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Il fulcro della politica, notizie da Palazzo

09.11.2015 - aggiornato: 16.11.2015 - 15:58

QUI BERNA - Continua il nostro viaggio fatto di interviste alla scoperta dei corrispondenti della RSI. Oggi conosciamo Simona Cereghetti, corrispondente da Berna capitale, dove si discutono le sorti del Paese e la politica è veramente al centro.

di Chiara Tomasini

 

Oggi parliamo di quelle notizie che arrivano direttamente da Palazzo. Il Palazzo è, ovviamente, quello federale e la giornalista che andiamo a conoscere è Simona Cereghetti, corrispondente da Berna ed esperta di politica nazionale.  

  

 

L’esperienza delle Elezioni federali, di cui hai curato i collegamenti da Berna, è ancora fresca. Com’è andata?

Il 18 ottobre è stato l’apice del lavoro di preparazione che c’era dietro. È ovvio che quando ci sono appuntamenti così importanti i preparativi siano impegnativi, sia per il giornalista che per colleghi della tecnica: bisogna accertarsi che tutto funzioni, soprattutto i collegamenti con Comano. In momenti così c’è molta adrenalina, l’atmosfera è particolare e la cosa bella di essere lì in prima persona è che hai la possibilità di essere testimone di quanto accade intorno a te. Solo così riesci a raccontare al pubblico cosa sta succedendo, non solo le notizie, ma anche le impressioni e le sensazioni. Perché il nostro mestiere alla fine è proprio quello sì di informare, ma anche di raccontare alla gente che cosa accade.

 

 

Un aneddoto del “dietro le quinte” del collegamento del 18 ottobre?

Durante un’intervista, Christophe Darbellay (presidente del PPD, n.d.r.) mi ha detto in maniera molto gentile di parlargli in italiano, allora io ho iniziato a fare qualche domanda ma mi sono resa conto che aveva qualche difficoltà a capire proprio tutto. Allora sono tornata al francese. Ho apprezzato molto il suo gesto, l’attenzione anche alla nostra realtà, alla nostra lingua, nonostante lo stress del momento.  

 

 

Che tipo di collaborazione c’è con i colleghi delle altre emittenti SRG SSR?

È una collaborazione quotidiana, siamo tutti in una redazione unica. Questo è molto arricchente perché ci si aiuta, ci si scambia opinioni e spesso lavoriamo insieme “sul terreno” e condividiamo i supporti tecnici. È un lavoro di équipe tra noi giornalisti di tutte le emittenti SRG SSR: l’“Idée suisse” qui esiste ed è quotidiana.

 

 

Ti vediamo molto anche in studio a Comano, non solo in collegamento da Berna. Questo ti rende una corrispondente “atipica”? 

No, perché si tratta di una peculiarità di tutti noi corrispondenti bernesi. Visto che ci occupiamo di politica nazionale tutti i giorni, ognuno di noi conosce bene i dossier di cui si dibatte e perciò si giustifica la nostra presenza in studio.

 

 

Domanda personale: perché Berna e perché la politica?

La politica mi piace e mi è sempre piaciuta, fin da ragazza. Mi interessa parlare dei problemi che riguardano il futuro della Svizzera e che toccano tutti noi direttamente. Essere qui a Berna è un privilegio perché consente un contatto diretto con il mondo della politica nazionale.

 

 

Il 9 dicembre si avvicina: dopo la decisione di Widmer-Schlumpf di non ricandidarsi che clima si respira a Palazzo? 

Che prima o poi doveva andarsene era nell’aria. Qui, ovviamente, se ne è parlato parecchio. Ora si discute sui possibili successori e anche sulla ridistribuzione dei Dipartimenti. 

 

 

Continua il nostro viaggio fatto di interviste alla scoperta del lavoro dei giornalisti corrispondenti della RSI. Lunedì scorso, nella prima puntata, abbiamo conosciuto Lidia De Bernardi, corrispondente da Zurigo. Nei prossimi appuntamenti resteremo ancora per un po’ in Svizzera per poi spostarci all’estero.

 

 

 

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