'Africa le "carrette del mare" piene di disperati desiderosi di sbarcare in Italia in cerca di una vita migliore. Ma l'Iralia in questi ultimi mesi si è fatta più severa in materia di profughi... si possono capire anche gli italiani (non è possibile aprire le frontiere a tutti), ma quei poveracci sono anche loro esseri umani. Si faccia almeno qualcosa a livello politico: l'Italia prema sui capi di Stato africani per ricordare loro la situazione penosissima di questi disperati. Vaganti in mare per diversi giorni, senza cibo e senza acqua, le imbarcazioni di questi "disperati del mare" sono state volutamente ignorate dalle navi in transito. Risultato: uomini, donne e bambini morti disidratati e gettati in mare. Nessuno ha ascoltato il loro grido! Finalmente, alla vista di questa tragedia, qualcuno si è accostato. È terribile! In Russia c'è un bel proverbio che dice: "Quando c'è posto nel cuore, c'è posto anche nella casa". Indirettamente, e non solo in riferimento ai disperati del mare, siamo un po' tutti colpevoli! "Ero straniero - dice Gesù - e mi avete ospitato".
Mercoledì, 12 Agosto 2009
Se il linguaggio imputridisce…
Octavio Paz, scrittore messicano, premio Nobel della letteratura, riconosce questa forza di significato del linguaggio quando scrive in un suo saggio: “Quando una società si corrompe, il linguaggio è il primo a imputridire!”. Ma il problema vero non è quello di diventare… più educati (anche Gesù ha detto le parolacce); in fondo lassismo e rigorismo sono due estremi che si toccano; si tratta di ritrovare la vera identità dell’uomo, la passione per la vita e per tutti quegli ideali morali e spirituali che lo fanno davvero grande. La bocca esprime ciò che c’è dentro il cuore…
Lunedì, 3 Agosto 2009
Religione nelle scuole
Lunedì, 27 Luglio 2009
1. agosto: prendiamo sul serio l'utopia della pace
Mercoledì, 15 Luglio 2009
Il cristianesimo muore?
Siamo, in qualche modo, ancora tutti cristiani, perché immersi in questa mirabile tradizione spirituale e culturale. Ai nostri giorni, però, dentro il vortice di quelle gigantesche trasformazioni che sono sotto gli occhi di tutti, non è più così. Non si può più vivere di rendita, non si può più essere cristiani solo per “tradizione”, pena il pericolo della dissoluzione della fede stessa. Se alle attuali “sfide” non si risponde con una nuova evangelizzazione, allora il cristianesimo rischia di morire e di sopravvivere soltanto a livello “archeologico”. Una grande responsabilità in questo senso ce l’ha la Chiesa stessa, quando amministra i sacramenti, battesimo, cresima, comunione, matrimonio, a persone che, almeno per quel che si vede, non manifestano neanche un minimo di consapevolezza cristiana. Preti e fedeli che trattano in questo modo i sacramenti non fanno certo una buona “réclame” al cristianesimo.Giovedì, 25 Giugno 2009
Ateismo
Sulla questione dell’ateismo padre David Maria Turoldo amava ripetere: “Un conto è credere, e un conto è credere di non credere; il vero problema è… ma in quale Dio?”. E aggiungeva: “C’è un ateismo particolare che può costituire una provvidenziale spogliazione di tutte quelle false proiezioni che l’uomo si è fatto di Dio”. In questo senso, un ateismo così è una specie di premessa indispensabile per comprendere il Cristianesimo. Perché Gesù ci ha rivelato un Dio che non corrisponde affatto a tante immagini che istintivamente le religioni hanno applicato a Dio. Non è un caso che Gesù sia stato messo a morte proprio per motivi religiosi. Ladri e prostitute (considerati lontani da Dio) lo avevano capito e amato, mentre i sacerdoti e le persone religiose (considerati vicini a Dio) lo hanno condannato. Ateismo e fede sono intrecciati dentro un banco di prova che trova la sua verità nell’amore. Infatti, come ha detto san Giovanni della Croce, non saremo giudicati su ciò che avremo astrattamente pensato di Dio, pro o contro, credo o non credo, ma… saremo giudicati sull’amore. Se il senso della vita è l’amore, il succo della religione non può che essere l’amore. Quindi, alla luce degli insegnamenti di Gesù, dobbiamo dire che non ha molto senso parlare di ateismo e di religiosità in maniera astratta. Il vero problema non è: credo o non credo? Ma, amo o non amo? Cosa è meglio: un ateo buono, o un credente cattivo?



