Commento

  • Stampa il commento
  • Invia il commento per e-mail
24.09.2012
Chi ha vinto ora non... svicoli
di Claudio Mésoniat

«Se passa sarà stato nostro merito esclusivo, se non passa sarà stata colpa degli altri»: era il ragionamento di un leghista alla vigilia del voto sulla tredicesima AVS. In realtà è abbastanza sorprendente che la maggioranza di chi è andato a votare (meno della metà degli aventi diritto) abbia respinto un regalo, anche se il regalo non era per tutti i votanti e neppure per tutti i beneficiari della pensione. Segno, allora, di egoismo? No, segno di maturità, diranno i partiti che hanno fatto passare il messaggio secondo cui questo aiuto andava respinto perché non sufficientemente mirato su chi ha veramente bisogno. Ora spetta a questi partiti promuovere con una certa rapidità quegli aiuti ragionati e mirati indicati come alternativa alla 13esima leghista definitivamente bocciata dopo anni di discussione. E penso si debba escludere che l’affacciata proposta socialista di un aumento indifferenziato dell’AVS per tutti, ricchi compresi, possa rappresentare una misura adeguata in quest’ottica (più “a pioggia” di così si va... nel diluvio). L’altro oggetto controverso in votazione ieri, il semisvincolo di Bellinzona, ha riproposto in qualche modo l’interrogativo e la suspense già vissuti ai tempi, non così remoti, del dilemma sul collegamento veloce attraverso il Piano di Magadino: prevarranno le necessità e i desideri della popolazione locale oppure i votanti delle altre regioni imporranno uno stop, dettato vuoi da chi (anche nel Bellinzonese ovviamente) è più sensibile all’ambiente vuoi da chi è più sensibile alla... borsa? Se allora prevalse il “resto del Ticino”, questa volta il Bellinzonese – con una forte solidarietà valligiana e con la prevista dissociazione di Monte Carasso, punto d’approdo del semisvincolo – ce l’ha fatta. Vedremo ora se l’operazione sposterà soltanto gli imbottigliamenti da Giubiasco a via Tatti, o se scioglierà davvero l’inghippo, grazie anche alle promesse misure fiancheggiatrici per fronteggiare il traffico privato e migliorare trasporti pubblici e mobilità lenta.
I quesiti che ci erano posti a livello federale sono stati sciolti com’era prevedibile e previsto, salvo forse per la chiarezza con cui gli svizzeri hanno respinto l’irrigidimento di un divieto, quello del fumo, con cui il salutismo imperante si spingeva forse verso approdi un po’ illiberali. Se l’ignoranza diffusa circa un fattore importante della nostra cultura, la musica, comincerà a essere combattuta attivamente, sembra invece che i tempi non siano proprio maturi per chi ha tentato ancora (era la terza volta nel torno di pochi mesi) di trasformare gli svizzeri da popolo di inquilini a popolo di proprietari della propria casa.

Notizie

Ancora troppi dubbi sulla “Lex USA”
I frontalieri devono venire dopo
Tutti i partiti hanno aderito all’acquisto delle azioni
L’italiano ha firmato un nuovo contratto con i Lugano Tigers