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Assad offre un'amnistia ai ribelli

01.03.2016 - aggiornato: 01.03.2016 - 18:39

Il  presidente siriano, nel terzo giorno di tregua nel Paese, ha offerto ai ribelli «un ritorno alla loro vita civile normale» a patto che «depongano le armi». 

(EPA/SANA)

"Faremo la nostra parte perché il tutto funzioni". Lo ha detto in una intervista alla tv tedesca ARD il presidente siriano Bashar al Assad, a proposito del cessate il fuoco in vigore da sabato scorso. Assad offre ai ribelli "un'amnistia" e "un ritorno alla loro vita civile normale" a patto che "depongano le armi". 

"Depongano semplicemente le armi - ha detto il presidente siriano -. Il fatto che vogliano partecipare a un processo politico, oppure che al contrario non siano affatto interessati a questo, o che non seguano un'agenda politica, per me non conta". "Per me l'importante dal punto di vista giuridico e costituzionale, nell'interesse del popolo siriano - ha continuato - è che non si ha il diritto di andare in giro con armi e blindati e indirizzarli contro i cittadini e i loro beni".

 

Terzo giorno di tregua

La tregua in Siria "regge" per il terzo giorno consecutivo, ma la guerra nel Paese continua a ritmi serrati visto che sono assai limitate le aree geografiche incluse nell'accordo per l'interruzione delle ostilità. Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha espresso soddisfazione per la tenuta del cessate il fuoco, tanto da accennare alla possibilità di estendere l'accordo oltre le due settimane previste. Le agenzie dell'Onu annunciano ora un piano per portare aiuti a oltre 150 mila civili intrappolati a lungo in zone sotto assedio ma le operazioni rimangono complesse. Più calme sono le zone del sud della Siria, tra Daraa e Damasco, ma nel resto del Paese la violenza non accenna a diminuire.

 

L'Onu ha intanto oggi lanciato l'allarme per il rischio che "migliaia di persone rischiano di morire di fame" nelle zone da lungo tempo sotto assedio. In precedenza, sempre le Nazioni Unite avevano riferito che circa 450 mila civili, di fatto ostaggio in località circondate dei gruppi armati, hanno urgente bisogno di aiuto umanitario perché prive di cibo, medicinali e altri beni essenziali. 

 

Sfruttando la relativa calma in alcune aree coinvolte dalla tregua, l'Onu conta adesso di andare in soccorso di 154 mila persone nei prossimi cinque giorni. Verso Muaddamiya località a sud-ovest di Damasco assediata da oltre due anni dalle truppe governative, sono partiti oggi dalla capitale decine di camion della Mezzaluna rossa siriana, controllata dal governo e che si coordina con le Nazioni Unite. Il convoglio non trasporta cibo ma coperte, saponi, pannolini per bambini. 

 

 

(Red/Ats)

 

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