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La Cattedrale ha ritrovato la sua anima

16.10.2017 - aggiornato: 16.10.2017 - 14:43

Nel suo editoriale Cristina Vonzun ci ricorda che oltre alla sua bellezza estetica, il luogo sacro ha ritrovato i suoi fedeli, un popolo non spettatore, ma partecipe.

© Diocesi Lugano
© Foto GdP

di Cristina Vonzun

 

Cos’è una chiesa senza un popolo che l’abita, senza i sacramenti celebrati e che costituiscono l’essere stesso in Cristo di quel popolo? Cos’è una chiesa senza persone che sanno interpretare in quale spazio entrano e di quello spazio sono partecipi fino in fondo, che sanno riconoscere il senso di un altare, di un ambone, di una cattedra, di un tabernacolo e che vivono quello che in quel luogo viene celebrato, che guardano gli affreschi e partecipano con la fede alle loro rappresentazioni? Senza un popolo così resterebbero i muri, luminosi ma silenziosi, le spiegazioni storiche e artistiche interessantissime, una bellezza esteticamente perfetta ma che per essere viva e ancora più splendente necessita di un’anima.

L’anima della Cattedrale è il suo popolo, un popolo non spettatore ma partecipe, che vive nella fede il gesto che si celebra. Così, in queste ore, la Cattedrale ha ritrovato, oltre alla sua bellezza estetica, anche la sua anima: quei fedeli che ne sono i custodi, da sempre, generazione dopo generazione. Ed è stato bello in questi giorni attorno a San Lorenzo salutare e rivedere tante persone di Lugano e non, politici, autorità, religiosi, preti, ma anche e soprattutto la gente comune, un popolo che attorno alla chiesa madre è cresciuto e che in quella Cattedrale, tante volte, si è riunito per celebrare la vita e le sue fasi. È stato bello in questi giorni scendere verso San Lorenzo accompagnati dal suono di quelle campane che ridestano nella memoria tanti gesti di fede e amicizie lunghe tutta una vita.

La bellezza e l’anima però vanno custodite, anche perché non c’è bellezza vera senza un’anima e la bellezza, a sua volta, può aiutare l’anima a crescere e ad aprirsi a Dio. Gli architetti, le maestranze, tutti coloro che si sono impegnati nei lavori ci hanno restituito la Cattedrale più bella, ora il progetto grande è quello di sostenere, ognuno con le sue competenze, quell’anima di San Lorenzo, cioè quei fedeli e i significati che posseggono nel loro cuore, quei valori che li animano nelle scelte di fede e di vita e che sono anche patrimonio di tutti, della nostra società tutta. Valori e significati che sono anche necessari a far sì che le realtà culturali legate al cristianesimo e alla sua storia in Ticino, di cui la nostra Cattedrale è un esempio, continuino ad essere vive e vivaci, continuino ad avere un’anima che le sappia abitare, interpretare e tramandare, continuino a parlare per il bene di tutta la nostra società. Una sfida sottile che non è però solo ecclesiale, ma riguarda tutti, perché a tutti una Cattedrale così bella, di una bellezza che ha un’anima viva e presente piace, e nessuno vorrebbe mai rinunciarvi.

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