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Don Del-Pietro, una vita per i lavoratori

03.09.2017 - aggiornato: 04.09.2017 - 09:50

IL PERSONAGGIO - Ricorrono in questi giorni i 40 anni dalla morte del sacerdote ticinese, padre dell’OCST, che contribuì a dare al Ticino del dopoguerra il suo volto moderno.

Ricorrono in questi giorni i quarant’anni dalla morte di mons. Luigi Del-Pietro, sacerdote della Diocesi di Lugano, una delle personalità che contribuirono a dare al Ticino del dopoguerra il suo volto moderno.

Mons. Del-Pietro nacque a Calpiogna il 1° luglio 1906, figlio di Agata d’Alessandri e di Atanasio Del Pietro, deputato in Gran Consiglio. Il giovane frequentò i primi tre anni ginnasiali nel seminario minore di Pollegio, allora diretto dal prozio materno don Paolo d’Alessandri. Passò poi al seminario maggiore di Lugano per gli ultimi due anni di ginnasio e per i tre anni di liceo. Del-Pietro fu molto influenzato dalla personalità di un altro prozio materno, don Luigi d’Alessandri, vicario foraneo e fondatore nel 1917 del ricovero ospedale di Faido: dallo zio trascorreva a Chironico le vacanze scolastiche. Il giovane leventinese seguì infine i corsi di diritto all’Università di Friburgo.

Fu ordinato sacerdote il 7 ottobre 1928, dopo che già in giugno era stato designato segretario del sindacato cristiano-sociale. In quel periodo il vescovo Aurelio Bacciarini si stava impegnando in una grande azione di rilancio del mondo cattolico ticinese: Organizzazione cristiano sociale ticinese (OCST), Azione cattolica, Giornale del Popolo, ecc. E proprio alla fine degli anni Venti il sindacato OCST, sorto nel 1919, dopo un promettente inizio aveva subìto i contraccolpi della crisi economica.

Si legge nella biografia redatta per il nostro giornale dallo storico Alberto Gandolla (che negli scorsi giorni ha anche dedicato un suo persona commento su mons. Del-Pietro) in occasione del centenario della nascita: “Grazie al forte carattere, a un progetto chiaro e a un ritmo di lavoro eccezionale Del-Pietro riesce, in pochi anni, a riorganizzare il sindacato, a rompere il monopolio della Camera del Lavoro e a superare anche le diffidenze di una parte dello stesso padronato cattolico. Fedelissimo alla dottrina sociale della Chiesa e contrario alla lotta di classe, non esita però, a partire dalla metà degli anni Trenta, a ricorrere agli scioperi”.

Così, malgrado la dura crisi economica l’OCST inaugurò la ”Casa del Popolo”, rilanciò il giornale Il Lavoro, stipulò degli importanti contratti collettivi per molte categorie di operai, raggiunse e poi superò gli aderenti dei sindacati socialisti e nel 1935 una prima piccola pattuglia di deputati cristiano-sociali entrò in Gran Consiglio nelle file del Partito Conservatore Democratico.

Negli ultimi due anni di guerra aiutò personalmente vari rifugiati italiani cattolici, fuoriusciti per motivi politici. Negli anni Settanta Del-Pietro, ormai anziano, era ancora alla guida del sindacato, e si trovò confrontato con nuove importanti questioni; la morte lo colse il 29 agosto del 1977 mentre stava studiando il difficile dossier della Monteforno.

Oltre al sindacato, Del-Pietro si impegnò con altrettanta energia al servizio della Chiesa ticinese. Nominato monsignore nel 1952, diventò uno dei principali consiglieri dei vescovi nel campo sociale, economico e anche religioso. A partire dalla fine degli anni Trenta Del-Pietro era pure diventato un punto di riferimento per il Partito Conservatore a livello cantonale e nazionale. Scrive ancora Alberto Gandolla: “Da ricordare il suo impegno per la promozione dei diritti della famiglia, la Legge scolastica del 1958, la costituzione dell’Azienda Elettrica Ticinese, la promozione della condizione delle lavoratrici e le varie campagne per il voto alle donne, la sua visione positiva sull’integrazione europea, il sostegno agli emigrati e le dure campagne contro le iniziative xenofobe. La sua riflessione e la sua azione sono sempre stati ispirati dall’amore per la dottrina sociale della Chiesa (la solidarietà con i più deboli, la sussidiarietà, la ricerca del bene comune)”.

E proprio l’attenzione di mons. Del-Pietro alla difesa della dignità umana è stata sottolineata dal vescovo di Lugano mons. Lazzeri martedì, durante l’omelia della Messa per il 40esimo anniversario della morte: «“Una vita per la giustizia”, s’intitola il bel volume che mons. Franco Biffi ha voluto dedicare a mons. Luigi Del-Pietro. Potremmo anche dire una vita “tutta di un pezzo”: dedicata totalmente a Gesù Cristo atteso nella sua venuta gloriosa e proprio per questo servito in ogni situazione umana dove oggi si rinnova il mistero della sua Pasqua».

(Red)

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