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Si rasserena il futuro delle aziende svizzere

31.10.2016 - aggiornato: 03.11.2016 - 14:21

Per la prima volta dall'abolizione della soglia minina con l'euro, i responsabili finanziari delle imprese intravvedono prospettive di crescita.

(Foto archivio)

Per la prima volta dall'abolizione della soglia minima di cambio con l'euro, avvenuta nel gennaio 2015, più della metà dei direttori finanziari (CFO) d'imprese svizzere sono tornati a essere ottimisti sul futuro delle loro aziende. È quanto sottolinea il sondaggio eseguito proprio sulle aspettive dei CFO della società di consulenza Deloitte per il terzo trimestre 2016.

Malgrado l'onnipresenza di fattori di insicurezza come il franco forte, il contesto internazionale in materia di tassi di interesse o i rapporti delicati tra Svizzera e Unione europea, più della metà (53%) dei 111 CFO svizzeri interrogati valuta le prospettive finanziarie della loro impresa come positive per i prossimi 12 mesi. Solo una piccola parte (12%) giudica le prospettive con pessimismo.

La fiducia è in particolare sostenuta dalle favorevoli previsioni congiunturali. Il 40% dei CFO interpellati considera tali prospettive positive, mentre il 12% negative. Questi risultati mostrano una nuova crescita del 14% dell'ottimismo in rapporto agli stessi valori riscontrati nel corso dell'estate. Quasi due terzi dei CFO (64%) pronosticano un aumento del fatturato delle loro imprese nel corso dei prossimi 12 mesi. Malgrado una leggera crescita della fiducia in materia di flussi di tesoreria e di margine, la pressione resta ben presente in Svizzera. Come in precedenza, più aziende stimano un calo (31%) rispetto a una crescita (24%) dei margini.

Quasi il 40% dei CFO prevede comunque valori in crescita per quel che riguarda gli investimenti di sostituzione, i nuovi investimenti o il numero di collaboratori.
La maggioranza delle imprese (61%) percepisce gli effetti dei tassi di interesse negativi, che quasi la metà (48%) giudica avversi e una minoranza (13%) positivi. Le ripercussioni sfavorevoli sono molto variate e vanno da un aumento dei costi o dei tassi d'interesse negativi sul capitale di risparmio a una mancanza di opportunità di investimento o ancora a effetti negativi per le casse pensione.

Se restano ottimisti per le loro imprese, i CFO sono divisi per quanto concerne l'insicurezza sull'insieme del contesto economico. Quasi due terzi dei CFO (63%) considera infatti elevata l'incertezza economica e finanziaria, un dato in calo rispetto all'81% riscontrato dopo lo shock della soglia minima di cambio franco/euro. Gli ultimi fattori d'instabilità, come la Brexit, non hanno alterato questa evoluzione.

(Ats/Red)

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