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Cineturismo, l'occasione da cogliere

13.03.2018 - aggiornato: 13.03.2018 - 17:45

Il cinema si nutre sempre più di Ticino. Nel suo editoriale Francesca Monti guarda agli effetti che può avere la settima arte sul turismo e sull'economia della comunità.

Un'immagine presa dal set del film di Bollywood "Dhoom 3" girato in parte sulla diga della Verzasca

© Foto dal web

di Francesca Monti

 

C’era una volta Osuna, cittadina spagnola a 90 km da Siviglia. Fino al 2014, i dati che la riguardavano non erano confortanti, con 20.000 abitanti e un tasso di disoccupazione del 34,7%. Tutto è cambiato quando è stata scelta come location per una delle serie tv più popolari degli ultimi anni, Il Trono di Spade: i visitatori sono aumentati del 75%, con gli effetti che possiamo immaginare sul settore turistico e sull’economia dell’intera comunità. Un piccolo caso che è tornato alla mente ieri, quando il database presentato dalla Cancelleria dello Stato ha mostrato come il cinema globale si nutra sempre più spesso di Ticino. Non solo la diga della Verzasca o le cime innevate. Anche i nostri centri cittadini brillano di frequente sul grande schermo, mentre i Frontaliers insegnano che persino luoghi prosaici come le dogane possono diventare location perfette per una pellicola comica.

Che dire poi dell’universo, praticamente sconosciuto, dei film di Bollywood? Questa industria, che ogni anno muove miliardi di dollari, ha scelto in diverse occasioni di spostare le sue storie d’amore contrastato da Mumbai a Melide e Bellinzona. Il cineturismo si presenta quindi come un’opportunità strategica per il nostro territorio, perché potrebbe creare nuove sinergie tra settori e saperi diversi: turismo, marketing, storia e critica del cinema, linguaggio dei nuovi media. A chi storce il naso di fronte a un certo turismo feticista, che insegue le tracce di celebrità di celluloide e di eroi di fantasia, si potrebbe ad esempio opporre un cineturismo “colto”, che risalga al lavoro dei grandi maestri del passato per raccontare la storia del primo Novecento.

Insomma, la settima arte offre uno spettro talmente ampio di immagini, stili e storie, che anche l’opzione turistica potrà trovare mille modalità diverse entro cui articolarsi. Lasciando che creatività e conoscenza vadano di pari passo.

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