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Una panchina e una presenza in platea

24.07.2016 - aggiornato: 24.07.2016 - 06:00

La panchina è quella dei nostri parchi, dove ci si siede e ci si incontra“Per te” è soprattutto dedicato a Julie, ai suoi consigli, al risuonare della sua immancabile risata.

di Manuela camponovo

Le iscrizioni partivano dal primo luglio, ma diverse le persone che, pensando di avere tempo o in vacanza, si sono trovate di fronte al sold out. In effetti, sono andati via in poche ore i 200 posti previsti per ciascuna delle quattro prove aperte gratuitamente al pubblico, in luglio e agosto. Come già annunciato il titolo provvisorio della nuova produzione della Compagnia Finzi Pasca è Per te, evidente il riferimento a Julie, la moglie e compagna d’arte di Daniele, recentemente scomparsa.

E Julie (abbiamo assistito alle prove del 15 luglio) sembra una presenza costante, la si indica, la si “vede” tra il pubblico, la sua risata, sempre e continua, la sua partecipazione attiva, i consigli, l’osservazione quasi materna del lavoro nel suo farsi, nel suo definirsi. Se ne parla da quella panchina, centrale sulla scena, la famosa panchina, spesso citata nelle creazioni di Daniele, perché lì, in quel simbolico ritrovarsi in un giardino, in un parco, nelle chiacchiere e negli incontri con gli amici, nascevano gli interrogativi, le riflessioni sulla vita, sul mondo, sul pensare e l’agire che poi hanno tessuto la trama leggera degli spettacoli. 

Gente che va, gente che viene. Si parla di una scuola frequentata e che ora non c’è più, in quella furia distruttiva e iconoclasta che non risparmia neppure gli alberi. Ma davvero erano malati? Come si fa a saperlo? Una ventata ecologica che è anche nostalgia dell’infanzia e dell’adolescenza cresciute all’aperto, nel mondo della natura. Negli sbuffi d’aria e di vento (tecnicamente prodotto sul palco), volano soffici velari che si gonfiano come vele, volano e si muovono nell’aria delicati cellophane...

E poi evocati moscerini, ali di uccelli, farfalle, o foglie che girano nell’aria, mentre il fondale si popola di cielo e nuvole, nella delicatezza di una poesia.
Altri elementi: un’armatura che sembra uscita dal Mago di Oz e l’immancabile scala sospesa, per qualche acrobazia.

Le atmosfere sono quelle che conosciamo e promette di essere qualcosa di più intimo, di più personale, nonostante la moltitudine di tecnici che lavorano a vista, durante le prove. Daniele, regista, di spalle alla platea, interrompe, ferma, si avvicina o chiede di avvicinarsi, dà suggerimenti e consigli, prima del ripetersi della scena.

È una prova, non uno spettacolo, occorre abituarsi ai tempi morti, alle iterazioni. Nella prima puntata di prove, parca è la scena, sempre la stessa, con uno straniero di passaggio e la ragazza che evoca una sorta di universo-sogno perduto, ma ancora vivo nella memoria.

La narrazione che è memoria, che è passato e, soprattutto, quel passato da cui tutto ha origine, l’infanzia, sembra essere centrale in Per te. Sono i temi cari a Daniele, da sempre ma, evidentemente, il confrontarsi con la morte di una persona cara, rimette tutto in gioco, con ancora più forza e persistenza.
La panchina è sempre lì, uguale a quelle del Parco Ciani di Lugano, sono le nostre panchine, dove anche noi ci fermiamo a fare quattro chiacchiere.

Nelle note dello spettacolo, Daniele osserva: «Una panchina rossa, uno straniero in un giardinetto. Si è fermato, non attende nessuno. Attorno a lui transiteranno strani personaggi: a turno si fermeranno a parlare, a raccontarsi - piccoli aneddoti. Una panchina rossa nel mezzo di un giardino... che cambia forma e aspetto».
E ancora: «È la missione di ogni vita cercare di costruire un giardino interiore dove andare a rifugiarsi, dove accogliere chi si ama, quelli che si sono persi, quelli che si vorrebbero incontrare in un luogo intimo e riservato.

Abbiamo tanto raccontato storie confinate in spazi chiusi, immaginate nella scatola segreta che portiamo attaccata alle spalle, dentro la quale generiamo sogni e viaggi immaginari. Questo spettacolo è dedicato a chi pianta semi che diventano alberi, a chi disegna spazi aperti immaginati per riflettere, per rasserenare l’anima».

Il debutto è previsto al LAC il 2 novembre. Si replica fino al 9, con esclusione di lunedì 7. Alle ore 20.30, il sabato, 5 novembre, anche alle ore 14.30, con l’intero incasso devoluto alla Lega ticinese contro il cancro. Domenica 6 e mercoledì 9, l’appuntamento è solo alle ore 14.30.
Nel frattempo, a settembre, riprenderà la tournée della Verità che tornerà a Lugano il 18 febbraio 2017, con repliche il 19. Lo spettacolo vanta dal 2013 308 rappresentazioni, 268.087 spettatori, più di 8000 in quattro giorni al BAM di New York.

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