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Haiti, il futuro passa dai banchi di scuola

24.09.2017 - aggiornato: 24.09.2017 - 13:16

I PERSONAGGI - I tre cooperanti della Diocesi di Lugano sosterranno un progetto educativo con i docenti nella Diocesi di Anse à Veau-Miragoane.

di Silvia Guggiari

 

Nicola, Nicole e Francisco: età, storie e provenienze diverse; in comune vi è la passione per il viaggio, l’amore per le culture, il desiderio di conoscere l’altro tanto forte da spingere tutti e tre a lasciare tutto per almeno un anno e partire per Haiti. È qui che le loro strade si incroceranno; è qui che insieme collaboreranno ed opereranno per cercare di dare un futuro migliore a un popolo ancora troppo segnato da povertà e distruzione. Come reso noto in un comunicato, sono loro infatti i tre cooperanti scelti dalla diocesi di Lugano in collaborazione con la Conferenza Missionaria della Svizzera Italiana (CMSI) per avviare il progetto che mira a formare gli insegnanti nella diocesi di Anse à Veau-Miragoane ad Haiti.

A loro è stato chiesto un impegno a lungo termine (minimo un anno) durante il quale si occuperanno della formazione dei docenti haitiani. Francisco partirà nel mese di novembre, mentre Nicola e Nicole partiranno a gennaio e rimarranno ad Haiti un anno: entrambi hanno assicurato questo arco di tempo, chiedendo poi la libertà di valutare se rimanere o tornare. A tutti e tre è richiesto un impegno importante che li porterà a lasciare il Ticino e dunque i propri affetti, gli impegni e la propria quotidianità.

 

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(Nicola)

 

Nicola Di Feo, quasi vent’anni di esperienza nell’ambito dell’educazione, da nove impiegato in Caritas Ticino, di cui gli ultimi due come membro del comitato direttivo, ci confida di aver trovato nella proposta a partecipare al progetto haitiano, arrivata quasi per caso, l’intrecciarsi dei suoi interessi e della sua professionalità: «Non stavo cercando un’alternativa al mio impiego in Caritas Ticino - ci racconta Nicola - ; avendo rapporti con la diocesi mi è arrivata tra le mani la comunicazione del progetto di Haiti in cui cercavano persone disponibili a partire verso questa realtà. Così mi sono interessato, attirato innanzitutto dallo spirito missionario che è alla base di questo progetto di cooperazione». «Ho deciso di partire - continua Nicola - spinto dal desiderio di incontrare la gente, cercando di cogliere il più possibile l’essenziale della realtà haitiana per iniziare un dialogo che faccia emergere quello di cui c’è bisogno».

Ma in cosa consisterà concretamente il progetto?

«L’azione che cercheremo di costruire è rivolta essenzialmente a chi si occupa di insegnamento ed educazione, quindi ai professori che di fatto non sono mai stati formati. Lavoreremo con la scuola privata cattolica gestita dalle parrocchie e in cui si riversano centinaia di bambini. Ciascuno di noi metterà a servizio ciò che sa: il mio compito sarà probabilmente più educativo e pedagogico. Sul piano didattico Francisco sarà sicuramente più portato, vista anche la sua grande esperienza nella cooperazione e nel dialogo interculturale. L’idea è quella di fornire il più possibile strumenti didattici ed educativi partendo dalla premessa che è necessario prima ascoltare i loro bisogni per costruire insieme un dialogo e un progetto educativo».

 

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(Francisco)

 

Di studi filosofici e teologici, di origine cilena, Francisco Fabres ha già una grande esperienza nella cooperazione internazionale e nella educazione giovanile: è stato infatti in Ecuador, in Bolivia, in Colombia e in Perù. Nel progetto della diocesi di Lugano ha visto qualcosa di «concreto e solidale, a favore di un popolo che troppe volte è stato negato dei suoi diritti, primo tra i quali l’educazione gratuita».

 

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(Nicole)

 

Infine, la più giovane del trio è Nicole Agustoni: venticinquenne originaria della Valle di Muggio, sta terminando gli studi alla Supsi nel campo dell’educazione e alle spalle ha già diverse esperienze missionarie in Tanzania, Messico, Lituania e in Colombia, oltre al volontariato in Ticino e sul confine con i migranti. Un progetto, quello a cui Nicole ha deciso di partecipare, che abbraccia uno dei valori più preziosi per ogni popolo, ovvero l’educazione. «Inizialmente - ci racconta entusiasta - cercheremo di consoscere il contesto e la situazione in cui saremo immersi, senza avere la pretesa di cambiare nulla. Sarà un lavoro di conoscenza, di scambi, di incontri».

Venerdì prossimo, 29 settembre, alle 19.45 presso l’OTAF di Sorengo, i tre cooperanti riceveranno dal vescovo Valerio il mandato missionario per la nuova missione diocesana ad Haiti.

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