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Top, Buzz Fizz Quizz e nelle piazze Fragolò

27.10.2017 - aggiornato: 27.10.2017 - 15:59

RAGAZZI E TV - Ecco la produzione per i giovani dell’allora TSI. Storica ideatrice era Maristella Polli che non nasconde le sue perplessità sull’attuale programmazione.

© Foto dal web

Sull’onda dell’amarcord iniziato la scorsa settimana, continuiamo a parlare dei programmi per la gioventù alla RSI (una volta TSI). Oltre alle proposte rivolte ai bambini ci sono state, a partire dagli anni Sessanta, trasmissioni dedicate ai ragazzi e ai giovani. Chi, tra gli over 40, non si ricorda più di “Buzz Fizz Quizz”, di “Top” o di “Fragolò”? Al primo, un gioco a squadre durato sei anni, parteciparono centinaia di ragazzi della Svizzera italiana. Qualche anno prima andò in onda “Top”, magazine di intrattenimento per gli adolescenti e i giovani, che ospitò personaggi di tutto riguardo, da Bianca Pitzorno a cantanti quali Branduardi, Dalla, Morandi, Venditti, De Gregori. «Allora non c’erano i Social, e i cantautori per vendere i loro album dovevano farsi conoscere. Ci costavano poco o niente!», ricorda divertita Maristella Polli, storica ideatrice e conduttrice di “Top” e degli altri programmi per ragazzi, assieme a Bigio Biaggi. «Arrivai alla TSI quasi per caso, nel ‘65, finito il liceo. Stavo per iscrivermi all’università e avevo bisogno di guadagnarmi qualcosa. Così feci alcuni provini», ci racconta. «Allora c’era solo una persona che si occupava della programmazione per la gioventù ed era Mimma Pagnamenta. A un certo punto aveva suggerito di suddividere i programmi per fasce d’età: piccoli, ragazzi e giovani. Quindi si fece affiancare  da qualcuno che avesse esperienza nel settore pedagogico».

Furono anni da pioniere: “La sveglia”, “La giostra” con “L’Angolo dei piccoli”, “Tiro a segno” e la “Pagina dei giovani”. «Ci accorgemmo che non potevamo puntare solo sull’aspetto educativo, ma diversificare i programmi puntando anche sull’intrattenimento», continua Maristella Polli. Nacquero così “Top” e i vari giochi a premi come “Buzz Fizz Quizz” e “Fragolò” che si inseriva nel mese di maggio, prima della pausa estiva, e girava tutta la Svizzera italiana. «Allora non esistevano i format, e i giochi li ideavamo noi, dalla struttura alle regole, dalla scenografia alle domande, in base alle nostre conoscenze. Con “Trin tran tren” andavamo oltre San Gottardo, coinvolgendo le comunità italofone del resto della Svizzera».

Le produzioni TSI per ragazzi erano conosciute anche nel circuito televisivo internazionale: «Abbiamo vinto parecchi premi per la produzione di cartoni animati e per l’ideazione di programmi. Partecipavamo ai festival, portavamo avanti coproduzioni a Milano e a Zurigo, collaboravamo con la BBC, ci scambiavamo produzioni con altre Emittenti europee», ci spiega Maristella Polli, che a più riprese sottolinea la preoccupazione degli allora produttori - preparati nell’ambito didattico-pedagogico - di abbinare intrattenimento e messaggi educativi. «Quello che non si fa più oggi. Con il tramonto delle grosse produzioni della TSI tra fine anni Ottanta e inizi anni Novanta si è iniziato ad acquistare cartoni e telefilm di dubbia valenza educativa. “S-quot” era un programma adatto ai ragazzi, ma ora è stato sostituito da “#celapossofare” che secondo me è a un livello di intrattenimento al di sopra della loro età e poco educativo. La RSI deve chiedersi se vuole seguire le mode o trovare formule di divertimento intelligenti. Il discorso vale anche per i telefilm, tutti sulla stessa lunghezza d’onda e tutti ambientati in famiglie o scuole americane. Perché non puntare su altre proposte che sappiano comunque affascinare i ragazzi? Penso ai documentari ad esempio. Insomma, chi fa programmazione deve sapere adattarsi al mondo tecnologico contemporaneo ma soprattutto conoscere la TV e le sue mille proposte. E, essenziale, bisogna sapere dove si vuole andare».

(i.s.)

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