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19.08.2009
Quella prudenza a senso unico
di Luca Fiore

Il virus H1N1, alla fine, pare non ce l’abbia fatta a scatenare la micidiale pandemia che alcuni epidemiologi attendono come gli abitanti della California aspettano “The Big One”: il terremoto che farà inghiottire la penisola dall’oceano. A dirlo è l’OMS che, in gran parte del mondo, assiste a una diminuzione dei contagi della nuova influenza e a una sua ridotta mortalità. Alla fine di aprile si registravano 8000 contagi e 770 decessi a livello globale, l’ultimo bollettino riferisce di un totale di 177mila casi e 1400 morti. Cifre che nulla hanno a che vedere con quelli della Spagnola, l’ultima grande pandemia che all’inizio del secolo scorso fece tra i 18 e 20 milioni di morti. Dopo diverse settimane di incertezza, si può dire che la “suina” non sarà più pericolosa di una comune influenza. Anche in Svizzera. Anche in Ticino. Eppure circa un mese fa erano circolate sulla stampa (il GdP ebbe l’accortezza di non enfatizzarle) previsioni davvero allarmanti: contagio del 30 per cento della popolazione e 350/1000 morti solo nel nostro Cantone. Cifre in grado di scatenare, e giustificare, una psicosi collettiva.
Non poche responsabilità nella creazione di questo clima di incertezza e di paura sono da attribuire al comportamento maldestro dell’OMS che non è stata in grado di gestire il dossier con la dovuta freddezza e lungimiranza. Ad andarci di mezzo, a cascata, sono state le varie autorità sanitarie nazionali spesso prese da eccesso di zelo e, da ultimi, i media che hanno aggiunto confusione a confusione. Qui non si vuole negare la difficoltà da una parte di fare previsioni di fenomeni di questo genere e dall’altra di comunicare ai cittadini rischi e pericoli senza seminare il panico tra la popolazione. La prudenza, tuttavia, non è solo la virtù di chi si comporta in modo da non correre inutili rischi eccedendo in precauzioni, ma anche quella di chi sa valutare gli effetti sull’opinione pubblica di questi eccessi. E ironia della sorte, dopo quelli per SARS, aviaria e suina il prossimo allarme – magari giustificato – potrebbe rimanere inascoltato.

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