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Sondaggio? Azzeccato!

03.04.2017 - aggiornato: 03.04.2017 - 14:34

Il commento di Claudio Mésoniat che mette a confronto le proiezioni del tandem GdP/Pisani con i risultati effettivi delle elezioni comunali per la Nuova Bellinzona.

L'abbraccio fra Andrea Bersani e Mario Branda, dopo il duello - vinto dal secondo - nella Nuova Bellinzona per aggiudicarsi il ruolo di sindaco di quindicina.

© FOTO REGUZZI

di Claudio Mésoniat

 

E bravo il nostro Pisani. Il sondaggio-proiezione del 24 marzo ha centrato tutta la sostanza del voto di ieri per la Nuova Bellinzona. Non solo la ripartizione dei seggi (facile), non solo le percentuali -dentro i limti di un 2% del margine d’errore e con l’eccezione della Lega, di cui diremo-, ma anche tutte le posizioni dei candidati, ivi compresi i duelli all’ultimo voto (molto difficie). Branda sindaco di quindicina, nella sfida con Bersani che ha tenuto tutti col fiato sospeso durante la diretta RSI , fino allo scrutinio dell’ultimo seggio di Bellinzona. Ma anche i duelli giocatisi per pochi voti tra i due candidati PPD Battaglioni e Soldini e per il terzo seggio PLR tra Paglia e Crugnola. 

Insomma, azzeccati il sindaco di quindicina, il 3-2-1-1 (con l’entrata della Lega in Muncipio) e i volti dei sette municipali (con le alternative dei testa e testa, rivelatisi realmente tali). Quanto alla percentuale della coalizione Lega-UDC-indipendenti-Noce, vale la pena citare le nostre considerazioni sul GdP di 10 giorni fa, dove mettevamo in rilievo «la difficoltà nell’intercettare con esattezza il voto leghista» a causa della cronica sottostima del risultato della Lega «rilevato dal sondaggio puro e semplice», che si fermava attorno al 7%! «Infatti», notavamo, «anche tra gli elettori del Bellinzonese permane la forte reticenza a dichiararsi leghisti». È vero che il metodo di Ad Hoc Informatica pone rimedio a questo inghippo grazie alla proiezione che tiene conto del dato storico (il risultato delle risposte alla domanda «cosa votò all’ultima elezione?», messo a confronto con l’esito reale). 

E qui sta il punto: elezioni tacite o assenza di una lista Lega in ben 9 Comuni su 13 (circa il 40% degli elettori) alle precedenti tornate elettorali, non permettevano di ricostruire il dato storico con precisione, se non con il ricorso al voto delle cantonali, dove il comportamento politico dell’elettore segue però spesso criteri diversi. L’aumento del margine d’errore per la coalizione a guida leghista ha di conseguenza determinato anche l’imprecisione sui preferenziali dei candidati. Ma senza impedirci di intercettare l’elezione di Mauro Minotti.

 

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