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L'abbraccio di Francesco all'imam

23.05.2016 - aggiornato: 24.06.2016 - 12:24

Storico incontro fra Papa Francesco e il Grande imam Ahmad Muhammad Al-Tayyb, una delle più elevate autorità religiose sunnite. Oggi il Pontefice ha pure inviato un messaggio al Summit umanitario di Istanbul, "a nessun rifugiato va negata l'accoglienza".

(Foto:  EPA/L'OSSERVATORE ROMANO)

Un abbraccio che scioglie cinque anni di gelo e un incontro che di per sé è "un messaggio". Oggi Papa Francesco ha incontrato lo Sceicco Amhed al Tayyeb, Grande Imam di Al Azhar, università del Cairo e è uno dei principali centri di insegnamento dell'islam sunnita. Un faccia a faccia di mezz'ora per parlare di pace nel modo e ribadire insieme un deciso "no" alla violenza e al terrorismo.

Ma soprattutto si apre un nuovo capitolo nelle relazioni tra la Chiesa e l'Islam. Il Papa ha ricevuto l'Imam nella sua Biblioteca e lo ha accolto, riferisce l'entourage di Bergoglio, con parole chiare: "questo incontro è un messaggio", mettendo dunque in risalto l'importanza dell'evento di per sé. 
Circa mezz'ora il faccia a faccia, poi l'abbraccio e i doni. Francesco, a suggello di questo storico incontro, ha regalato al Grande Imam il medaglione con l'ulivo della pace. 

L'incontro tra il Papa e l'Imam di Al Azhar è stato "molto cordiale", ha riferito il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi. I due interlocutori "hanno rilevato il grande significato di questo nuovo incontro - sono ancora parole di Lombardi - nel quadro del dialogo fra la Chiesa cattolica e l'Islam. Poi si sono intrattenuti sul tema del comune impegno delle autorità e dei fedeli delle grandi religioni per la pace nel mondo, il rifiuto della violenza e del terrorismo, la situazione dei cristiani nel contesto dei conflitti e delle tensioni nel Medio Oriente e la loro protezione".

Era il 2011 quando Al Azhar, centro che forma migliaia di imam l'anno e che è considerato un punto di riferimento dell'islam moderato, decise di sospendere i rapporti con il Vaticano, che comunque da diversi anni non erano più costanti. "I problemi erano seguiti non alla lezione di Papa Ratzinger a Ratisbona - spiega Anba Kyrillos William Samaan, vescovo copto cattolico di Assiut -, ma alle dichiarazioni di Benedetto XVI seguite all'attentato alla cattedrale copta di Alessandria: in quell'occasione, il Pontefice aveva richiamato le responsabilità delle autorità locali nella difesa dei cristiani". Parole che erano state lette come un'ingerenza.

In questi anni però molti sono stati i contatti informali e costante l'opera di riavvicinamento condotta dal cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, che oggi era presente all'incontro e che ha accolto l'Imam egiziano in Vaticano per condurlo da Papa Francesco. 

Decisiva poi la missione a febbraio di quest'anno della delegazione vaticana al Cairo nel corso della quale fu espressa "la necessità di una ripresa del dialogo tra le due istituzioni"; in quell'occasione fu consegnata una lettera in cui il card. Tauran indicava "la sua disponibilità a ricevere il Gran Imam e accompagnarlo ufficialmente in udienza dal Santo Padre". Un invito vero e proprio suggellato dall'incontro di oggi. L'impegno comune per giocare un ruolo contro il terrorismo e contro quella che il pontefice definisce "la terza guerra mondiale a pezzi" ha portato all'abbraccio di oggi. Domani invece al Tayyeb sarà a Parigi per un incontro, sempre all'insegna del dialogo e della pace, organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio.

 

Messaggio per il summit

"Nessuna famiglia deve essere privata di una casa, a nessun rifugiato va negata l'accoglienza, a nessun ferito siano negate le cure, nessun bambino sia privato della sua infanzia, nessun uomo e nessuna donna devono essere privati del futuro".

Così papa Francesco in un messaggio al Summit umanitario mondiale di Istanbul, letto in plenaria dal Segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin.
"Oggi lancio una sfida a questo Summit: ascoltiamo il pianto delle vittime e di coloro che soffrono. Consentiamo loro di darci una lezione di umanità. Cambiamo i nostri stili di vita, politiche, scelte economiche, comportamenti e atteggiamenti di superiorità culturale", ha aggiunto il papa. "Imparando dalle vittime e da coloro che soffrono, saremo capaci di costruire un mondo più umano", ha concluso il pontefice nel suo messaggio. 

 

 

(Ats)

 

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