Un paio di ombre raffreddano un poco il falò del mio primo d’agosto.
La prima è una notizia decisamente spiacevole: a quanto pare nessun nostro consigliere federale darà il benvenuto al Dalai Lama che soggiornerà in Svizzera, tra Losanna e Ginevra, la prossima settimana. Le pressioni cinesi sembrano essere state piuttosto pesanti. Tant’è che Pascal Couchepin, ministro della cultura, per giustificare la sua indisponibilità a stringere la mano del Dalai Lama si è detto impegnato a stringere quelle degli organizzatori del festival di Locarno… Per importante che sia la sua presenza in Ticino, l’avremmo potuto scusare se sull’altro piatto della bilancia c’era un gesto simbolico politicamente importante, che equivale ad affermare che per la Svizzera i diritti umani e religiosi di un popolo, quello tibetano, sono prioritari rispetto ai pur notevoli interessi dei nostri rapporti commerciali con la Cina. Peccato.
L’altra, piccola, ombra nasce da una dichiarazione del nostro consigliere federale “in pectore” Fulvio Pelli. Rispondendo ai colleghi di “Le Matin” sul significato che ha per lui il primo d’agosto, Pelli ha detto: «È la data di sostituzione fittizia del 12 settembre 1848, giorno in cui fu adottata la prima Costituzione federale che segna l’inizio della Svizzera moderna». Piano, caro Fulvio, con questi… radicali colpi d’accetta sui secoli della nostra storia.
Prima di tutto il documento sottoscritto nell’agosto del 1291 da alcuni valligiani delle nostre Alpi è del tutto reale e per nulla fittizio. Mutua assistenza e difesa delle autonomie locali, in particolare sul piano giudiziario, ne erano i contenuti, molto concreti al di là delle mitologie che il Romanticismo vi fece fiorire attorno, dalle mele guglielmine agli ameni praticelli. Chiaro che di patti del genere, in quel periodo, ne furono stretti parecchi in tutta Europa. Ma la differenza essenziale fu che da quell’embrione di accordo, allargato e approfondito nei decenni e nei secoli, è maturato pian piano uno Stato federale, già consapevole di sé almeno trecento anni prima dei mitici Lumi ottocenteschi.
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