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La maratona e lo sprint finale

18.09.2017 - aggiornato: 18.09.2017 - 16:00

L'editoriale di Alessandra Zumthor sull'elezione in Consiglio federale. Il Ticino in fibrillazione per capire se un altro ticinese potrà essere eletto in Governo.

(foto Crinari)

di Alessandra Zumthor

 

Ci siamo. Dopodomani è l’ora della verità, il Cantone intero –fatte salve le inevitabili sfumature- è in fibrillazione per capire se, dopo quel lontano 10 dicembre 1986, un altro ticinese (l’ottavo) potrà essere eletto in Consiglio federale. Un evento che non capita da ben 31 anni, e che potrebbe verificarsi mercoledì. Il diretto interessato per il momento tace, la scorsa settimana ha rilasciato interviste ai media della Svizzera italiana (anche al GdP) e in tutte non ha mancato di far notare come stia arrivando al termine di una lunga e faticosa maratona, che -al di là di come andrà a finire- gli ha regalato un’esperienza unica.

Di fatto, a due giorni dal fatidico 20 settembre, Ignazio Cassis viaggia sempre (anche se con molta discrezione) col vento in poppa, gode dei favori della stampa domenicale, che nell’ultimo week-end prima del voto ha sfoderato per lui un sondaggio addirittura su una presunta approvazione popolare (sebbene in realtà sappiamo tutti che conteranno solo le opinioni dei 246 parlamentari federali), oltre ad altri commenti e statistiche a lui propizie, specie dopo la dichiarazione di appoggio della frazione UDC. Grossi scandali e scheletri nell’armadio non ne sono saltati fuori, a parte la questione (davvero così rilevante?) del doppio passaporto, o l’arcinota tematica dei legami con le Casse malati.

Siamo dunque già pronti a festeggiare, mercoledì, il nostro prossimo Consigliere federale? Attenzione, proprio tutta questa somma di fattori favorevoli impone la massima prudenza. I giochi infatti, come tradizione insegna, fino all’ultimo non sono mai sicuri, anche solo perché la decisione di una frazione non vincola automaticamente tutti i suoi membri al voto annunciato.

Se dall’UDC (che conta 74 parlamentari) arriveranno più di 50 voti, sarà già un bel numero: sommati ad immaginabili 30 dalla frazione PLR (che ne conta 46) e a una ventina di altri, permetterebbero a Cassis di superare i cento, ma non ancora di raggiungere i 124 decisivi per l’elezione. Bisognerà vedere come si muoveranno PS, PPD e Verdi, che cosa orchestrerà il grande regista della sinistra Christian Levrat, pur di contrastare il passo a un nuovo membro dell’Esecutivo profilato chiaramente su posizioni lontane dalle sue. Puntando, poi, su quale alternativa? Lo scalpitante Maudet o la molto più riflessiva (ma non certo ingenua) Moret? E gli outsider, che ruolo giocheranno? Insomma la partita è più che mai aperta, le contrattazioni si faranno anche in extremis (nell’ormai famosa “notte dei lunghi coltelli” bernese). Resta il fatto che mercoledì, per la prima volta dopo tanti anni, la chance di avere un nostro nuovo ministro sembra davvero a portata di mano. In bocca al lupo!

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