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Conosco il papa?

08.04.2017 - aggiornato: 08.04.2017 - 13:14

Il commento di don Emanuele di Marco su Papa Francesco e sul significato profondo del suo messaggio, al di là della straordinarietà dei suoi gesti.

© AP Photo/Gregorio Borgia

di don Emanuele di Marco

Sì, lo sappiamo : Papa Francesco stupisce. Ormai siamo abituati a… meravigliarci per i suoi gesti. Ordinarietà della straordinarietà. Il suo insegnamento rischia però di passare in secondo piano rispetto a quei gesti spontanei : le scarpe nere, la Ford Focus, la Casa Santa Marta… Conoscere il suo insegnamento richiede di muoversi, andare oltre ai titoli altisonanti dei Media che spesso, con la scusa di presentare un gesto eclatante, non approfondiscono le parole del Papa. Non ci si può fermare ad un Magistero « mediatico », laddove è sufficiente leggere un titolo di un quotidiano o vedere un’immagine per capire gli insegnamenti del Pontefice.

È come ricevere un pacco regalo e fermarsi a contemplare la confezione,  senza preoccuparsi di aprirlo e guardarne il contenuto. È invece più coerente ed utile cogliere questi segnali per poi approfondire il suo insegnamento. Ci sono molti testi e messaggi che non attendono altro di essere letti e trovare così accoglienza in tanti cuori, molti dei quali assetati di verità e di fede. È il caso del Messaggio del Santo Padre per la XXXII Giornata Mondiale della Gioventù, pubblicato il 27 febbraio 2017. Un testo innovativo nella forma e nei contenuti.

Il Papa ha inaugurato un linguaggio che potremmo chiamare « delle parabole informatiche ». Nessuna paura : non si stravolge nulla. Ma il Papa sa bene che i giovani contamporanei parlano un linguaggio fortemente legato ad uno degli aspetti più rilevanti della quotidianità : quello virtuale, informatico. E quindi scrive ai giovani, parlando della Visitazione di Maria a sua cugina Elisabetta, utilizzando espressioni quali « rimanere connessi al passato », ricorda che l’esperienza della Chiesa « non è un flashmmob », si chiede se « salviamo nella memoria » della nostra vita ciò che è significativo, mette in guardia dal voler « resettare » la propria esistenza, che non è assolutamente un « reality show ».

Papa Francesco non toglie nulla di solenne alla scena evangelica dell’incontro tra le due cugine in attesa di Gesù e di Giovanni Battista. Ma in un’attenta operazione di attualizzazione del linguaggio attinge alle espressioni verbali quotidiane dei giovani per portare un messaggio immutabile. Egli coglie nel segno il vero problema contemporaneo : il rapporto con il tempo. Richiama a riscoprire la propria vita come storia, inserita in una Storia più grande. Tutto della propria è importante e questo va detto ai nostri ragazzi, ed è inutile spendersi nell’invidia della vita degli altri perché la migliore che ciascuno può avere è… la propria. Il testo è molto più profondo, ed è stato pubblicato anche insieme al video che vi proponiamo.

E… se veramente volete conoscere il pensiero ed il modo di guidare la Chiesa di Papa Francesco, prendetevi il tempo per approfondire questo testo che vi abbiamo appena abbozzato. Lo trovate su ww.gdp.ch. Speriamo di avervi ingolositi… perché per conoscere le cose, non si può rimanere in superficie. È necessario approfondire. E questo, è il momento per farlo. Buona… continuazione!

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