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«L'alleanza con Dio è come il matrimonio»

04.10.2014 - aggiornato: 24.06.2016 - 12:29

Oggi la preghiera unita delle famiglie: in Piazza San Pietro questa sera il momento di veglia per accompagnare il Sinodo. 

(foto Key)

"L'immagine di Dio è la coppia matrimoniale, non soltanto l'uomo, non soltanto la donna, ma tutti e due. E l'amore e l'alleanza con Dio è lì, rappresentata da quell'alleanza tra uomo e la donna". Così ha commentato Papa Francesco il momento di preghiera delle famiglie oggi alle 18, in piazza San Pietro, per accompagnare l’apertura del Sinodo sulla Famiglia, in programma domani, domenica 5 ottobre, con la celebrazione Eucaristica presieduta da Papa Francesco. 

Il messaggio del Papa
"Il marito ha il compito di rendere più donna la moglie. E la maglie ha il compito di fare più uomo il marito - ha detto Francesco -. Crescere insieme: questo succede se con l'aiuto di Dio se la coppia mette l'impegno giusto, un atteggiamento un modo di vivere e amarsi". Ciascuno deve lavorare per fare crescere gli altri e i figli devono avere davanti questo esempio. "Farci crescere insieme - ha concluso il breve messaggio Francesco - l'uno con l'altro. Facendoci più uomo e più donna".

Per chi in queste ore non è giù a Roma, la Conferenza Episcopale italiana ha invitato ad accendere una luce in famiglia per creare, in forma domestica nella propria casa, o comunitaria in gruppi parrocchiali o diocesani, un incontro in cui invocare lo Spirito Santo e porre sulla finestra delle proprie abitazioni un lume acceso. A tale scopo, uno schema di preghiera è stato pubblicato in questi giorno ed è già scaricabile dal sito Cei (www.chiesacattolica. it/famiglia): nella riflessione #sinodo.

Le testimonianze dei fidanzati e degli sposi.
A prendere parola per primi Roberta e Antonio di Benevento, fidanzati incamminati verso il matrimonio; Margherita e Marco, una coppia di sposi di Novara: ai loro quattro figli si è unita una bimba in affido familiare;  Antonella e Nicola di Tivoli, dopo essere stati separati per sei anni, hanno ritrovato l'unità e sono tornati a vivere insieme. Le loro testimonianze hanno introdotto la preghiera con papa Francesco, presenti altre decine di migliaia di famiglie.

I primi due. Roberta e Antonio, sono fidanzati, stanno insieme da 4 anni, e giorno dopo giorno, come hanno raccontato, stanno ponendo le basi per il loro futuro insieme. Piccoli passi, ma orientati “verso il compimento del nostro fidanzamento, che per noi è il Matrimonio sacramentale”, ha sottolineato Antonio. Mentre gli ha fatto eco Roberta: “Siamo per un amore che vive di piccole conferme quotidiane per porre le basi di un sì che per noi non può che essere unico e indissolubile”. Ma in tutto questo, hanno ricordato, sono aiutati anche dall’incontro, nella comunità cristiana, di tante famiglie che ci testimoniano la bellezza della vita di coppia nella comunione con Dio e la Chiesa.

 Margherita e Marco, sposi da 17 anni, hanno invece raccontato il loro desiderio di maternità e paternità, nonostante le difficoltà avute all’inizio per avere un loro figlio. Così si sono aperti all’affido. E proprio mentre accoglievano una ragazza per qualche mese ecco arrivare il primo figlio. Ne hanno avuti altri tre, ma Dio non si è dimenticato della loro disponibilità. Prima però sono stati spinti dal loro parroco a seguire un master in Scienze del matrimonio all’Istituto Giovanni Paolo II di Roma. Una proposta inaspettata, che ha permesso loro di incontrare anche altre famiglie e di approfondire la loro vocazione. Così “una mattina – ha ricordato Marco – un amico, volontario in ospedale, telefona a Margherita: c’è una bimba di sette mesi in cerca di una famiglia affidataria e chiede se conosciamo qualcuno disponibile. Ne parliamo a pranzo: timori e dubbi. Ma i nostri figli con parole franche da adolescenti ci ricordano ciò che avevamo scelto nel giorno del nostro matrimonio: ‘Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, hanno accolto degli angeli senza saperlo’ (Eb 13,2)”. La piccola è arrivata e “la vita accolta in realtà ha ridato vita a noi – ha continuato Margherita – che avevamo tutto e stavamo per addormentarci”. 

Da ultimo hanno preso la parola Nicola e Antonella "bella, dolce e sensibile: a lei avevo aperto il mio cuore e intuivo che sarebbe stata la donna della mia vita", ha raccontato Nicola.  Antonella e Nicola si sono sposati 15 anni fa e hanno due figli. Nel tempo però, come hanno raccontato con semplicità e schiettezza, hanno cominciato a chiudersi, ciascuno dentro di sé. A sentirsi soli e incompresi e dare la colpa di ciò al coniuge. Poi si sono separati, dopo 8 anni dal matrimonio. Lui ha cercato di rifarsi un’altra vita, ma ha capito che la sua vita era una sola. “Antonella continuava a volermi bene nonostante tutto il male che le avevo fatto – ha testimoniato Nicola – e dopo qualche tempo le ho chiesto di poter provare a rimettere in piedi il nostro matrimonio, ammettendo tutti i miei errori”. Antonella aveva paura “di soffrire di nuovo”, era “titubante e incerta”. “Ma – dice – ho preso la decisione di affidarmi all’amore di Dio e di lì tutto è ricominciato”. Adesso la loro vita è “completamente rinata” e si stanno impegnando ad aiutare altre coppie perché “in Dio tutto possibile e il ‘per sempre’ in lui è recuperabile”.

L’appuntamento in piazza San Pietro è culminato con l’intervento del Papa

Chiesa e società, rinnovate dal nostro ascolto e dal nostro confronto sulla famiglia, “amata con lo sguardo di Cristo”. Questo l’auspicio di Papa Francesco in Piazza San Pietro, alla veglia di preghiera e di riflessione dal titolo: “Accendi una luce in famiglia”, davanti a oltre 40 mila persone. 

Dopo l’ascolto del brano evangelico sulle Nozze di Cana e in occasione dell’assemblea sinodale, “cammino di discernimento spirituale e pastorale”, il Pontefice ha invitato a “ricercare ciò che oggi il Signore chiede alla Sua Chiesa”, cioè “prestare orecchio ai battiti di questo tempo e percepire l’‘odore’ degli uomini d’oggi, fino a restare impregnati delle loro gioie e speranze, delle loro tristezze e angosce”: a quel punto, ha detto il Papa, “sapremo proporre con credibilità la buona notizia sulla famiglia”. D’altra parte nel Vangelo, ha ricordato il Santo Padre, ci sono forza e tenerezza, “capaci di vincere ciò che crea infelicità e violenza”:

“Nel Vangelo c’è la salvezza che colma i bisogni più profondi dell’uomo! Di questa salvezza - opera della misericordia di Dio e Sua grazia - come Chiesa siamo segno e strumento, sacramento vivo ed efficace”.

Pregando per i Padri sinodali, ha esortato il Papa, chiediamo allo Spirito Santo “il dono dell’ascolto” della volontà di Dio e del grido del popolo; il dono del “confronto sincero, aperto e fraterno, che ci porti a farci carico con responsabilità pastorale degli interrogativi che questo cambiamento d’epoca porta con sé”:

“Lasciamo che si riversino nel nostro cuore, senza mai perdere la pace, ma con la serena fiducia che a suo tempo non mancherà il Signore di ricondurre a unità”.

Ma, ha aggiunto il Pontefice, invochiamo anche il dono di “uno sguardo”:

“Perché, se davvero intendiamo verificare il nostro passo sul terreno delle sfide contemporanee, la condizione decisiva è mantenere fisso lo sguardo su Gesù Cristo, sostare nella contemplazione e nell’adorazione del suo volto. Se assumeremo il suo modo di pensare, di vivere e di relazionarsi, non faticheremo a tradurre il lavoro sinodale in indicazioni e percorsi per la pastorale della persona e della famiglia”.

Infatti, ogni volta che torniamo alla fonte dell’esperienza cristiana - ha spiegato Papa Francesco - si aprono strade nuove e possibilità impensate, sull’esempio dell’indicazione evangelica “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”, contenente il testamento spirituale di Maria:

“Il nostro ascolto e il nostro confronto sulla famiglia, amata con lo sguardo di Cristo, diventeranno un’occasione provvidenziale con cui rinnovare - sull’esempio di San Francesco - la Chiesa e la società. Con la gioia del Vangelo ritroveremo il passo di una Chiesa riconciliata e misericordiosa, povera e amica dei poveri; una Chiesa in grado di ‘vincere con pazienza e amore le afflizioni e le difficoltà che le vengono sia da dentro che da fuori’”.

L’auspicio finale del Santo Padre è stato affinché soffi “il Vento della Pentecoste” sui lavori sinodali, sulla Chiesa e sull’umanità; “sciolga - ha concluso - i nodi che impediscono alle persone di incontrarsi, sani le ferite che sanguinano, riaccenda la speranza”: conceda quindi quella “carità creativa che consente di amare come Gesù ha amato”.

Il Sinodo da domani: un cammino insieme
“Sinodo” vuol dire “camminare insieme”: ecco, allora, che dai cinque continenti la Chiesa universale si mette in cammino verso la sede di Pietro per riflettere su “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”. 

Saranno 253 i partecipanti al terzo Sinodo straordinario sulla famiglia, in programma in Vaticano dal 5 al 19 ottobre. Tra loro, anche 14 coppie di sposi, suddivise tra esperti e uditori. Lo rende noto la Segreteria generale del Sinodo, che oggi ha diffuso l’elenco ufficiale dei partecipanti ai lavori.

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