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"Vicina al territorio e capace di intrattenere"

21.01.2017 - aggiornato: 21.01.2017 - 16:56

Queste, secondo Sacha Dalcol di Radio3i, le caratteristiche vincenti dell’emittente privata che ha guadagnato quota di mercato. "Ci sarà da riflettere" invece alla RSI.

© FOTO FIORENZO MAFFI

di Francesca Monti

 

Sono stati diffusi da Mediapulse i dati relativi agli ascolti radiofonici per il periodo luglio-dicembre 2016 nella Svizzera italiana. La prima sorpresa riguarda la quota di mercato di Radio3i. L’emittente diretta da Matteo Pelli è passata infatti dal 9,6% del secondo semestre del 2015, all’11,1% dello stesso periodo calcolato sul 2016.

Abbiamo chiesto al caporedattore Sacha Dalcol di spiegarci le ragioni del successo di questa rete, che negli ultimi anni ha conosciuto un forte incremento di ascolti: «Dal 2013, la progressione è stata costante: si è passati da un 7,1% all’attuale 11,1%. La nostra “ricetta” parte da una serie di ingredienti che vengono dosati e modificati di volta in volta, a seguito di riflessioni interne. Il nostro asse portante è il fatto di essere genuini, vicini al territorio, di raccontare quello che succede riuscendo  nel contempo a divertire». 

Su cosa deve puntare oggi una radio per radicarsi su un territorio?

Anzitutto non conta solo il fatto di essere vicini al territorio, ma anche il modo in cui lo si è. Poi dipende dal target di riferimento della radio, e da come si intenda portare avanti la propria missione. 

Come definireste il vostro spettatore tipo? 

Ci rivolgiamo a tutti, e forse è questa la nostra carta vincente. L’obiettivo che ci proponiamo è proprio quello di includere chiunque, dai bambini fino agli anziani. Vogliamo essere aperti a 360° su tutto e su tutti, fornendo intrattenimento, informazione puntuale e locale, con quella dose di genuinità di cui parlavo prima.

I risultati della RSI

Meno soddisfacenti, invece, sono stati i risultati ottenuti dall’emittenza pubblica. Se Rete Uno resta la più ascoltata tra le reti ammiraglie svizzere (con una quota di mercato del 41,4% nel secondo semestre 2016), Rete Tre si conferma la seconda emittente più ascoltata nella Svizzera italiana, con una quota di mercato del 16,2%, e ascolti sostanzialmente stabili. Più emblematico il dato relativo a Rete Due che, pur rimanendo la rete culturale più ascoltata in Svizzera, si attesta al 4%, con una diminuzione dello 0,8% rispetto al secondo semestre del 2015.

«Non possiamo dirci soddisfatti, perché i dati mettono in evidenza un calo su base annua - commenta Milena Folletti, responsabile Programmi e Immagine RSI - D’altro canto, soprattutto per la Rete Uno, gli stessi dati suggeriscono una crescita importante (+1.8%) nella seconda parte del 2016 e un assestamento rispetto all’andamento pluriennale. Vuol dire che il buon lavoro fatto sta dando frutti. Infine non dimentichiamo che la stessa Rete Uno supera il 40% di quota di mercato, un risultato straordinario: è la prima rete radiofonica generalista in Svizzera».

Quali possono essere le ragioni del calo di Rete Due?

Avere un meno davanti al dato annuale non fa piacere, ovvio. Bisognerà capire bene le cause del calo di ascolti e trovare le soluzioni, compito sul quale Diana Segantini, responsabile del settore Cultura RSI, si sta già chinando da tempo. Detto ciò, non dimentichiamo che Rete Due resta comunque la rete culturale più seguita in Svizzera.

Alcuni lettori italofoni che vivono oltre il San Gottardo hanno fatto presente di non ricevere il segnale digitale a Nord delle Alpi. I dati potrebbero essere influenzati da questi aspetti tecnici?

Difficile dirlo. Va rilevato comunque che i dati d’ascolto cui lei fa riferimento tengono conto solo della Svizzera italiana e non contemplano il nord delle Alpi.

Il futuro della radio culturale

Il calo di Rete Due è destinato a far discutere. Soprattutto, sarà importante capire se la causa sia da attribuire a una programmazione da ripensare, almeno in parte. O se si tratti del riflesso di processi culturali più ampi. La pensa così, ad esempio, il professor Ottavio Lurati, che interpreta il dato come un’involuzione generale degli interessi del pubblico: «Rete Due ha molti meriti, e svolge bene il suo lavoro. Per me è un peccato che la gente la ascolti di meno. È una tendenza che esiste da anni, perché le persone si appassionano sempre più allo sport e alla musica non classica. Rete Due ha già tentato di rimediare, proponendo anche musica moderna. Ma la maggior parte delle persone, oggi, ha altri interessi». 

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