Home > Commenti

L'ora che fa la differenza

25.09.2017 - aggiornato: 25.09.2017 - 12:53

L'editoriale del vicedirettore GianMaria Pusterla sulla civica: "Se la scuola saprà prendere sul serio questa decisione popolare, a beneficiarne sarà tutta la società".

di GianMaria Pusterla

 

Per chi lavora in un giornale a volte risulta semplice prevedere con un certo anticipo l’esito di una votazione. Lo si può desumere dal numero e dal tipo di lettere che giungono in redazione a sostegno o contrarie all’oggetto in discussione. Non sempre un elevato numero di lettere è sinonimo di maggior seguito popolare su un determinato tema. Se queste lettere – come è stato il caso per la campagna sviluppatasi attorno all’introduzione dell’ora di civica – arrivano quasi esclusivamente da un solo settore della società civile, allora ecco che la maggioranza della popolazione è già schierata sul fronte opposto. Nella fattispecie che qui ci interessa, almeno il 90% degli articoli provenivano dal mondo dei docenti, mobilitatisi per avversare l’iniziativa che propone le due ore di civica mensili nella scuola dell’obbligo.

Sull’altro versante chi ha deciso di prendere carta e penna (è questo ormai un modo di dire superato, visto che gli articoli sono scritti con il computer e spediti via posta elettronica…) ed esprimere la propria opinione per sostenere l’insegnamento della civica non spalmata nelle ore di storia e in altre materie nel nome dell’interdisciplinarietà erano persone rappresentative di una più vasta realtà della nostra società. La pubblicità sui quotidiani del comitato contro l’ora di civica ha avuto perlomeno il pregio di portare consensi verso una opposizione che in partenza personalmente davamo al 20%, facendola salire almeno al 37%.

Qui interessa mettere in risalto un altro paio di riflessioni. La prima: Alberto Siccardi, il grande fautore di quest’ora obbligatoria, portando i ticinesi al voto ha messo sotto i riflettori un tema che solo all’apparenza può sembrare secondario. La conoscenza della civica, cioè sapere il significato, i meccanismi che reggono la nostra democrazia, è decisiva per lo sviluppo della nostra società. È stato quindi un bene che l’opinione pubblica abbia potuto prenderne coscienza, dando un mandato chiaro: anche in futuro la scuola deve continuare – migliorando - a “sfornare” ragazzi cogniti di questo “sapere”. Siccardi avrebbe potuto accontentarsi della decisione a lui favorevole adottata dal nostro Parlamento. La votazione è stata invece un bell’esempio di… civica applicata. 

Seconda riflessione: il mondo della scuola che più direttamente si è battuto per mantenere lo status quo ieri ha subito accettato la nuova sfida. Dimostrando di conoscere bene… la civica. Il popolo sovrano oggi chiede loro di impegnarsi affinché davvero la nostra scuola possa dare maggior spazio all’insegnamento dei valori della nostra democrazia, che non sono solo un nugolo di dati nozionistici come strumentalmente in campagna si è voluto far credere. Se davvero la scuola saprà prendere sul serio questa decisione popolare – come ieri è stato subito correttamente espresso - allora a beneficiarne sarà tutta la società. La conoscenza è un passo decisivo verso la libertà. E quanto bisogno ha la nostra società di persone libere, pronte anche a scendere in campo per realizzare il bene comune.   

 

Accesso e-GdP

banner_reportage_siria.jpg

banner_arte-e-cultura.jpg

banner_alberghi_albergatori.jpg

Ieri nel mondo

banner_spot_youtube_chi_siamo.png

misericordia_2015.jpg

catt-ch2.jpg

Il sito ufficiale della Diocesi diLugano

banner_caritas_ticino.jpg