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Cinema: Philomena

08.02.2014 - aggiornato: 24.06.2016 - 14:05

Judi Dench: una gigantessa assoluta dell’arte della recitazione.

Philomena
★★★★
Regia di Stephen Frears. Con Judi Dench, Steve Cogan, Sophie Kennedy Clark (GB 2013)
 
 
di Marco Zucchi
 
Chi ha avuto il buon cuore e la pazienza di seguire questa rubrica negli ultimi quindici anni si sarà accorto che il mio approccio ai film prova a non essere ideologico. Tento di proporre l’idea che la questione non debba in prima istanza riguardare in che misura una narrazione per immagini asseconda le nostre convinzioni morali. Altrimenti è troppo semplice: quando un film illustra quello che già pensiamo lo consideriamo valido, viceversa no. Non mi basta. Si deve provare a scovare la grazia che eventualmente porta con sé, indagandone la coerenza, la capacità non solo di coccolare ma di spiazzare lo spettatore, di turbare, di interrogare l’esistente. Non da ultimo, giacché si tratta di un’opera dell’ingegno umano, un dato rilevante mi pare risieda nel grado di umanità che riesce a esprimere.
 
«Philomena», sia chiaro da subito, mette alla berlina alcune forti reticenze ecclesiastiche di fronte a scelte che in taluni contesti erano (?) normali cinquant’anni fa, ma ora non lo sono più. Vi compaiono figure di religiose e religiosi irlandesi che non fanno affatto una bella figura. Ad una prima lettura qualcuno potrebbe pensare: mi schiero di qua o di là ed è festa finita. Con buona pace della coscienza critica. Non ci sto. La protagonista del film - interpretata da una gigantessa assoluta dell’arte della recitazione come Judi Dench - è un personaggio dalla forza straordinaria e meravigliosa. Donna semplice tra i sessanta e i settant’anni, ha sempre manifestato un senso del dovere spiccato, restando fedele a un ideale di decoro. Proprio nel non avere nulla di iconoclastico o ribelle risiede l’aura incredibile del personaggio quando inizia a esigere risposte. Probabilmente è tardi, ma qualcuno dovrà rendere conto ad una mamma a cui da ragazzina fu fatto l’affronto più struggente: «per il suo bene» le portarono via il bimbo, di cui non seppe più nulla. Complice l’intervento di un giornalista insistente, diventerà una piccola crociata, ma anche una prova di coraggio dilaniante che invita alla riflessione.
 
legenda
è meglio lasciar perdere
★★ si può vedere
★★★ ci siamo
★★★★ da non perdere
★★★★★ capolavoro
 
 
il trailer:
Vedi il video
 
 
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