Cultura
Il cartellone di quest’anno si presenta ricco di novità. Una ventina i film presenti, tutti premiati nei maggiori festival del mondo. Tra gli ospiti di spicco del Festival, diretto da Marco Grandi, la spagnola-basca Edurne Pasaban.
Il giornalista è umano, è stato detto, quando avviene in lui un cambiamento mentre sta guardando le realtà per scrivere un articolo. Molti i temi toccati: i giornalisti sono una casta? Danno voce a chi urla di più? E il rapporto con le religioni?
Dopo il nostro fondo intitolato “Ultimo tango a Locarno” il presidente del Festival ci ha chiesto un dialogo per consentire a lui e al direttore di chiarire i criteri di alcune scelte che hanno suscitato scalpore sulla stampa.
Si apre oggi la 63ma edizione del Festival del Film di Locarno – la prima sotto l’egida di Olivier Père – che animerà la città del Pardo fino al prossimo 14 agosto. Tante novità e poche certezze per un direttore spericolato.
Vale la pena di andare a capire se quel Primo agosto 1291 (che abbiamo iniziato a festeggiare nel 1891) fu solo gloria o anche storia. Le interviste a uno storico-filosofo e a uno storico-etnologo, cercano di fare luce sul quella data.
Meno pellicole, più attenzione agli esordienti. I lustrini sono lontani, l’attenzione del nuovo direttore artistico Olivier Père non è certo rivolta ai tappeti rossi. Il presidente Marco Solari invoca invece più contributi dalla Confederazione.
È una gioia per gli occhi poter vedere da vicino il prodotto di quest’arte popolare dai toni sgargianti, come ben evidenziano le Stazioni della Via Crucis di Minusio di Giovanni Antonio Vanoni, dove il colore viene sapientemente usato.
Cantante appassionato, narratore d’altri tempi. Ma Davide Van de Sfroos quando scende dal palco è anche padre di tre figli e a casa è un genitore come tutti. Eppure come papà Davide Bernasconi ha molto da dire, raccontare, mostrarci.
Dove si ascolta la musica svizzera? Di certo non nelle radio svizzere e ticinesi, che dedicano alle band locali pochissimi spazio. Nella prima puntata di un'inchiesta, l'opinione della SUISA e del famoso jazzista luganese Franco Ambrosetti.
«Non sarebbe una soluzione, per noi quello è un canale di servizio», con costi praticamente uguali a zero. Così Claudio Generali, presidente della CORSI, sulla proposta fatta da alcuni editori tedeschi di sopprimere il nostro secondo canale.







