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Lo sciopero all'ATS quasi un simbolo

02.02.2018 - aggiornato: 02.02.2018 - 17:21

Nel suo editoriale, GianMaria Pusterla evidenzia il "grandissimo subbuglio" in cui si trova il settore dei media. E a rischiare di farne le spese è la qualità dell'informazione.

© KEYSTONE/Jean-Christophe Bott

di GianMaria Pusterla

 

Lo sciopero che i colleghi giornalisti dell’Agenzia telegrafica svizzera (ATS) stanno inscenando ormai per il quarto giorno consecutivo è la spia e il riflesso di un settore - quello dei media - in grandissimo subbuglio, che conosce cambiamenti epocali, confrontato con un mercato (il mondo della pubblicità, gli abbonamenti, internet) del tutto rivoluzionato rispetto a pochi anni fa.

Un turbine che obbliga tutti - e noi del GdP lo dimostriamo quasi giornalmente - a trovare soluzioni, a far quadrare i conti, a non perdere lettori, a cercarli su nuove piattaforme mediatiche (leggasi i social). Anche l’ATS rientra quindi in questo scenario tanto complicato. Logico dunque che i vertici (tra l’altro appena mutati per varie fusioni e cambiamenti di azionariato) debbano trovare una “quadra”. Meno logico che il tutto avvenga solo con calcolatrice e forbici: la prima per determinare l’utile d’esercizio, le seconde per raggiungere questo obiettivo, tagliando le spese del personale. 

Ci si chiede infatti che tipo di prodotto l’ATS potrà garantire in futuro ai media svizzeri (perché l’agenzia fornisce articoli, in abbonamento, a tutti i giornali elvetici che ne fanno richiesta) e se questo prodotto sarà ancora di qualità nel momento in cui spariranno 35 posti a tempo pieno su 180. La qualità, appunto: è su questo piano, lo sappiamo bene, che si gioca il futuro dell’informazione e la possibilità di mantenere la pluralità della stessa, per scongiurare l’appiattimento su un pensiero unico.

L’ATS consente ai giornali, con costi che si possono giudicare equi, di liberare risorse umane per produrre servizi originali che differenziano le varie testate. Per questo il servizio offerto dall’agenzia nazionale non può scadere o venir meno, anche come collante tra le regioni e i Cantoni di questa nostra Nazione così particolare, così unica. Si spera quindi che l’apertura avvenuta ieri tra i vertici e il personale sia il prologo per buone soluzioni. Oggi ne sapremo di più.

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