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Antico e giovane, il teatro dell'Architettura

03.02.2018 - aggiornato: 03.02.2018 - 14:56

SPECIALE SABATO - Ispirato alla tradizione universitaria del teatro anatomico, vuol essere un luogo per eventi aperti a tutti ma anche per la ricerca. 

di Dalmazio Ambrosioni

 

Da mesi ormai si è autorevolmente imposto con la sua forma circolare nel campus universitario di Mendrisio. Tanto che a prima vista lo splendido e funzionale Teatro dell’architettura, questo il suo nome, potrebbe apparire una sorta di faccenda interna all’Accademia di Mendrisio. Ma così non è, anche se sorge negli spazi della struttura universitaria, accanto a palazzo Turconi.

«Il progetto - come precisa, scrivendone, il direttore dell’Accademia, Riccardo Blumer - firmato, su richiesta dei professori della scuola, da Mario Botta, che l’ha poi regalato, ricalca la struttura organizzativa dei primi teatri anatomici: uno spazio centrale quadrato a tutta altezza, ricavato in un grande volume circolare di pietra e cemento con una spettacolare copertura a tenda». L’edificio è quindi a pianta centrale circolare, ha un diametro di 27 metri con due livelli interrati e tre fuori terra, che si snodano attorno a un unico grande spazio, illuminato da luce zenitale grazie al lucernario centrale, e a quelli a raggiera perimetrali. Nei piani interrati, il teatro si collega all’ospedale sfruttando un cunicolo esistente, e al Palazzo Turconi. 

 

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La superficie totale è di circa 3.000 metri quadrati ed il volume di 17.000 metri cubi. L’inaugurazione e quindi l’inizio dell’attività sono previsti per l’autunno prossimo, esattamente l’11 ottobre, con una mostra di architettura dal titolo Louis Kahn e Venezia, curata da Elisabetta Barizza e Gabriele Neri, docente all’Accademia. È interessante sottolineare che tutti gli eventi saranno aperti al pubblico, creando così ulteriori proposte culturali all’interno di un’offerta già molto ampia e consolidata nel tempo.

 

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Si comincerà già tra poche settimane, esattamente l’8 marzo con un “laboratorio didattico” consistente in creazioni ed installazioni degli studenti sotto il titolo Set architetture automatiche. Il fatto che il primo atto sia affidato alle proposte degli studenti conferma come il Teatro dell’architettura sia anche, accanto alla sua dimensione pubblica, uno spazio privilegiato d’attività, ricerca, confronto e proposta degli studenti stessi, a complemento e potremmo dire come occasione di sperimentazione e messa in pratica del corredo didattico.

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