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"A che gioco stiamo giocando?"

19.10.2016 - aggiornato: 19.10.2016 - 14:58

Infuria la polemica sul progetto di circonvallazione Agno-Bioggio e il rischio di perdere tempo si fa sempre più concreto. Il commento di GianMaria Pusterla.

(FOTO FIORENZO MAFFI)

di Gianmaria Pusterla

È un vero e proprio strappo di carattere istituzionale quello che si è prodotto ieri pomeriggio a Bioggio: davanti alla Commissione regionale dei trasporti del Luganese il consigliere di Stato Claudio Zali non ha voluto prendere posizione in merito alle sue recenti esternazioni pubbliche circa un suo ripensamento sul progetto riguardante la circonvallazione Agno-Bioggio.

Era quella l’occasione giusta per dialogare con l’ente che per legge è chiamato a concretizzare il progetto stradale (la commissione appunto). E invece il ministro leghista non è entrato nel merito della questione, affidando il suo pensiero a un comunicato stampa del dipartimento fatto pervenire proprio nel pomeriggio di ieri ai media.

Sulla vicenda ormai siamo giunti al punto di rottura con il forte rischio di perdere tempo, quando ormai di tempo in questa realizzazione se ne è speso troppo (e anche in questi casi il tempo è denaro...). Se è vero che Zali potrebbe avere la facoltà di dire la sua su quanto si va a costruire, è altrettanto evidente che siamo ormai giunti a 5 minuti... dopo la mezzanotte. Ma passi per la tempistica. A destare qualche dubbio ci sono anche altre considerazioni. 

1) Come mai solo ora il Dipartimento e il suo direttore si accorgono che il progetto potrebbe essere migliorato sotto il profilo ambientale con anche un possibile risparmio di soldi? Quanto esaminato negli scorsi anni dai suoi funzionari e dai precedenti direttori del dipartimento del territorio (suoi correligionari politici) era poco valido, tanto da dover proporre oggi delle varianti? 

2) Perché questa decisione di non dialogare direttamente con la commissione regionale dei trasporti del Luganese, presentando invece le possibili varianti solo ai Comuni direttamente toccati? In vista c’è una sua decisione di cambiare la legge attuale voluta dal Parlamento che conferisce proprio a queste commissioni il ruolo istituzionale di trasferire sul territorio tali progetti? E perché tale modifica non è ancora stata da lui proposta? Le cose sarebbero molto più chiare e chi di dovere ne trarrebbe le conseguenze.

3) C’è una relazione tra il cambiamento di alcuni sindaci (nella fattispecie proprio ad Agno e a Bioggio) avvenuta nel recente rinnovo dei poteri comunali? Ci sono questioni di trattamento particolari che sfuggono all’opinione pubblica? E la tattica del “divide (i Comuni) et impera” è quella che intende sempre più intraprendere il ministro Zali?

Interrogativi che - ne siamo certi - hanno tutti una risposta più che plausibile da parte di Zali. Sarebbe bello poterla conoscere.

 

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