Home > Cultura > Cinema

Un apologo sulla fede e il mistero

14.01.2017 - aggiornato: 14.01.2017 - 21:38

La recensione di Daniela Persico di "Silence", dell'ultima fatica di Martin Scorsese che parla della persecuzione dei cristiani nel Giappone del XVII secolo.

© Foto dal web

di Daniela Persico

Un’impresa impossibile, un desiderio senza limiti, l’incredibile compimento di un percorso. Arriva nelle sale, con la giusta dose di clamore e di attesa, l’ultimo film di Martin Scorsese: Silence, ispirato all’omonimo romanzo di Shusako Endo, un apologo sulla fede paragonabile a Il potere e la gloria di Graham Greene. Il punto di partenza è la travagliata evangelizzazione del Giappone, che – dopo una prima ondata di cristianizzazione agli inizi del 1600 – ha affrontato una dura repressione nel periodo Tokugawa, che è costata la vita a molti padri gesuiti e a numerosi contadini.

Il grande affresco storico, imbastito da Scorsese grazie allo scenografo Dante Ferretti, parte proprio da un viaggio nel Giappone del XVII secolo ad opera di due giovani gesuiti, padre Rodrigues (il “cristianico” Andrew Garfield) e padre Garupe (Adam Driver), alla ricerca del loro maestro spirituale, padre Ferreira (Liam Neeson, in particolare stato di grazia), uomo integerrimo di cui la Santa Sede ha perso ogni traccia e teme abbia commesso un’apostasia. I due ragazzi si avventurano in un viaggio in incognito, lungo le scogliere frastagliate di un Giappone rurale (ricostruito per il film a Taiwan) in cui verranno a conoscenza di villaggi popolati da cristiani che professano il loro credo in segreto. Una fede pura e altissima, che spesso li conduce al martirio, e una pratica di preghiera comunitaria segregata nelle viscere della terra.

Di fronte alla loro semplicità e al loro coraggio, padre Rodrigues e padre Garupe si sentiranno di volta in volta deboli, peccatori, dimentichi, egoisti in uno scandaglio sempre più profondo del proprio credere e del motivo che li ha condotti ad affrontare il possibile martirio.

Silence non si delinea certamente come un progetto comune, così dichiaratamente legato a un tema poco di moda (l’evangelizzazione), così radicalmente ancorato all’asciutezza di narrazione privata della componente spettacolare che questo film avrebbe potuto avere. Non stupisce quindi che a Martin Scorsese (nonostante la sua fama) ci siano voluti più di vent’anni per poter mettere mano al progetto, che richiedeva un budget ingente ma soprattutto una maturità stilistica magistrale. Il libro di Endo era stato regalato al regista da un padre gesuita che aveva partecipato all’anteprima del controverso L’ultima tentazione di Cristo, film maledetto di Scorsese, che indaga i giorni nel deserto di Gesù Cristo e il “silenzio” del Padre.

Un tema che ritorna più volte nella cinematografia del regista, cresciuto in una famiglia credente e con un’educazione da scuola cattolica, ossessionato dal seme della violenza come espletazione del peccato, la cui redenzione sarà agognata quanto impossibile per molti degli indimenticabili personaggi scorsesiani. Sembra quasi impossibile che dagli eccessi e dal caos del furoreggiante The Wolf of Wall Street (dura apologia sulle derive del capitalismo) il regista sia riuscito a spogliarsi di tutto, ogni suo seppur mirabolante vezzo e ogni suo attore feticcio, per addentrarsi in una vicenda che ha solo l’apparenza di un viaggio negli inferi ma intende ricercare una forma, in quest’arte complessa che è il cinema, per scandagliare il mistero dell’uomo e la sua inesauribile ricerca della verità.

Martin Scorsese ha iniziato il suo viaggio nel cinema, accompagnato dallo sceneggiatore Paul Schader (autore di Cinema della trascendenza) con parabole in cui la grazia appariva con il suo impenetrabile risvolto salvifico. Una grazia che non riguarda soltanto i suoi protagonisti, ma anche il suo percorso da uomo di cinema, il suo “mestiere delle armi” per dirla con le parole care a Ermanno Olmi. Così come il soldato adempie alla sua vocazione, così Scorsese sembra fare con questo film, quasi un testamento in cui la sua ricerca artistica si svela fortemente connessa al suo percorso spirituale. Il viaggio di Rodrigues e Garupe è un percorso nella conoscenza del mondo attraverso il linguaggio, alla ricerca di colui che ha rivelato loro la Parola: padre Ferreira non è soltanto il loro maestro, ma rappresenta colui che li ha introdotti al mistero di Dio attraverso il linguaggio. Al contrario, in Giappone ciò che l’Inquisitore chiede come segno d’apostasia è calpestare l’immagine sacra di Cristo: è possibile farlo, rimanendo intimamente fedeli a Cristo?

È giusto mettere a repentaglio la vita di tanti credenti pur di non abiurare? Quanto si può rimanere fedeli al proprio credo in una società ostile? Di primo acchito sono queste le domande sollevate da Scorsese, che porta avanti sottilmente il percorso spirituale di Rodrigues complessificandolo, mettendogli al fianco la figura di Kichijiro, guida debole e imperfetta, pronta a rinnegare in ogni momento la sua fede. L’ambiguo giapponese (interpretato superbamente da Tadanobu Asano) è il personaggio più commovente del film, incapace di mantenere una posizione eppure sempre pronto a implorare il perdono, umile e pervicace, possibile Giuda ma anche segno più estremo e significativo della presenza di Dio.

In un mondo che di lì a poco sarà segnato dal puro commercio, come racconta il finale del film, qualcosa resterà sempre a segnalare la fede, seppur celata nella profondità del cuore umano. E questa vicenda, sanguinaria e asciutta, non è soltanto un omaggio a chi sta ancora sfidando il mantenere viva la fede in luoghi di persecuzione, ma soprattutto una dichiarazione di un uomo, che di mestiere ha scelto di confrontarsi con le immagini e le parole, e che arriva a padroneggiare perfettamente quella fede che unisce la forma al contenuto, propria della liturgia cristiana.

Cinema

Avatar tornerà e si farà in quattro

È stata posticipata l'uscita dell'attessimo sequel del film diretto da Cameron. Quello che è noto, per ora, è che non sarà solo uno, ma bens …

Cinema

Addio al regista Squitieri

Il grande regista del cinema italiano è morto a Roma a 78 anni.

Cinema

Carlo Maria Martini, una voce libera nella fede

“Vedete, sono uno di voi” è un pregevole film di montaggio ricco di materiali d’archivio che ricostruisce il percorso umano e spirituale dell …

Cinema

La strategia visionaria di Valignano

"Silence", il film di Scorsese, visto da Vittorio Volpi, che ha studiato il periodo “Kirishitan Jidai”.

Cinema

Prezzi più bassi al Cinestar

Il nuovo gestore del multisala di Lugano, Arena Cinemas, ha deciso di diminuire i prezzi dei biglietti: fino al 36% in meno rispetto agli attuali costi.

Cinema

Premiato un film sul voto alle donne

La pellicola elvetica "Die Göttliche Ordnung" si è aggiudicata il Prix de Soleure in occasione della 52esima edizione delle Giornate cinematografiche di …

Cinema

"Ma vie de Courgette" anche ai César

Il film del vallesano Claude Barras ha ricevuto tre nomination in altrettante categorie: miglior film, d'animazione, miglior adattamento e migliore musica.

Cinema

Oscar, ecco tutti i nominati

Tra i nominati anche 3 film svizzeri, tra questi anche il film d'animazione "Ma vie de Courgette". La pellicola più nominata è La La Land: 14 in …

Cinema

Polanski sarà presidente del César

Il noto regista, che ha vinto il prestigioso riconoscimento ben 8 volte, avrà in mano le redini della 42esima edizione del premio, prevista il 24 febbraio a Parigi.

Cinema

Un apologo sulla fede e il mistero

La recensione di Daniela Persico di "Silence", dell'ultima fatica di Martin Scorsese che parla della persecuzione dei cristiani nel Giappone del XVII secolo.

Cinema

Biglietti omaggio per "Silence"

Scopri come ottenere i 60 biglietti offerti ai propri lettori dal Giornale del Popolo per vedere al cinema l'ultimo film di Martin Scorsese.

Cinema

Uno sguardo su individuo e responsabilità

In uscita il nuovo film di Clint Eastwood "Sully". La pellicola tratta la vicenda del comandante che fece atterrare un aereo di linea in avaria sul fiume Hudson.

Cinema - Festival del Film

Un brindisi "politico" al Pardo

Tradizionale ricevimento del Governo ticinese mercoledì sera al Festival del Film di Locarno. (LE FOTO)

Cinema - Festival di Cannes

Romania verso la Palma per un cinema sociale

La qualità sembra dominata dalle creazioni rumene, da una parte “Sieranevada” di Puiu e dall’altra la sofisticata parabola di Mungiu con …

Cinema

Il coraggio di un medico conquista Cannes

Grande successo per la pellicola "La fille inconnue" dei fratelli Dardenne, che parla di un medico e delle difficoltà di fronte ai problemi sociali. 

Cinema - Italia

Addio a Lino Toffolo

L'attore italiano è morto la scorsa notte a causa di un infarto all'età di 81 anni.

Accesso e-GdP

banner_reportage_siria.jpg

banner_arte-e-cultura.jpg

banner_alberghi_albergatori.jpg

Ieri nel mondo

banner_spot_youtube_chi_siamo.png

misericordia_2015.jpg

catt-ch2.jpg

Il sito ufficiale della Diocesi diLugano

banner_caritas_ticino.jpg