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Tra interesse comune e interessi

27.12.2017 - aggiornato: 27.12.2017 - 17:36

Nel suo editoriale GianMaria Pusterla presenta la serie di commenti che verranno proposti sul GdP per mettere a fuoco alcuni aspetti che hanno caratterizzato il 2017.

© Foto GdP

di GianMaria Pusterla

 

In questi giorni tra Natale e l’Epifania proporremo una serie di commenti per mettere a fuoco alcuni aspetti che hanno caratterizzato il 2017 o che potrebbero diventare decisivi nel nuovo anno. Iniziamo da una breve riflessione sulla politica cantonale, che quest’anno ha vissuto molto (troppo) sullo psicodramma del caso Argo1 (l’assegnazione di un mandato di 3,4 milioni di franchi a una ditta di sicurezza per la sorveglianza dei Centri per richiedenti l’asilo senza la necessaria “firma” del Consiglio di Stato, ma solo con l’avallo della competente divisione del DSS di Paolo Beltraminelli). Un caso sul quale indagano: la Magistratura per quanto riguarda addentellati penali a carico della ditta prescelta (senza però esserci indizi di natura penale nei confronti di funzionari pubblici); un esperto esterno incaricato dal Governo di fare luce sulle procedure e sulle eventuali manchevolezze di dipendenti pubblici; e, infine, una commissione parlamentare d’inchiesta, sulle stesse problematiche che già sta verificando il Governo per il tramite dell’esperto esterno.

La vicenda si presta a un’analisi da più angolature: la genesi e lo sviluppo della stessa hanno dimostrato da un lato la fragilità di un’amministrazione che avrebbe potuto essere maggiormente trasparente, ma che forse ancora oggi non è dotata di accorgimenti tali per  percorrere davvero questa strada (e a nostro giudizio dovrebbe proprio essere su questo piano che andrebbero concentrati gli interventi futuri del Governo e della commissione parlamentare d’inchiesta, se  si vuole giungere a un risultato fattivo alla fine di questa vicenda).

Dall’altro lato, però, in questi dieci lunghi mesi si sono manifestati alcuni aspetti che denotano la debolezza dei nostri partiti: sia di chi vuole cavalcare la vicenda per colpire l’avversario politico, anche in vista delle elezioni cantonali del 2019 (sono dietro l’angolo, altro che...), sia di chi è stato attaccato. Se per i primi la strategia di  raggiungere  un tornaconto elettorale a corto termine dimostra l’incapacità di convincere i cittadini con l’azione politica concreta, per il PPD le risposte sin qui date evidenziano una oggettiva difficoltà nel trovare contromisure all’offensiva lanciata dagli avversari. E in tutto questo scenario, poi, si inseriscono prepotentemente i mezzi di comunicazione, per i quali il confine tra l’auspicato diritto d’inchiesta (e quindi di controllo sugli altri poteri) e la necessaria oggettività (sulla reale portata dei fatti) e indipendenza (dai gruppi di interesse politico) spesso non è stato sempre chiaro. Confidiamo che nel 2018 i risultati delle varie inchieste portino a valutazioni più serene e nel vero interesse di tutti i cittadini.

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