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Perché Sanremo è Sanremo... dal 1951

09.02.2016 - aggiornato: 24.06.2016 - 14:02

Al via la 66esima edizione. Il segreto del successo? Riuscire a cogliere lo spirito del tempo. Analisi di un fenomeno televisivo nato prima della televisione. Il Focus sul GdP di oggi.

di Laura Borselli

 

Per twittare commenti impietosi, per spettegolare con i compagni di divano, per avere un argomento di discussione coi colleghi in ufficio. Tutti, da stasera in poi, parleranno di Sanremo, magari anche solo per criticare chi si ostina a guardare questo rito giunto alla 66esima edizione. Lo guarderà, per lavoro e per passione, anche Massimo Scaglioni, docente di televisione all’Università della Svizzera Italiana di Lugano e professore associato alla Cattolica di Milano. A lui abbiamo chiesto di spiegarci come funziona il festival, perché è così seguito anche all’estero e perché significa tanto per la televisione italiana così apprezzata anche in Ticino.

E soprattutto qual è l’ingrediente segreto di un evento intergenerazionale, che mette sullo stesso palcoscenico artisti diversissimi come Patty Pravo, Lorenzo Fragola, Enrico Ruggieri e Valerio Scanu.

 

Carlo Conti promette un festival “pop”. Ma Sanremo può “non” essere pop?

È molto di moda parlare di programmi pop, Sanremo è per definizione un evento pop e sfido chiunque faccia televisione a non volerlo essere. All’interno di questa categoria del nazionalpopolare (per richiamarci a Gramsci invece che ad Andy Wahrol) c’è chi fa meglio e chi fa peggio. Carlo Conti, che quest’anno firma il suo secondo festival, si è rivelato decisamente capace di interpretare un gusto diffuso. Lo scorso anno aveva realizzato un programma ben fatto dal punto di vista della scrittura. Il suo modello, come ammette lui stesso, è Pippo Baudo.

Che ruolo ha il conduttore nella fattura di uno spettacolo come Sanremo?

Nel caso del festival il conduttore è il marchio di fabbrica dell’edizione e si porta dietro una serie di professionisti che curano lo spettacolo. Fazio aveva la sua squadra di autori, che in parte coincidevano con quella di Che tempo che fa, e lo stesso accade a Carlo Conti. Questo team segue la scelta dei brani, gli ospiti da invitare, la scaletta. 

 

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Quali sono le edizioni del festival che sono state maggiormente premiate in termini di ascolti?

Il festival è nato prima della televisione e dunque prima di Auditel, il sistema di rilevamento degli ascolti dei programmi della tv italiana. I primi festival si seguivano attraverso la radio. Auditel inizia a funzionare alla fine del 1986 e il primo Sanremo in cui è stato utilizzato è quello del 1987. Ed è proprio quell’edizione che mantiene ancora il record in termini di share, con percentuali vicine al 69%.

Ovviamente la tv del 1987 era completamente diversa da quella che conosciamo oggi, dove l’offerta è cresciuta in maniera esponenziale. Allora, molto più di oggi, Sanremo era un evento contro il quale non si contro programmava.

 

È interessante notare che quel Sanremo lo condusse Baudo e sempre a lui si deve il record in termini di numero di spettatori che è detenuto dal Sanremo 1995, quello in cui “super Pippo” salvò l’aspirante suicida che minacciava di buttarsi dalla balconata dell’Ariston (ancora non si sa se fosse una messa in scena o no).

Tutti i festival dei primi anni Novanta hanno avuto ascolti strepitosi. Baudo ha fatto però anche toccare il punto più basso nel 2008, quando si iniziò a parlare della crisi del festival...

 

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