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Quando la burocrazia rende cieco il cuore

09.10.2015 - aggiornato: 09.10.2015 - 12:17

Sono diversi i lettori che ci hanno informato sulle difficoltà incontrate in alcuni istituti bancari per versare la donazione a favore di Padre Ibrahim che opera ad Aleppo, in Siria. La colpa? Sembra si tratti di direttive fin troppo severe.

di Martina Salvini

 

«Aiutateci a restare qui». Questo è stato il grido lanciato dai vescovi e dai patriarchi siriani un mese fa. Dopo le tragedie del mare e le centinaia di vite spezzate nel tentativo di scappare da un’esistenza impossibile nella terra d’origine, si è parlato alle nostre latitudini di accoglienza per quanti si trovano in difficoltà. Della sfida, come abbiamo sottolineato, di «accogliere il bisogno, condividere il dramma, donare qualcosa di nostro a un siriano, sì, ma tra i tanti (pur sempre la maggioranza) che sono rimasti laggiù».

Per questo dalle colonne del nostro giornale è partito l’invito ai lettori affinché sostengano con noi le opere di Padre Ibrahim Alsabagh, francescano, che con alcuni confratelli si occupa di un Centro di accoglienza, di un oratorio e di ricostruire l’ospedale distrutto dai bombardamenti. La generosità da parte dei lettori non si è fatta attendere e subito sono partite le donazioni. 

 

Ma oggi siamo di fronte a un intoppo. Sono diverse le segnalazioni che ci sono giunte da parte di chi, cercando di versare una somma sul nostro Conto postale (Nuova Società Editrice del Giornale del Popolo SA, 6900 Massagno - CCP 65-235063-4) si è visto negare la transazione dagli istituti di credito. Il motivo? Probabilmente si tratta della menzione riportata sulla richiesta di versamento: “Aleppo”.

Le banche avanzano pretesti di natura giuridica, parlando di direttive nazionali ed embarghi verso la Siria che impediscono qualsiasi trasferimento di denaro verso quella destinazione. Spulciando tra le carte e parlando con un legale ci siamo imbattuti in una direttiva dell’8 giugno 2012 del Consiglio federale. Un’ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti della Siria. L’articolo 10 prevede il blocco degli averi delle persone fisiche, delle imprese o delle organizzazioni interessate dalle sanzioni finanziarie, e l’articolo 13 vieta alcune relazioni bancarie con la Siria.

Ma né l’una né l’altra disposizione sono applicabili ai versamenti relativi alla nostra colletta.

 

Inoltre, l’ordinanza prevede una deroga per le attività umanitarie. La condotta delle banche ci sembra pertanto inspiegabile. Proviamo a contattare due istituti di credito che ci sono stati segnalati per avere negato la transazione. Credit Suisse ci nega ogni contatto con qualsiasi membro della direzione e nonostante le nostre richieste di delucidazioni, risponde che «serve un caso concreto e un nominativo. Senza questo non è permesso dare spiegazioni. Bisogna valutare il singolo caso».

 

Più disponibile si mostra UBS, che dopo la nostra sollecitazione si sta muovendo per capire come stia la situazione e quali siano le motivazioni del blocco dei versamenti. Per ora, tuttavia, non ci è giunta ancora risposta e rimaniamo in attesa di sviluppi. Ciò che ferisce e lascia amareggiati in tutta questa faccenda è l’incapacità del sistema di saper scindere tra le regolamentazioni e gli scopi. 

La strenua convinzione che ognuno di noi possa agire malintenzionatamente. E questo nonostante sulle nostre pagine si sia ribadito ogni giorno lo scopo umanitario della nostra colletta e l’esatta destinazione delle donazioni. Scontrarsi contro la burocrazia e le direttive ci sembra inutile e farebbe perdere tempo prezioso, per questo abbiamo deciso di cambiare la menzione della causale.

 

 

COLLETTA DEL GDP «Aiutateci a restare qui»

 

Per aiutare le opere di padre Ibrahim ad Aleppo e permettere a tanti siriani di rimanere nella loro patria è possibile scegliere (una tantum, o anche a più riprese) tre tipi di donazione:

 

  • 20 FRANCHI  -sostentamento per un giorno di una famiglia di quattro persone
  • 50 FRANCHI  - materiale per l’inverno (vestiti, coperte, kit per l’igiene) 
  • 100 FRANCHI  - contributi per la risistemazione dell’ospedale di Aleppo (costo totale, 370mila franchi) 

 

Le offerte vanno versate sul conto del Giornale del Popolo, che provvederà puntualmente a girarle - tramite la Custodia di Terra Santa - alla parrocchia di padre Ibrahim. Per ulteriori informazioni tel. 091 922 38 00 (ore 15-20).

 

Per versamenti     

Nuova Società Editrice del Giornale del Popolo SA,
6900 Massagno - Ccp 65-235063-4

Menzione “Colletta GdP”

 

 

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