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Quando la Parrocchia andò in crisi

27.01.2018 - aggiornato: 27.01.2018 - 13:47

SPECIALE SABATO - Intervista a Ilaria Macconi Heckner che ha indagato il fenomeno della progressiva disaffezione della popolazione e le reazioni della Chiesa ticinese.

di Ilaria Sargenti

 

Da cosa è nata l’idea di scrivere una tesi sulla crisi delle Parrocchie?

Ho scelto la Parrocchia perché volevo approfondire il tema della secolarizzazione e del mutamento della religiosità tradizionale partendo dal “basso”, ovvero dalla quotidianità del cattolico. La Parrocchia, infatti, è il principale luogo di condivisione della comunità dei fedeli che qui esprimono il loro credo attraverso gli atti della pratica religiosa. Inoltre, essendo ogni Parrocchia inserita in un ben definito contesto territoriale e culturale, il suo studio mi ha anche permesso di ampliare lo sguardo all’evoluzione della società in generale. In definitiva, attraverso la parrocchia ho potuto analizzare, da più punti di vista (quello dei parroci, dei credenti, ecc..), le diverse dimensioni del problema.

Fino a quando la Parrocchia ha mantenuto l’importanza che aveva iniziato ad assumere nel XVI secolo con la Riforma cattolica? Quando invece ha dato i primi segni di cedimento, di perdita del ruolo di istituzione di riferimento per il fedele ticinese ma in fondo anche per il cittadino?

Semplificando all’estremo, possiamo dire che la Parrocchia ha iniziato a perdere la centralità che prima aveva nella vita dell’individuo nel momento in cui il processo di industrializzazione e modernizzazione ha stravolto i tradizionali assetti territoriali e societari. Nell’universo rurale i confini della Parrocchia coincidevano con quelli del comune. La Parrocchia era non solo il centro della vita religiosa, ma anche lavorativa e ricreativa delle persone. Nel secondo dopoguerra, in conseguenza dell’accresciuta mobilità, di nuovi contesti e ritmi di lavoro, delle svariate offerte di svago della società dei consumi, la Parrocchia è diventata sempre meno luogo di incontro tra persone tanto distanti e diverse (per stili di vita e pensiero).

 

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Quali le cause di questa crisi? Tutte le Parrocchie furono interessate in Ticino o qualcuna riuscì ad andare controcorrente?

Come ho già detto, le cause della crisi vanno ricercate essenzialmente nei generali cambiamenti che investono la società ticinese a partire dagli anni Cinquanta. Il distacco tra il fedele e la sua Parrocchia va però anche ricondotto all’incapacità della Chiesa di comprendere le nuove esigenze dell’uomo, arroccandosi spesso in un atteggiamento di condanna del mondo moderno. La crisi investì dapprima le Parrocchie dei grandi centri urbano-industriali e dei luoghi del turismo di massa, dove il generale rimescolamento di persone e idee contribuiva ad infrangere l’omogeneità e la compattezza della comunità parrocchiale. Ma anche laddove la partecipazione agli atti di culto restava alta, i parroci si lamentavano di un generale scadimento del “senso religioso”.

Leggi l'intervista completa nell'inserto di Catholica

 

 

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