Economia
Secondo le previsioni di uno studio dell’Agenzia internazionale dell’energia (IEA), grazie alla trasformazione degli scisti bituminosi, gli Stati Uniti in sette anni supereranno l’Arabia Saudita nella produzione di greggio.
Secondo Stefano Rogna rimane l'attrattività elvetica per ciò che rappresenta in serietà e competenza anche se potrebbe arrivare un nuovo scudo fiscale. Intanto aumenta il numero della clientela dichiarata che transita dalla piazza elvetica.
Bocche cucite sulla vendita dell'istituto da parte dell'azionista triestino, mentre prosegue a ritmi elevati la crescita sui mercati ad alto tasso di sviluppo in Asia, America Latina, Medio Oriente. Aperta nel 2013 una rappresentanza a Istanbul.
La banca di Lugano potrebbe presto parlare la lingua di Cervantes, almeno ai suoi più alti livelli. Fra i diversi pretendenti all'acquisto sembra infatti in vantaggio il gruppo iberico Interbank, terzo istituto per importanza della penisola.
Incremento dell’1% nel 2012 Mentre l’Eurozona è andata in recessione. Tra i vari Paesi industrializzati solo USA e Svizzera sono in attivo mentre in rosso si trovano Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Olanda, Spagna, Giappone...
Anche se i tassi non dovessero aumentare per molti e molti anni, se si innesta un ribasso dei prezzi, si chiederà di adeguare le garanzie al rinnovo delle ipoteche senza l’ammortamento. Secondo UBS si allarga la massa di regioni critiche.
Sono sei i miliardi di utile stimato dalla BNS per l’anno scorso. In gran parte generati dallo stock di monete estere. Se l’esercizio si fosse chiuso ieri l’utile sarebbe raddoppiato. Miracoli dei cambi e della finanza.
Zurigo guadagna quasi l'1% e Francoforte perde circa l'equivalente per il rallentamento del prodotto interno lordo tedesco. Ora la Bundesbank pensa di rimpatriare l'oro della Fed e Banque de France. Vedremo come reagiranno i mercati.
Mentre a Washington si cerca un compromesso per evitare "salassi" fiscali sui ricchi e le imprese a partire dal prossimo mese di gennaio, i listini europei vanno in rosso (tranne Grecia e Spagna). E anche Wall Street non dà segnali incoraggianti.
Nel 2012 gran parte delle imprese ha dimostrato di saper reagire alle difficoltà. L’andamento degli affari è stato giudicato “da soddisfacente a buono” dal 67% delle società. Inoltre si può sperare in un 2013 in crescita.









