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"Noi, che abbiamo sperimentato la guerra"

23.02.2018 - aggiornato: 21.03.2018 - 13:23

Il commento di Padre Ibrahim Alsabagh che raccoglie con il Giornale del Popolo l'appello di papa Francesco nella Giornata di preghiera per la pace. 

© FOTO CHIARA ZOCCHETTI

di Padre Ibrahim Alsabagh*

 

Le nuvole sono nere, tutti i segnali del cielo profetizzano una tempesta enorme che si avvicina lentamente e con fermezza verso tutta la regione dell’Oriente. Secondo le parole degli esperti, almeno dieci eserciti sono attualmente presenti sul territorio siriano… ci avvisano che tutta la guerra in Siria, iniziata nel 2011 e mai finita, non è nient’altro che un primo passo preparatorio verso un’altra guerra più estesa, sul territorio siriano e su diversi territori di questa regione mediorientale.

È una triste storia, fra tutte quelle che passano osservate o meno, menzionate dai mass media o meno, quella cui il mondo assiste oggi. Sembra infatti che tutto il pianeta, non solo la Siria, sia avvolto da questa nuvola nera che preannuncia un inverno pesante, o meglio un inferno, per tanti paesi. La guerra, «il male più grande che il mondo abbia mai conosciuto» secondo le parole di San Giovanni Paolo II, è presente fortemente e copre con le sue tenebre tante parti del mondo, seminando morte, sofferenza e distruzione.

Quelli che vogliono la guerra sono numerosi, anzi numerosissimi: sono tutti quelli che dalle guerre traggono benefici. Mentre a venirne colpita e a pagarne le conseguenze è sempre la gente povera di tutto il mondo.

Ecco perché la voce del Santo Padre Francesco arriva puntuale, con tanta chiarezza, per invitare non solo i cristiani di tutto il mondo ma tutti i credenti, di qualsiasi religione, e anche tutte le persone di buona volontà, a unirsi spiritualmente insieme, oggi venerdì 23 febbraio, in preghiera e con il digiuno, con l’intenzione di ottenere la pace in tutto il mondo. In questo periodo difficilissimo in cui viviamo, lo Spirito Santo ispira Francesco per utilizzare una delle “armi della luce” più potenti che la Chiesa abbia a disposizione, quella della preghiera comunitaria universale. 

La prima volta fu proprio il Papa a invitare tutti, fedeli e persone di buona volontà, a una grande preghiera di pace per la Siria, il 7 settembre 2013. Abbiamo sperimentato cosa sia la forza della preghiera universale: subito dopo quella giornata, abbiamo visto con i nostri occhi i frutti miracolosi di quella “preghiera comunitaria”, che fece evitare alla Siria e a tutta la regione una guerra diretta senza limiti.

L’abbiamo sperimentata anche in seguito, dopo l’iniziativa lanciata dalla nostra Parrocchia di San Francesco, in modo particolare dai bambini del Catechismo, a tutti i bambini degli oratori di tutto il mondo, con la dedica di una Messa dei bambini alla pace in Siria: children in prayer for peace. La prima volta che abbiamo celebrato la Messa per quest’intenzione era il 5 dicembre 2016. Ad Aleppo, una città distrutta ormai per il 70%, in modo particolare dai missili e dai cannoni che colpivano i civili, il 23 dicembre -cioè meno di tre settimane dopo- tutte le parti in guerra raggiunsero un accordo di “cessate il fuoco”.

Il santo Padre non chiede però solo la preghiera, ma che ognuno di noi si domandi come può contribuire alla pace, secondo la sua posizione e le sue possibilità. Per avere la pace, per costruire il Regno dei cieli che è un regno di pace, non basta infatti la preghiera, ma bisogna lavorare duramente, con la verità in carità da parte di tutti. 

Ecco allora che oggi tutti ci aggreghiamo al santo Padre per questa iniziativa, che è già di per sé, in modo particolare per i cristiani d’Oriente, una giornata di digiuno e preghiera, per chiedere al Signore il dono della pace. Noi che abbiamo sperimentato sulla pelle la guerra, chiediamo a tutti voi carissimi, in supplica, di pregare per noi e per il mondo intero. Che il Signore ascolti la nostra preghiera e ci doni questa grazia molto preziosa.

Approfitto per ringraziare, a nome di noi frati francescani minori ad Aleppo e a nome di tutte le famiglie che serviamo in questa città, tutti i collaboratori e i volontari del Giornale del Popolo per il servizio molto importante che fanno per la Chiesa, in modo particolare per la nostra Chiesa di Aleppo, attraverso la colletta di beneficenza. Ringrazio tutti i cari amici, lettori del giornale, per la loro generosità nel passato e nel presente. Che il Signore non vi faccia sperimentare mai la mancanza della pace, ma che rinsaldi questo dono nei vostri cuori, nelle vostre famiglie e nel vostro Paese.

* Vicario episcopale e Responsabile della Comunità latina ad Aleppo

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