Home > Cultura > Teatro

"Pilade" di Pasolini al LAC

09.05.2016 - aggiornato: 24.06.2016 - 14:02

Dopo il felice debutto al Teatro Vascello di Roma, “Pilade” di Pasolini approda il 13 maggio al LAC di Lugano. Abbiamo fatto alcune domande al regista dello spettacolo, Daniele Salvo.

di Luca Spadaro 

 

Cosa racconta il “Pilade”?

D.S.: E’ una storia di devozione, ingenuità perduta, disperata dolcezza, ricerca ostinata della verità.
Pilade, l'obbediente, il silenzioso, il timido Pilade, nato per essere amico, è la figura di un "diverso", dotato di una grazia cristallina. Ostinatamente e senza farsi distrarre dalle mille sirene del nuovo tempo, rincorre una luce come un santo. Oggi Pilade è irrimediabilmente solo e assediato da Atena, la dea che "non conosce il ventre materno né le perversioni che nascono dalla nostalgia" e trova unico rifugio possibile nella Poesia. Incontra la sorella di Oreste, Elettra, e conosce un desiderio indicibile, come una macchia di petrolio su un cuore puro. Oreste, l'amico fidato, parla ora il linguaggio della nuova società, un linguaggio incomprensibile, vuoto. Argo si prepara a divenire città del futuro, illuminata dalla luce di Atena, la dea della ragione. Il sogno utopico di una conciliazione tra il vecchio mondo e quello nuovo, tra ragione e pulsioni irrazionali, tra noi e i nostri avi, fallisce miseramente: la democrazia dell'Aeropago emargina il diverso mentre Oreste diviene inesorabilmente un uomo di potere. Pilade si ostina, con la forza della dolcezza a restare fedele al vecchio mondo, a non tradire gli antichi ideali. E per questo rimarrà per sempre solo.

 

I suoi spettacoli (penso alle tragedie greche che ha messo in scena a Siracusa) riescono a unire un grande rigore alla capacità di farsi guardare e godere dal pubblico, creando un teatro popolare nel senso alto del termine. Come costruisce il suo dialogo con lo spettatore?

D.S.: L’emotività è al centro di tutti i miei lavori. Credo che sia questo il mezzo per comunicare in teatro e che sia questa la via della catarsi. Il pubblico va rispettato, non escluso a priori dal processo creativo. Troppe volte si confezionano lavori incomprensibili, basati sul narcisismo del regista e sul suo “mondo interiore”. Per troppi anni si sono viste operazioni elitarie di dubbia efficacia, che hanno allontanato il pubblico dai teatri. Così il teatro si è marginalizzato, si è allontanato dal tessuto connettivo della società ed è divenuto un fenomeno noioso ed elitario. L’arte, a mio avviso, ha una funzione precisa, quella di elevare lo spirito dell’essere umano, di migliorarci come persone nella nostra essenza più profonda. Questo concetto per me è molto importante. La responsabilità di un artista di fronte al pubblico è assoluta, la sua fatica deve essere improntata a scoprire nuovi mondi, come uno scienziato, un navigatore.

 

Come si può affrontare oggi il teatro di Pasolini?

D.S.: Confrontarsi con drammaturgie complesse, come quella di Pasolini, è una vera e propria sfida. E’ necessario compromettere la voce e il corpo per raggiungere livelli emotivi davvero perturbanti. Attraverso questo lavoro sulla recitazione, il pensiero e il corpo di Pasolini possono giungere con forza sino ai nostri giorni ma attenzione, l’attualizzazione non è esteriorizzata nei costumi o nelle scene, ma celata nell’interpretazione e nel lavoro sulla recitazione: una recitazione colma di segreti, obliqua e antiretorica.

 

In scena vedremo una compagnia di giovani attori: I Sognatori. Fondare una compagnia stabile, oggigiorno, è un atto di raro coraggio. Cosa l’ha spinta a farlo?

D.S.: Sono convinto che la profonda crisi del nostro mondo culturale sia determinata soprattutto da un’assenza di idee, di onestà e di vera competenza.
È importante trovare la necessità, la sincerità, comunicare a un gruppo di giovani artisti il proprio senso del Teatro, comprendere per ognuno di loro le motivazioni che li spingono a fare questo lavoro, lavorare sulle loro fragilità e le loro potenzialità, metterli nelle migliori condizioni possibili perché possano dispiegare il proprio talento. Tutto questo affinando la tecnica, cercando nuovi orizzonti e nuove traiettorie.

 

Teatro

Problemi e attese per il nostro teatro

Forum di discussione con le compagnie della Svizzera italiana. La scena indipendente è molto attiva, produttiva, creativa, ma i punti di criticità non …

Teatro

L’Elettra appassionata di Anahì Traversi

È andata in scena giovedì sera la prima della nuova produzione di LuganoInScena. Convince la protagonista, meno l'attualizzazione registica.

Teatro

In quel cerchio magico di un "vero per finta"

Intervista a Flavia Armenzoni, direttrice del Teatro delle Briciole di Parma, che domenica ha aperto la rassegna "Senza confini" al Teatro Foce di Lugano.

Teatro

Il Cortile, luogo di culto per un teatro di qualità

Lo spazio teatrale che ha sede a Viganello compie dieci anni. Intervista con il fondatore, Emanuele Santoro.

Teatro - Musical

Sebalter salpa col Titanic!

Il cantautore ticinese parteciperà come comparsa a due rappresentazioni del musical all'aperto a Melide il 25 e 26 agosto, esibendosi anche come violino solista.

Teatro - L'intervista

"Titanic è un musical universale"

Parola al regista Stanislav Moša: "Tra la nascita e la morte cosa rimane nel mezzo? L’amore, ecco tutto. Titanic è l’amore nelle sue …

Teatro - Spettacolo

Una panchina e una presenza in platea

La panchina è quella dei nostri parchi, dove ci si siede e ci si incontra“Per te” è soprattutto dedicato a Julie, ai suoi consigli, al risuonare …

Teatro

Gli appuntamenti teatrali di Longlake

Il festival, al via il 23 giugno, offre diversi appuntamenti interessanti. Per quanto riguarda il teatro segnaliamo “Transiberiana” e “A ritrovar le storie …

Teatro - LAC

Il teatro svela arte e segreti al pubblico

Approdata al nuovo centro culturale di Lugano una 30ina di collaboratori della compagnia Finzi Pasca allo scopo di terminare l'ultimo lavoro. Quattro incontri aperti al …

Teatro - Teatro Dimitri

"Ho visto potenzialità e ho accettato"

I progetti ambiziosi della nuova direttrice del teatro di Verscio Kami Manns. La prima decisione presa: estendere la programmazione da …

Teatro

Arlecchino (86enne) servitore di due padroni

Per la prima (e ultima) volta a Lugano la storica rappresentazione firmata da Giorgio Strehler con Ferruccio Soleri, l'Arlecchino italiano di sempre.

Teatro - LAC

Prosegue la collaborazione con il Piccolo

Dopo il successo di Gabbiano, una nuova produzione di LuganoInScena vede la collaborazione con il teatro di Milano: “Ifigenia, liberata", per la regia di Carmelo …

Teatro - Il 13 maggio a Lugano

"Pilade" di Pasolini al LAC

Dopo il felice debutto al Teatro Vascello di Roma, “Pilade” di Pasolini approda il 13 maggio al LAC di Lugano. Abbiamo fatto alcune domande al …

Teatro

La Compagnia Baccalà vince il Premio svizzero della scena

Formata dalla ticinese Camilla Pessi e dal siciliano Simone Fassari, che si sono conosciuti durante la formazione alla Scuola Teatro Dimitri, …

Teatro - In scena dal 15 aprile

Dal viaggio al diario, fino al racconto teatrale

Una giornalista compie il sogno di molti, Pechino-Mosca, quasi 8mila km via terra attraverso la Mongolia. Tornata, scrive e descrive... Un’attrice interpreta... Un …

Teatro - LAC

"La Locandiera" di Chiodi, un successo

L'intramontabile commedia goldoniana era in scena lunedì di fronte a un'affollatissima Sala Teatro del LAC. La recensione di Margherita Coldesina.

Accesso e-GdP

Banner Libro Bonefferie

banner_reportage_siria.jpg

banner_arte-e-cultura.jpg

banner_alberghi_albergatori.jpg

Ieri nel mondo

banner_spot_youtube_chi_siamo.png

misericordia_2015.jpg

catt-ch2.jpg

Il sito ufficiale della Diocesi diLugano

banner_caritas_ticino.jpg