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Casimiro Piazza e l’arte come progetto sociale

30.08.2015 - aggiornato: 24.06.2016 - 14:03

Sono molteplici le iniziative promosse: dal suo lavoro di pittore e scultore ai corsi per persone veramente speciali. Tanta voglia di fare e di circondarsi di amici. Una famiglia che ha continuato ad allargarsi nel segno della solidarietà.

(foto Maffi)

di dalmazio ambrosioni

Dieci anni sono tanti in ogni caso, soprattutto oggi che le cose mutano sempre più in fretta. Sono tanti ancor più per Casimiro Piazza e le sue mille iniziative. Perché in questi dieci anni nei quali ha dato corpo al suo progetto non c’è stato giorno vuoto, non c’è stata mattinata di attesa, nessuna esitazione, nessun ripensamento. Gli ha dato un nome: Promozione e Progetto scuola di scultura, corsi speciali per disabili adulti e allievi delle scuole speciali. Soprattutto gli ha dato sostanza con una serie di iniziative che, attraverso l’arte e l’artigianato, tendono a quel misto di socialità e solidarietà che sono storicamente tra le cose più belle che sa offrire il Ticino. E oggi che tanti tirano i remi in barca, anche la politica, Casimiro Piazza si adopera ancora di più, aprendo prima il suo atelier e poi l’ampia sede di Villa Luganese. Adesso sono 10 anni. Dieci anni zeppi di iniziative durante i quali proseguono appaiati il suo lavoro di artista (pittura, scultura, altorilievi su legno di opere famose, dal Cenacolo di Leonardo in S. Maria delle Grazie a Milano, al Compianto del Ciseri, il celebre dipinto nel santuario della Madonna del Sasso) e il lavoro con i disabili adulti e gli allievi delle scuole speciali. Dieci anni lungo i quali la progressione nel fare è stata implacabile, scandita dal ritmo da rullo compressore di Casimiro Piazza, pronto ed abile nell’aprirsi sempre di più, nel coinvolgere persone istituzioni ed enti, nel costruire ponti tra questa sua famiglia sempre più ampia e la cosiddetta comunità civile, ossia tutti noi.

Gara di solidarietà
Eccolo lì nelle stanze di Villa Luganese, due piani zeppi di cose sue, dei suoi allievi, di altri artisti che corrono con lui questa gara della solidarietà. Stanze sempre più popolate, quadri disegni gessi  marmi ceramiche legni. Opere sue, degli amici disabili, degli amici artisti vecchi e nuovi, altre opere donate o affidate in un rimando affettuoso e solidale. Al centro sempre lui, fazzoletto al collo, scalpello in mano, la tavolozza fresca di colore, l’immaginazione scalpitante, i ricordi incalzanti. E tanta voglia di fare: pittura e scultura a modo suo, l’ampio gruppo di amici vecchi e nuovi, che poi gli sono anche maestri, lo seguivano da vivi e sono sempre presenti (un quadro, un ritratto, una fotografia, un ricordo) anche a distanza di anni dalla loro dipartita. Fanno parte del suo gruppo di famiglia, delle sue memorie vive, amici allora e amici adesso come se nel frattempo non fosse successo niente. E intanto la famiglia di Casimiro ha continuato ad allargarsi senza mai lasciare indietro nessuno, tantomeno i morti, ed anzi riunendo e coinvolgendo presenze sempre nuove. Quando, a cavallo del nuovo millennio Casimiro ha iniziato a proporsi come artista pareva semplicemente uno in più in questa “terra d’artisti”, ognuno seguendo la propria strada, spesso e volentieri fuori dal gruppo. Invece l’idea l’aveva ben chiara in testa da subito e non ci ha messo molto a manifestarla lungo la strada di quella che potremmo chiamare un’arte sociale. 
Sociale. È un genere d’arte che fa capolino, un po’ più e un po’ meno, lungo tutta la storia dell’arte. 

All’ombra dei Denti della Vecchia
Ma quella di Casimiro è di un tipo speciale, inconsueto e anticonformista. Molto sua, molto legata alle persone (la lunga cronologia di morti e di vivi) ed ai luoghi, ossia la sponda sinistra della valle del Cassarate, diciamo dal Bré al San Lucio con al centro, troneggianti, i Denti della Vecchia. L’individuazione di questo microterritorio in effetti è interessante perché ha accolto una lunga serie di personaggi, dal Lelen Gilardi a Luigi Taddei, da Ugo Moglia a Pepo Frigerio e prima Ambrogio Preda, tanto per citarne qualcuno. Ed aggreghiamoci anche Carlo Antonio Gianinazzi, poeta giornalista storico locale e pittore, che ci ha lasciati senza un fruscio da non molto tempo. Tutti personaggi con il loro quarto di luna, con il timbro dell’originalità quando non di una lieve, affettuosa provocazione. Tutti un po’ pittori e un po’ poeti, con la penna, con l’animo inquieto, con l’occhio attento. Tutti con una loro personale, e a volte stramba, voglia di cultura: i libri sacri, la Bibbia su tutti, i miti greci, i grandi poeti da Omero a Virgilio, San Francesco (“Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui”), Dante Alighieri… Personaggi-artisti che han sempre guardato anche alla pittura pre e rinascimentale, da Cimabue in avanti. Magari in forma naive, come conferma la costanza con cui le loro opere sono punteggiate da citazioni: ricordi scolastici, memorie di famiglia, libri letti al camino con gli occhi pieni di sonno, storie e leggende trasmesse attraverso la tradizione orale, di nonno in nipote. Tutti personaggi-artisti con una caratura fortemente individuale anche nel percorrere il versante della dimensione del sacro per lo più lungo il filo di quella che Virgilio Gilardoni ha chiamato arte rustica delle genti cisalpine. E qualcuno, come Luigi Taddei, capace di solcare i mari ed andare a conoscere altre terre di qua e di là dell’Atlantico, fino ad assumere con la pittura una dimensione internazionale senza però dimenticare quelle sue radici abbarbicate ai monti che si specchiano nel Cassarate prima che nel Ceresio. Radici di lavoro, di fatica, di attenzione alle cose che contano e tra queste lo sguardo attento, partecipe e coinvolgente sugli altri.

Nel solco di una bella storia
Casimiro Piazza è parte di questa compagnia. Ci è entrato in punta di piedi tanti anni fa, ha ricevuto il testimone e lo sta portando avanti nella sua corsa solidale che si realizza con il lavoro artigianal-artistico e, ancor di più, attraverso il robusto impegno sociale. L’occasione che propone dal 5 in avanti nel suo atelier-laboratorio-scuola-galleria d’arte-magazzino di Villa Luganese è di vedere quanto ha fatto in questi dieci anni e anche prima. Quanto incisivo è diventato il suo progetto, il suo slancio. Quanto coinvolgente, quanto concreto ed efficace al punto da riuscire a riunire tante altre forze per amplificare e rendere sempre più efficace il giro della solidarietà. Tanto che ormai “ul Casimiro”, Casimiro Piazza più che pittore e scultore è un imprenditore sociale. Sui generis naturalmente. Uno che sempre più s’è messo a disposizione degli altri, e tra gli altri di chi ha più bisogno di attenzione. E mentre guida la loro mano ci insegna che è bello dedicare quanto possibile del nostro tempo a chi ha bisogno della nostra attenzione. E ci conferma che nel sottofondo di questa nostra gente serpeggia ancora quell’anelito alla solidarietà e alla dignità di tutti che costituisce (anche se qualche volta ce ne dimentichiamo) una delle cose più belle della nostra storia, della storia di questo nostro territorio, del Ticino e di mamma Elvezia.

Il 5 e 6 settembre tutti a Villa Luganese

Porte aperte per il decimo anniversario 2005-2015, alla Scuola di Scultura di Villa Luganese, sabato 5 e domenica 6 settembre, dalle ore 9 alle 18.
Sabato: Porte aperte della mostra (ore 9) con 200 opere di vari artisti ticinesi ed esteri; ore 18 aperitivo. Domenica: Aperitivo e mostra opere artistiche (ore 10.30); presentazione ufficiale delle autorità cantonali e comunali con aperitivo (dalle ore 10.30) e pranzo di solidarietà. Sostenitori della Scuola di Scultura e Pittura dal 2005: Savre SA, Sig. Bruno Piaggi, Sig.ra Angela Piaggi, Candidato al Consiglio degli Stati Avv. Battista Ghiggia; Promotori della Manifestazione: Associazione ASC, Presidente Sig.ra Nataliya Shtey Gilardoni. 

L’esposizione è a scopo benefico a favore di progetti per disabili adulti; corsi per allievi delle scuole speciali; gruppo carrozzelle inSuperAbili.
Per l’iscrizione al pranzo di solidarietà annunciarsi anticipatamente a: info[at]casimiropiazza[dot]ch.; tel. 091/930.07.90; cell. 079/620.60.55.
Per un sostegno (offerte volontarie): Casimiro Piazza, Scuola di Scultura, 6966 Villa Luganese. Per il versamento su CCP:  14-708645-3 o IBAN: CH61 0900 0000 1470 8645 3. a: ASC- Associazione Social Coordination, Conto corrente CHF: 12871451.2001; IBAN: CH 21 00 7641 287145 12001, Banca Stato Canton Ticino (con dicitura, sostegno 10° anniversario Progettto «Porte Aperte a VillaLuganese»)

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