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Un Museo della felicità per Charlie Chaplin

30.01.2016 - aggiornato: 24.06.2016 - 15:02

La sede sarà il “Manoir de Ban”, l’edificio  in stile neoclassico in cui il celebre artista visse fino al 1977, anno della sua morte. Il museo aprorà ad aprile. La casa fu abitata dai figli fino al 2008.

La sede del Museo. (foto Chaplin’s World™ © Bubbles Incorporated SA)

di Katia Tamburello

 

 

È prevista per aprile 2016 l’apertura del museo dedicato all’artista visionario Charlie Chaplin a Corsier-sur-Vevey piccolo centro a pochi passi dalla più rinomata Vevey, incantevole località sul lago Lemano. Il museo vedrà la luce nel “Manoir de Ban”, ideato e costruito nel 1840 dall’architetto svizzero Philippe Franel, edificio in stile neo-classico in cui Chaplin visse fino al 1977, anno in cui morì, e i figli vi abitarono fino al 2008.

La dimora di famiglia si trasforma in museo per raccogliere l’opera ma anche la vita privata dell’artista che nel 1952 all’apice del successo, grazie a film quali Luci della città (1931), Tempi moderni (1936), Il grande dittatore (1940) e Luci della ribalta (1952), solo per citarne alcuni, è costretto a partire dagli Stati Uniti. Il maccartismo infatti ha intrapreso una vera e propria caccia alle streghe ai filo-comunisti e alle presunte spie sovietiche e Chaplin ne rimane coinvolto. Arrivato a Losanna, Chaplin si stabilisce a Corsier-sur-Vevey e lì vi resta per venticinque anni. In questo piccolo paese l’attore viene accolto con affetto ma anche, e soprattutto, con la discrezione dovuta alla star, come ci racconta l’architetto Philippe Meylan, direttore del museo e al tempo amico di alcuni figli dell’artista. Mentre ci mostra delle foto del ’52, nelle quali Chaplin, coi capelli bianchi, accanto alla moglie, è ritratto all’arrivo a Losanna, Meylan ci dice con un po’ di malinconia: «Nonostante le amarezze degli inizi, credo che Chaplin abbia trascorso degli anni felici in Svizzera, ha trovato la pace che cercava e la famiglia si è ben integrata. Conoscevamo i figli, io andavo certe volte a casa loro. Qualche volta lo incontravo, era molto riservato, non parlava il francese allora dava solo qualche pacca sulle spalle». E poi aggiunge sorridendo: «Certe volte alla stazione di Losanna la sera, al rientro, vedevamo la Bentley con dentro l’autista in attesa di uno dei figli, in quei casi cercavamo tutti di farci dare un passaggio!».

 

Il museo pensato sedici anni fa ha dovuto affrontare diversi ostacoli che ne hanno impedito di fatto una rapida creazione. Poi arriva la svolta: dai 20 milioni di franchi previsti al principio si passa ad un progetto ben più grosso di oltre 50 milioni, di cui 10 da rimborsare al Canton Vaud. Arrivano altri investitori e la Compagnie des Alpes, colosso che gestisce parchi d’attrazione e stazioni sciistiche, vi finisce dentro.

Quello che fra poche settimane sarà visitabile è un museo composto da due parti: dentro il maniero si avrà modo di conoscere la vita intima del bambino, dell’uomo, del padre Chaplin. Qui si manterrà l’autenticità dell’arredamento della casa, da sedie a poltrone, al prezioso pianoforte con il quale Chaplin compose le sue musiche. Adiacente al vecchio edificio ne è stato costruito uno nuovo, che promette una vera e propria immersione nel mondo di Charlot. Nel cinema di 150 posti, che sarà utilizzato anche per conferenze e presentazioni di libri, si potrà vedere un film di dieci minuti sulla sua vita. È in questo spazio che si ritroverà la comicità dell’artista e lo sguardo pungente di colui che è stato un lucido cronista delle miserie del XX secolo e un uomo impegnato nella difesa degli ultimi. E sempre qui, una ricostruzione delle scenografie dei film in stile Hollywood, con tanto di boulevard, attende i fans, assieme all’immancabile boutique e al ristorante (creato nell’antica fattoria poi divenuta la casa dei domestici), e al giardino di 14 ettari in cui si potrà passeggiare. Tutti gli spazi del museo, privato, saranno prenotabili per serate a porte chiuse, in una cornice di sicuro charme ma certo con fini meno culturali. Ciò nonostante, è innegabile la grande attesa, tra gli estimatori del genio di Chaplin, per l’apertura di questo luogo che vuole rendergli omaggio nel migliore dei modi.    

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