Home > Costume

Un virus chiamato noia

03.10.2017 - aggiornato: 03.10.2017 - 18:17

Se da tempo si è a conoscenza del fenomeno dell'esaurimento da troppo stress sul posto di lavoro, ancora poco conosciuto è il "Boreout", quello da eccessiva noia.

© Foto dal web

Tutti sanno che il troppo stress sul posto di lavoro può condurre ad ammalarsi, pochi invece che esiste anche il fenomeno inverso, quello dell'eccessiva noia, pure all'origine di problemi: in questo caso si parla di "Boreout" - in analogia all'esaurimento descritto come Burnout.

Il termine Boreout, che descrive una situazione in cui il lavoratore è alla prese con un impiego che evidentemente non gli richiede a sufficienza energie, si è nel frattempo fatto strada ed è generalmente accettato. Ciò nonostante del tema si parla ancora poco, spiega all'ats Nada Endrissat, docente alla Scuola universitaria professionale di Berna, che ha realizzato diversi studi sul tema.

Secondo Endrissat vi sono due aspetti che vanno separati. Da una parte vi è la sottoutilizzazione quantitativa delle competenze: il dipendente non può mostrare quello che sa fare o non riesce raggiungere l'obiettivo che si era lui stesso prefissato. L'altro aspetto è la mancanza di una sfida professionale, soprattutto in termini di senso e importanza di quello che si sta facendo.

Sempre più lavoratori desiderano dei compiti che hanno un senso. "Se non ce l'hanno si può far strada la noia, che può portare a un Boreout", spiega Endrissat.
Studi effettuati sui soldati americani impiegati in Iraq mostrano che coloro che consideravano la loro attività come priva di significato soffrivano di difficoltà di concentrazione e di malanni fisici.

Cosa porta alla noia?

La ricerca effettuata nelle aziende ha mostrato che non sono né la monotonia né la routine a portare alla noia, bensì un livello di requisiti sbagliato o la mancanza di riconoscimento. Interessati dal problema sono soprattutto gli impiegati d'ufficio e solo raramente chi ha attività indipendente. Si tratta spesso di lavoratori altamente qualificati, che durante la formazione hanno dovuto affrontare problemi per la cui soluzione era necessaria molta iniziativa personale, applicazione e conoscenze. "Queste persone si trovano poi, in ambito lavorativo, ad affrontare compiti monotoni e standardizzati, avendo pochissimo spazio di manovra", spiega Endrissat. I ricercatori parlano in questo contesto di un "paradosso della stupidità". Una stupidità che costa miliardi, secondo alcune stime realizzate per gli Stati Uniti e la Germania.

Il fattore di stress più importante nell'ambito della noia legata al lavoro è il suo stesso occultamento. "La noia è un tema estremamente tabù", sostiene Andi Zemp, psicologo capo della clinica privata Wyss di Münchenbuchsee (BE). Lo si vede già nelle terapie di gruppo: per raccontare che ci si annoia durante il lavoro serve coraggio, perché l'interessato si espone a lazzi e frecciatine. Per nascondere la loro noia i dipendenti sviluppano quindi delle strategie: fanno durare i compiti il più a lungo possibile, fanno finta di avere lavoro che in realtà non esiste o sviluppano degli pseudo-Burnout. Tutti questi approcci hanno in comune il fatto che invece di risolvere il problema lo acuiscono. "Invece di subire uno stress dovuto al sovraccarico, si sviluppa uno stress da sottooccupazione, che può però anch'esso finire nella depressione", dice Endrissat.

Gli interessati parlano di disturbi d'ansia di tutti i tipi. Si sentono come se fossero stupidi, insensibili e timorosi di non sapere come si svolge un compito.
Nello studio di Zemp si presentano soprattutto i dipendenti in là con gli anni. "Non osano lasciare il loro impiego per paura di non trovarne un altro", afferma lo specialista. "Molti cercano semplicemente di venire a capo della situazione attendendo il pensionamento".

Per Zemp questo è però sbagliato: meglio sarebbe cambiare posto o ridurre i tempi di lavoro. "L'importante è che in una situazione del genere un senso non venga ricercato solo nel lavoro, bensì per esempio anche nel tempo libero". Meglio che nascondere sarebbe inoltre parlare della cosa, anche con il proprio superiore, sostiene lo psicologo.

La sindrome Boreout è stata descritta per la prima volta nel 2007 in un libro di due svizzeri, Philippe Rothlin e Peter Werder, nel libro "Diagnose Boreout - Warum Unterforderung im Job krank macht", tradotto in varie lingue ma non in italiano. I due autori si rifacevano a studi realizzati negli Stati Uniti. Nel 2005 venne effettuata una ricerca su 10'000 lavoratori: un terzo degli interpellati affermò che non aveva abbastanza da fare sul lavoro e che si riteneva non sufficientemente sotto pressione. In seguito vi sono state indagini analoghe anche in altri paesi.

Stimare la frequenza di queste situazioni è difficile. "Ma in generale si può sicuramente parlare di una crescita del fenomeno", sostiene Endrissat. "Questo potrebbe però essere dovuto al fatto che improvvisamente abbiamo un concetto per descrivere qualcosa che prima non era disponibile", ammette.

(Ats)

Costume e società

Il Papa di Wenders e le famiglie di Kore-eda

DIARIO DA CANNES - Il documentario del regista tedesco e il film giapponese affrontano da ottiche diverse il tema della povertà, rivelandosi vere opere provocatorie.

Costume e società

Dalle provocazioni di Lars a Lago d'argento

DIARIO DA CANNES - "The House That Jack Built" ha spaventato gli spettatori, usciti prima della fine della proiezione. Ma la giornata è di Travolta con la …

Costume e società

Il primo filmato con Topolino, 90 anni fa

(IL VIDEO) Esattamente il 15 maggio 1928 veniva proiettato al pubblico il primo cortometraggio della serie Mickey Mouse, "Aereo impazzito".

Costume e società

Nel giorno di Star Wars è Spike Lee a colpire

DIARIO DA CANNES - In "BlacKkKlansman" il regista affronta il suo tema per antonomasia, in modo originale e tenendo viva l’attenzione per le due ore di …

Costume e società

Tra divieti e imprevisti brilla l’opera di Wang

DIARIO DA CANNES - L'edizione 71 parte senza le anteprime per la stampa e senza selfie. Ma a riscattare un’edizione ricca di proibizioni è il coraggio di …

Costume e società

La coppia Cruz-Bardem apre il Festival

DIARIO DA CANNES - (LE FOTO) "Todos lo Saben", il film d'apertura a Cannes, nonostante le buone premesse non è stato un piacere per tutti. Ma il red carpet …

Costume e società

Diario dal red carpet di Cannes

Durante i giorni della 71esima edizione del Festival vi proporremo curiosità e aneddoti in arrivo direttamente dalle sale e dalle strade di Cannes.

Costume e società

5 buone abitudini per vivere a lungo

Una ricerca della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston rivela che queste sane abitudini allunghino la vita di oltre 10 anni.

Costume e società

Youtube, 8 milioni di video rimossi

Questa cifra riguarda solo gli ultimi 3 mesi del 2017. La maggior parte risultava contraria agli standard della piattaforma ed è stata eliminata prima che qualcuno …

Costume e società

Haiti e i suoi numeri da record

La mucca, che vive a Grasswil (BE), festeggerà i 20 anni il prossimo 21 aprile ed è l'esemplare svizzero che ha prodotto il maggiore volume di latte …

Costume e società

Ecco l'uomo più anziano al mondo

Si chiama Masako Nonaka, ha 112 anni e ama dolci, terme e incontri di sumo; il suo primato potrebbe però venire scansato da una donna, in attesa di certificazione …

Costume e società

Vittime del loro successo

Dopo la baia thailandese di Maya Bay, resa celebre dalle nuotate di Di Caprio in "The beach", chiude per 6 mesi anche l'isola di Boracay, nelle Filippine.

Costume e società

Gianna Nannini cade sul palco e si ferisce

La cantante italiana si è infortunata ieri sera durante un concerto a Genova, che è poi stato interrotto; per lei si sospetta la frattura alla caviglia.

Costume e società

Fotocamera spunta dalle acque dopo 2 anni

L'immagine del ritrovamento dell'apparecchio, a Taiwan, è stata pubblicata su Facebook e vista anche dalla proprietaria, una studentessa giapponese.

Costume e società

Domenica scatta l'ora estiva!

Alle 2 del mattino le lancette degli orologi dovranno essere portate avanti di un'ora (alle 3) e, di conseguenza, si dormirà un'ora in meno.

Costume e società

Trovato il più antico messaggio in bottiglia

La scoperta è stata fatta da una famiglia su una spiaggia australiana: un foglio datato 12 giugno 1886 e affidato al mare quindi ben 132 anni fa da una nave tedesca …

Accesso e-GdP

banner_cannes3.jpg

banner_passione_calcio.jpg

Banner - Spot GdP 2018

banner_reportage_siria.jpg

banner_arte-e-cultura.jpg

banner_alberghi_albergatori.jpg

Ieri nel mondo

catt-ch2.jpg

Il sito ufficiale della Diocesi diLugano

banner_caritas_ticino.jpg