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«Aleppo è distrutta, aiutateci a rimanere»

17.09.2015 - aggiornato: 09.12.2015 - 13:24

Bastano 20 franchi per sfamare giornalmente una famiglia di quattro persone in questa bellissima città siriana oggi devastata da quasi cinque anni di guerra. Padre Ibrahim Alsabagh, francescano, e i suoi confratelli si occupano di un centro di accoglienza, di un oratorio e di ricostruire l’ospedale distrutto dai bombardamenti. Per farlo, hanno bisogno anche del nostro aiuto. Ecco come.

Padre Ibrahim ad Aleppo.

di Maria Acqua Simi

La gente di Aleppo non solo resiste. Vive. Vive nonostante l’acqua e il cibo non ci siano quasi più; vive nonostante manchino l’elettricità, il lavoro, gli ospedali. Quello che non manca - in questa città siriana martoriata da quattro anni di guerra - è la dose quotidiana di bombardamenti, cecchini, granate, morti.  Moltissime famiglie sono fuggite, sfollate in altre zone della Siria o emigrate in Libano, Giordania, Turchia. Molti, invece, sono rimasti. 

 

Ci sono giovani studenti che vorrebbero continuare la scuola, ma i soldi per pagare gli studi non ci sono. E poi vi sono famiglie intere rimaste senza casa, a causa delle bombe e delle esplosioni. Anche i cimiteri, le chiese, le moschee e gli ospedali sono stati distrutti. Il costo della vita è altissimo e in forte crescita per via dell’embargo imposto alla Siria che vieta ogni tipo di scambio commerciale con l’estero, come ad esempio la vendita di cibo e medicine. A

questo si aggiunge il cambio ufficiale con il dollaro imposto dal Governo del presidente Bashar al Assad, che sta mettendo in ginocchio la popolazione. «In mezzo a questo disastro noi, la Chiesa di Cristo, cerchiamo di essere quella rete di relazioni che impedisce all’uomo di crollare», ci dice padre Ibrahim Alsabagh, 44 anni, francescano della Custodia di Terra Santa, che nella città si occupa di gestire un centro di accoglienza per famiglie e di ricostruire l’ospedale e pure dell’oratorio del convento di San Francesco, che quest’estate contava oltre 200 bambini. Lui e i suoi confratelli sono rimasti in Siria, nonostante i rischi. «C’è speranza», continua a ripetere.

Le sue giornate passano nella preghiera e nell’assistenza della popolazione locale: distribuire l’acqua dei pozzi alle famiglie che non riescono a rifornirisi, cercare il cibo per le famiglie, procurare i soldi necessari per pagare le rette scolastiche e universitarie dei giovani. Con l’avvicinarsi dell’inverno diventa anche necessario procurare vestiario adeguato per la gente, stufette e soprattutto reperire i fondi per ricostruire l’ospedale e fornire alle famiglie dei kit igienici. Proprio per aiutare la sua opera e l’ospedale, noi del GdP abbiamo deciso di lanciare una colletta in favore dell’opera di padre Ibrahim.

L’ospedale oggi ha bisogno di un generatore elettrico, di uno stabilizzatore, di un ventilatore per la terapia intensiva, dell’attrezzatura per le due sale operatorie e di un fondo per gli interventi urgenti e per i ricoveri non retribuiti. Lo facciamo con gioia, quella stessa letizia che ci ha comunicato padre Ibrahim in una delle ultime lettere inviateci dalla Siria. Scrive: «Carissimi, le persone ad Aleppo subiscono quotidianamente grandi umiliazioni. Ma ieri nell’omelia della Santa Messa domenicale, ho chiesto loro di portare la croce con gioia, con il sorriso invece che con il muso lungo, e di saper ringraziare Dio per il dono dell’acqua che ritorna invece di lamentarsi perché essa manca per settimane intere. È un lungo cammino in salita quello che stiamo facendo, ma il Signore stesso ci offre delle occasioni per santificarci, progredendo e crescendo in tutte le virtù, in special modo quella della pazienza e dell’abbandono fiducioso».

Poi un saluto per chi ha deciso di aiutare - anche economicamente - i cristiani e i bisognosi di Aleppo: «Vi ricordo con grande affetto e gratitudine, ogni volta che penso quanto desiderate partecipare alle nostre sofferenze, raccogliendo del vostro per andare incontro ai bisogni della gente di qua che non conoscete personalmente: ecco, voi siete pienamente partecipi della mia missione ad Aleppo! Grazie di cuore, amici».

 

 

COLLETTA DEL GDP «Aiutateci  a restare qui»

 

Per aiutare l’opera di padre Ibrahim ad Aleppo e permettere ai siriani di rimanere nella loro patria è possibile effettuare (una tantum, ma se si vuole anche più volte) tre tipi di donazione:

  • 20 FRANCHI -  sostentamento per un giorno per una famiglia di quattro persone
  • 50 FRANCHI -  materiale per l’inverno (vestiti, coperte, kit per l’igiene) 
  • 100 FRANCHI -  contributi per la risistemazione dell’ospedale di Aleppo (costo totale, 370mila franchi) 

 

Le offerte possono essere versate sul conto del Giornale del Popolo, che poi provvederà a far giungere i soldi alla parrocchia di padre Ibrahim.

 

Per versamenti   

Nuova Società Editrice del Giornale del Popolo SA,
6900 Massagno - Ccp 65-235063-4
Menzione “Colletta GdP”

 

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