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Parigi, una strage ricordata sulla pelle

13.11.2017 - aggiornato: 13.11.2017 - 17:00

(LE FOTO) La Francia commemora le 130 vittime delle stragi avvenute il 13 novembre 2015. I sopravvissuti mostrano i loro "tatuaggi per non dimenticare".

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© Etienne Laurent, Pool via AP
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© KEYSTONE/EPA/IAN LANGSDON
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La Francia commemora le 130 vittime delle stragi terroristiche a Parigi e Saint-Denis del 13 novembre 2015. Il presidente Emmanuel Macron, la sindaca Anne Hidalgo e i familiari delle vittime si sono ritrovati questa mattina allo Stade de France, luogo delle prime esplosioni di kamikaze jihadisti la serata del 13 novembre di due anni fa.

Quel venerdì sera un commando armati e kamikaze entrarono in azione allo Stade de France, nei caffè del 10/o e dell'11/o arrondissement e nel teatro del Bataclan affollato per un concerto: il bilancio fu di 130 morti e oltre 400 feriti, che ancora oggi cercano di sanare le loro cicatrici, quelle fisiche e quelle invisibili.

Un tatuaggio per non dimenticare

Un marchio sulla pelle per non dimenticare. A due anni dall'attacco terroristico che colpì il centro di Parigi, provocando 130 morti e 368 feriti, alcuni dei sopravvissuti mostrano il loro dolore attraverso i propri tatuaggi, immortalati in una galleria fotografica.

 

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Il 13 novembre del 2015, quando la furia omicida di un commando jihadista si scatenò all'interno della sala da concerti del Bataclan, la 32enne Laura Leveque venne "sepolta" sotto i cadaveri ma scampò al massacro. Dopo quella terribile esperienza, ha deciso di "portare" tutti quei morti sulle sue spalle. Tatuandosi un corvo sulla spalla e un serpente che si morde la coda, per simboleggiare "il ciclo della vita" e i "fiori che crescono su un campo di battaglia", ha spiegato la ragazza, sottolineando che in questo modo "i morti sono entrati dentro di me" e di aver "trasformato l'orrore in qualcosa di bello".

La 21enne Nahomy Beuchet, invece, tre mesi dopo la strage, si è tatuata sul braccio la data la scritta "Peace, Love, Death Metal", dal titolo di un album della band californiana degli Eagles Death Metal, che esibiva sul palco in quella orrenda notte. Perché a 21 anni il tempo è ancora qualcosa di "astratto", mentre un tatuaggio è "un'ancora alla storia", ha raccontato.

"Questa è la mia cicatrice", ha spiegato Manon Hautecoeur a proposito del suo tatuaggio di un leone e del motto di Parigi, "Fluctuat nec mergitur" (Sbattuta dalle onde ma non affonda): Un tatuaggio per allontanare un paradossale senso di colpa, perché "senti che non sei una vittima perché non sei stato ferito fisicamente", ha detto Manon, che si trovava nei pressi del ristorante Petit Cambodge quando i jihadisti iniziarono a sparare, uccidendo oltre 30 persone.

 

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Centinaia di palloncini colorati

Centinaia di palloncini colorati sono stati lasciati volare nel cielo di Parigi, nella cerimonia conclusiva in omaggio alle 130 vittime degli attentati parigini del 13 novembre 2015.Dopo aver visitato uno ad uno, lungo tutto il corso della mattinata, i siti colpiti dal massacro, incluso allo Stade de France di Saint-Denis, la giornata di commemorazioni si è chiusa oggi, alle 12.56, quando le centinaia di palloncini colorati sono stati sganciati dinanzi al municipio dell'undicesimo arrondissement, il quartiere di Parigi maggiormente colpito dalla strage.

Presente anche il presidente Emmanuel Macron, accompagnato dalla moglie Brigitte e l'ex presidente François Hollande. L'iniziativa è stata promossa dall'associazione di sostegno alle vittime Life4Paris.

 

Il livello di minaccia rimane alto

Le misure di sicurezza per queste commemorazioni, durante le quali Macron non dovrebbe prendere la parola secondo quanto annunciato, sono rigidissime. Il 31 ottobre si è concluso il periodo più lungo di stato d'emergenza nel Paese, due anni. Dal primo novembre è in vigore la nuova legge sulla sicurezza.

"Il Paese ha retto", la Francia "è rimasta la Francia": lo ha detto il premier Édouard Philippe, intervistato da radio France Inter a due anni dagli attentati parigini del 13 novembre. Il braccio destro del presidente Emmanuel Macron ha poi sottolineato che "il livello di minaccia rimane ovviamente elevato" anche se a suo avviso - dopo la "disfatta militare" dell'Isis in Siria e Iraq - "organizzare delle azioni è probabilmente più difficile".

Quanto al possibile ritorno di foreign fighter il premier di Parigi ha detto che "bisogna essere estremamente prudenti e non ingenui", verranno "sistematicamente sottoposti a una procedura penale".

(Ats)

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