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04.10.2012
Il gabbiano, cari gufi, vola libero
di Claudio Mésoniat


Temo che i nostri lettori, ascoltando le radio e guardando le tv ticinesi ieri sera, si siano fatti un’impressione un po’ distorta circa lo stato di salute e le prospettive del nostro giornale. Sirene di autoambulanze, consulti medici al capezzale del malato, chirurghi mesti che all’uscita della sala operatoria sussurrano con toni autoelogiativi «abbiamo salvato il paziente». Questo giornale ne ha viste di tutti i colori, penso già dai suoi albori, comunque da alcune decine d’anni. Siamo abituati agli svolazzi dei gufi sopra le nostre teste. Cosa volete farci, non siamo un giornale omologato, la nostra stessa esistenza suona strana (un quotidiano cattolico? Nel 2012?). In otto anni alla guida del GdP ho dovuto affrontare profezie apocalittiche ricorrenti: ricordo, nel 2004, un collega (peraltro molto serio) ad un convegno pubblico pronosticare la nostra scomparsa entro il 2007, con una lacrima sul viso. 


Come saprete, la stampa scritta attraversa nel mondo, in Svizzera e in Ticino momenti grami. I giovani migrano su internet, le aziende tirano la cinghia e lesinano sugli investimenti pubblicitari. Nel nostro Cantone, per sovramercato, qualcuno ha avuto la brillante idea di invitare a tavola i ricchi epuloni del maggior gruppo editoriale svizzero (Tamedia), con il loro tabloid gratuito sempre di buon appetito. Eppure –guarda un po’– le rilevazioni REMP su lettori e tiratura ci hanno appena notificato che negli ultimi 12 mesi il quotidiano che regge meglio il colpo della crisi è... il GdP. Ma bastano un paio di giorni per dimenticarlo, tanta è la voglia di allestire un bel funerale a quella “voce fuori dal coro” che siamo noi. 


Ebbene, quel che c’è di vero è che, in questi tempi duri per tutti, noi pensiamo al nostro futuro, come del resto i nostri cugini del Corriere del Ticino e come, certamente, anche la Regione. Di quest’ultima nulla si sa, il futuro ci dirà. La testata di Bioggio, davvero una... grande signora con la quale collaboriamo da anni, ci ha offerto un accordo win win, vantaggi per noi e vantaggi per loro. Potersi presentare sul mercato pubblicitario nazionale e locale con un biglietto da visita che assomma i nostri 50mila lettori ai 120mila del CdT non è una bazzeccola, neanche per il Corrierone. E la possibilità di sviluppare sinergie commerciali, tecniche e logistiche che consentiranno grossi risparmi è, per noi, un’opportunità che sarebbe sciocco snobbare. E collaborazioni sul piano redazionale? Anche lì, qualcosa di più si può fare. E si farà. Senza mettere a rischio l’identità del “piccolo” GdP? Certo, senza metterla a repentaglio. Anzi, scommettiamo che dal gennaio 2013, grazie a queste sinergie, sapremo offrire un prodotto migliore e più espressivo della nostra originalità? Noi scommettiamo.