Home > Commenti

Francesco e la "logica del serpente"

25.01.2018 - aggiornato: 25.01.2018 - 17:37

L'editoriale di Claudio Mésoniat sul messaggio del Papa per la Giornata dei media, il quale parlando delle notizie false ammonisce i lettori a non diventare complici di questa logica.

© EPA/LUCA ZENNARO / POOL

di Claudio Mésoniat

 

L’effetto del messaggio per la Giornata mondiale dei media appena pubblicato da papa Francesco è dirompente. Parla, senza peli sulla lingua (ci ha abituati), di “logica del serpente”. Si riferisce espressamente alle notizie false (le famigerate fake news), al clima che le genera, addirittura alla complicità tra chi le scrive e chi, dopo averle lette, le propala, magari inconsapevolmente, nella rete o (per chi ci va ancora) nel vecchio bar. Non è un messaggio contro i media, in particolare contro i social, le reti sociali (come facebook) che primeggiano nella propagazione virale di false notizie. Nel messaggio al Forum di Davos Francesco ha parlato dei robot, di cui tutti abbiamo paura, ma ha fatto capire che non sono le tecnologie innovative a spaventarlo, ma l’uso improprio e malvagio che l’uomo può farne. Lo stesso vale qui, per i media. Ma entriamo nel testo (che trovate sul nostro sito).

Quella del serpente non è tanto un’immagine ad effetto, pesca nel racconto biblico, là dove l’uomo in origine ha ceduto, indotto da chi lo odia, alla vertigine insostenibile di “diventare come Dio”, di trattare le cose come se le avesse fatte lui, per poterle manipolare a suo piacimento. Le parole del Maligno a Eva erano solo un poco ritoccate rispetto alla verità, ma erano –dice espressamente Francesco- la prima fake news. Le cui conseguenze devastanti furono l’inizio della violenza assassina (Caino) e della confusione (Torre di Babele).

La comunicazione tra gli uomini è un fattore così essenziale del loro vivere, così connaturato alla loro natura che se cede alla logica del serpente –cercare di comunicare non la verità, ma quello che fa gioco al proprio potere e ai proprie interessi- innesca il dramma della disinformazione, “lo screditamento dell’altro, la sua rappresentazione come nemico, fino a una demonizzazione che può fomentare conflitti”.

Il Papa non tralascia di lodare le regole che gli editori dei media introducono per tentare di arginare il fenomeno. Ma non ci sono regole che tengano quando in campo c’è la libertà dell’uomo. Ecco allora l’argomento cruciale di Francesco, che cerco di esprimere secondo la mia esperienza. Non si tratta in nessun modo di edulcorare le notizie, di spalmare un po’ di buoni sentimenti sui problemi e sui drammi della vita che abbiamo sotto gli occhi. Si tratta però di scrivere come se coloro di cui scrivo e coloro a cui scrivo fossero lì davanti a me. Perché sono persone, non oggetti (la verità stessa –è l’annuncio sconvolgente del cristianesimo- è una Persona). Mi è capitato più di una volta di incontrare non solo persone di cui parlavo nei miei interventi (nelle dirette tv erano lì davanti a te) ma anche spettatori o lettori dei miei articoli.

A quel punto venivano inesorabilmente a galla non solo le inesattezze o le bufale in cui ero incorso, ma soprattutto la vera intenzione del mio parlare o del mio scrivere. Non sto dicendo, è ovvio, che si debba passare necessariamente dall’incontro virtuale a quello reale con i nostri lettori o con le persone toccate dai nostri articoli. Ci si può invece chiedere, sempre, qual è lo scopo vero per cui si scrive o si parla. Stupire gratuitamente, attirare l’attenzione con lo scoop, mandare messaggi obliqui, orientare faziosamente verso obiettivi che ci stanno a cuore? Oppure aprire un dialogo, alla ricerca della verità (che nessuno ha mai in tasca), con le persone che ci leggono, nel rispetto delle persone di cui trattiamo?

Non c’è affatto bisogno di essere cattolici per cercare questo “bene comune” nel comunicare, ma certamente un giornale come quello su cui scrivo ha questo criterio nel suo DNA. Un’ultima cosa, cui già accennavo. Il testo di Francesco chiama in causa anche il destinatario della comunicazione. Anche tu, lettore, puoi diventare complice della “logica del serpente”. Non accontentarti come un boccalone dei messaggi che circolano nell’ambito dei tuoi “amici”, nei radio o telegiornali, e neppure nei tuoi media di riferimento, che pure hai scelto per fondati motivi di serietà. Approfondisci, scava, confrontati, prima di propalare fake news e diventare, anche tu, fomentatore di odio e di conflitti.

 

Accesso e-GdP

Banner Libro Bonefferie

banner_sanremo_2018.jpg

Banner - Spot GdP 2018

banner_reportage_siria.jpg

banner_arte-e-cultura.jpg

banner_alberghi_albergatori.jpg

Ieri nel mondo

catt-ch2.jpg

Il sito ufficiale della Diocesi diLugano

banner_caritas_ticino.jpg