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L'occasione fa l'uomo ladro

26.10.2017 - aggiornato: 26.10.2017 - 14:51

L'editoriale di GianMaria Pusterla in merito alle conseguenze della decisione del Consiglio di Stato di "allargare" le maglie sulla questione della canapa light.

© Foto dal web

di GianMaria Pusterla

 

E così anche in Ticino i negozi più o meno grandi (la Coop, per esempio, ma anche gli ambulanti) potranno vendere le sigarette alla canapa con un contenuto inferiore all’1% di THC, cioè la sostanza stupefacente. La decisione è stata presa ieri dal Consiglio di Stato, che in definitiva “allarga” le maglie sulla vendita, adattandosi alla legge federale sulle derrate alimentari, dopo aver ponderato che il principio di libertà di commercio in questo caso doveva essere applicato.

Per fortuna – memore (solo in parte e poi diremo il perché) di un’esperienza che 20 anni fa aveva fatto del nostro Cantone il regno della canapa libera del centro Europa – la vendita è soggetta a domanda (e quindi a controlli su criteri definiti e più restrittivi). La stessa cosa, in modo rafforzativo, vale per la coltivazione di canapa, anche qui possibile solo per le piantine con un tenore inferiore all’1% di THC.

Ma l’occasione… fa l’uomo ladro e a nostro modo di vedere questa decisione potrebbe aprire le porte a una nuova fase con un doppio rischio: da un lato creare il convincimento -soprattutto nelle giovani generazioni- che fumare canapa non faccia male e dall’altro approfittare di tale convinzione per chiedere maggiori aperture (legalizzazione) o creare l’humus per potenziare il livello di THC nelle piantine coltivate in Ticino.

In questo senso l’esperienza di 20 anni fa non è stata del tutto recepita. Perché, lo ribadiamo: chi ha interesse a commercializzare una sigaretta alla canapa che non ha effetto stupefacente? Coloro che vogliono sfruttare il business di una possibile moda che rende “attraenti” chi fuma tali sigarette e parallelamente coloro che invece vogliono introdurre sottobanco un’accettazione collettiva verso la sostanza stupefacente. In mezzo vi è la preoccupazione nei confronti di questa evoluzione su cui sarebbe (stato) meglio porre ancora più attenzione.

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