Home > Ticino e Regioni > Ticino

Aver figli e lavorare, l’OCST va all’attacco

12.11.2014 - aggiornato: 12.11.2014 - 17:18

L’Organizzazione Cristiano-Sociale Ticinese raccoglie alcune proposte concrete per aiutare le donne che lavorano e al tempo stesso si occupano della propria famiglia.

Nel contesto economico-sociale attuale, la donna spesso fa fatica a conciliare il lavoro e la cura dei figli. (Foto da internet)

di Gioia Palmieri

 

Conciliare lavoro e famiglia. Una sfida che non interpella solo la donna (o almeno non dovrebbe) ma tutti coloro che operano nel mercato del lavoro, la società civile e la politica. Nel corso degli anni sono stati compiuti passi importanti ma resta ancora molto da fare. Nel contesto economico-sociale attuale, la donna spesso fa fatica a realizzare due esigenze fondamentali: da una parte c’è il bisogno di impegnarsi in una professione e di contribuire all’economia domestica con un salario; dall’altra il desiderio e la necessità di prendersi cura dei propri figli.

 

Donne e lavoro

È dalla constatazione attiva di questa situazione che l’Organizzazione Cristiano-Sociale Ticinese (OCST) ha fatto circolare in questi giorni un documento tra il personale sanitario del Cantone. Si tratta di una serie di proposte concrete finalizzate ad aiutare le donne che lavorano e al tempo stesso tirano su famiglia.

Secondo datore di lavoro in Ticino, il settore sanitario è il primo “terreno di battaglia” per intavolare con i partner interessati una discussione sulle condizioni di lavoro delle madri e per estendere eventualmente le proposte ad altri settori. Circa l’80 per cento dei dipendenti in questo settore è infatti rappresentato dalle donne.

«Battaglia è un termine forte - precisa Benedetta Rigotti, del gruppo Donna-lavoro dell’OCST e tra le autrici del documento -. Abbiamo voluto avanzare delle proposte concrete per aprire un dialogo volto al raggiungimento di un bene comune sia per i dipendenti che per i datori di lavoro. Non vogliamo alzare barricate, intendiamo invece intraprendere un cammino che rechi vantaggio a tutte le parti sociali coinvolte”.

 

Manodopera e frontalieri

Una serie di proposte, dunque, nell’interesse di tutti. Già, perché favorendo la conciliazione lavoro-famiglia e creando migliori condizioni per il rientro dopo la maternità si riuscirebbe a garantire maggiormente la presenza di personale qualificato, non solo nel settore socio-sanitario. Come ricorda il documento dell’OCST, la Svizzera soffre di mancanza di personale qualificato. Vi è un forte bisogno di manodopera formata, specialmente dopo l’approvazione dell’iniziativa popolare sull’immigrazione di massa e delle prevedibili restrizioni alle nuove entrate di lavoratori frontalieri.

«Queste misure non andrebbero solo ad incidere positivamente sulla qualità di vita delle donne e delle loro famiglie, ma anche sulle strutture sanitarie e nel mercato del lavoro, permettendo all’azienda di conservare il suo patrimonio di conoscenze», spiega Renato Ricciardi, responsabile per l’OCST del settore sociosanitario.

 

Il sociosanitario

Il sindacato riconosce gli sforzi intrapresi dalla politica, che si sta occupando intervenendo su vari fronti, uno dei quali è proprio la conciliazione famiglia-lavoro su cui si vorrebbero ora dei passi ancora più concreti. A partire dal settore sociosanitario. «Si tratta di uno dei settori più colpiti dalla carenza di personale qualificato tanto che si stima che ogni anno, tra i nuovi infermieri assunti, il 40% arrivi da oltre confine», ci spiega ancora Benedetta Rigotti.

Il fabbisogno di personale infermieristico in Ticino è stimato a circa 220 nuovi infermieri ogni anno. Di questi 130 sono residenti e 90 corrispondono agli infermieri entrati dall’estero. Il Consiglio di Stato stima una domanda in crescita di 80 infermieri all’anno (vedi box ). «Senza calcolare il progressivo invecchiamento della popolazione che in futuro porterà a un ulteriore aumento della richiesta di personale sanitario nelle case per anziani – continua Rigotti –. Entro il 2030, l’Osservatorio svizzero della salute prevede a livello nazionale un aumento della necessità di operatori nelle case per anziani con il bisogno di un 60% in più degli effettivi attuali nell’assistenza e cura».

Questo comporta prima di tutto uno sforzo maggiore nella formazione degli allievi delle scuole sociosanitarie e secondariamente un impegno nel rendere la professione più attrattiva tra i giovani e gli adulti.

 

Tanti gli abbandoni

Tuttavia, secondo l’OCST, nel settore sociosanitario il problema non è solo la carenza di studenti. «In Ticino, oltre al problema del difficile reclutamento delle giovani leve nelle scuole, si è confrontati anche con una breve durata della vita lavorativa in campo sanitario. Le professioni di cura sono molto usuranti dal punto di vista fisico e psicologico» spiega Ricciardi. Nel documento, viene riportata una statistica del 2012 dell’Ente Ospedaliero Cantonale, che mette bene in luce il problema: la durata media della vita lavorativa degli infermieri è di circa 13 anni e più della metà degli infermieri ha un’anzianità di servizio inferiore ai 10 anni.

Per il sindacato, tra le cause dell’abbandono della professione si possono sicuramente indicare il grande impegno richiesto dalle professioni legate alla cura delle persone e le difficoltà legate alle condizioni e all’organizzazione del lavoro, in particolare per le dipendenti che si occupano della famiglia e della cura dei figli (si pensi ai turni, alle notti, al carico fisico e psicologico dei pazienti). Non a caso, l’abbandono della professione coincide spesso con il momento in cui una donna inizia ad avere figli.

 

Le proposte dell’OCST

Per sostenere la famiglia e armonizzare le sue esigenze con quelle del lavoro, l’OCST chiede innanzitutto di «promuovere d’intesa con i partner interessati un’analisi conoscitiva per approfondire i motivi di abbandono della professione e verificare quali condizioni potrebbero favorire una ripresa dell’attività dopo la nascita di un figlio». Quindi, il sindacato propone una serie di interventi a cominciare da alcune misure organizzative che permettano una pianificazione del lavoro più flessibile. Come spiega Rigotti: «Per aiutare le donne a conciliare il lavoro e la famiglia, in alcuni casi è sufficiente l’introduzione di una maggiore flessibilità nell’azienda. Ciò richiede un impegno organizzativo supplementare, ma non aggiunge particolari oneri finanziari».

Tra le proposte: favorire dove possibile l’impiego a tempo parziale (anche con un grado di occupazione inferiore al 50%), introdurre o aumentare il periodo di congedo non retribuito per maternità, adozione e affido fino a 18 mesi (per la madre e per il padre); agevolare il rientro professionale dopo il congedo.

Possibilità di ripresa del lavoro a tempo parziale e con modelli flessibili; favorire la creazione di servizi di accoglienza per i bambini (asili-nido, mamme diurne eccetera).

 

Accanto a queste misure organizzative, il sindacato avanza delle proposte innovative. «Proporremo di includere nei contratti collettivi di lavoro il diritto a 20 settimane di congedo per maternità (con salario intero) e 4 settimane di congedo per il padre» afferma Ricciardi.

Per l’OCST, è fondamentale riflettere anche sullo studio di nuovi modelli, quali l’introduzione di un congedo per maternità supplementare a un salario inferiore dopo il periodo con diritto al salario intero; rilanciare i corsi professionali di aggiornamento delle proprie competenze; conteggiare e premiare gli anni di servizio prestati prima dell’interruzione di lavoro; aumentare il tempo per stare con i figli facilitando la coincidenza delle vacanze lavorative con quelle scolastiche; migliorare la mobilità professionale all’interno dell’azienda.

Migliorando le condizioni di lavoro per le madri lavoratrici si renderebbero quindi ancora più attrattive le professioni di cura, favorendo così il reclutamento di giovani leve nelle scuole sociosanitarie e il rientro al lavoro di chi precedentemente aveva sospeso la professione. Una tendenza che potrebbe fare scuola non solo nel settore sanitario, ma in molti altri campi professionali dove anche la presenza femminile può segnare una svolta decisiva alla qualità dei servizi offerti e all’andamento economico interno all’azienda.

 «Queste proposte verranno messe a tema nelle prossime trattative sui contratti collettivi di lavoro e ci auguriamo che il dialogo possa estendersi dal settore sanitario ad altri settori», conclude Renato Ricciardi.

 

 

Ticino

Tante novità nei Corsi per adulti

Pronto il programma primaverile, che sarà distribuito a tutti i fuochi del Ticino e del Moesano mercoledì 10 gennaio. Sono 742 i corsi offerti con 146 nuovi …

Ticino

“Un carnevale divertente per tutti”, vota anche tu!

Si è conclusa la decima edizione del concorso indetto dalla Fondazione Damiano Tamagni, che offre la possibilità di votare sul suo sito. 

Ticino

"Griderei di gioia": Gnesa e la sua Verzasca

È in libreria l’ultimo lavoro di Giuseppe Brenna, dal titolo "La Valle Verzasca di Anna Gnesa e la Lucania di Carlo Levi - La montagna, i suoi …

Ticino

Fioccano medaglie sui macellai ticinesi

19 d'oro, 8 d’argento e 4 di bronzo quelle assegnate agli artigiani salumieri ticinesi nell’ambito del concorso nazionale organizzato durante la fiera MEFA …

Ticino

I nuovi divertenti spot del GdP

(FOTO E VIDEO) Semplici ma d’effetto, gli intermezzi TV ideati da Victor Tognola e Claudio Mésoniat hanno le carte in regola per essere un regalo di Natale per gli …

Ticino

21 nuovi diplomati al Corso di giornalismo

Gli attestati sono stati consegnati questa mattina nella sala del Gran Consiglio a Bellinzona alla presenza del direttore del DECS Manuele Bertoli.

Ticino

"Non fate regali ai criminali!"

L'invito arriva dalla Polizia cantonale che ricorda di prestare attenzione mentre si fanno shopping natalizi, sia nei negozi che nei mercati. E dà alcuni consigli. …

Ticino

Video shock: "Se bevi, non guidi!"

(IL VIDEO) Campagna di prevenzione delle Polizie cantonali romande e ticinese che mostra cosa può accadere mettendosi alla guida dopo aver alzato il gomito.

Ticino

Le letterine di Natale viaggiano con la Posta

A un apposito team è stato affidato lo speciale incarico: fare in modo che le buste giungano a Gesù Bambino e Babbo Natale. Ogni bambino riceverà una …

Ticino

(Ri)Abbonati al GdP e vinci fantastici premi

CONCORSO GDP – Rinnovando o sottoscrivendo un abbonamento per il 2018 ricevi il Giornale del Popolo sin d’ora e inoltre partecipi al nostro concorso.

Ticino

Il caffé arriva col drone

(IL VIDEO) Il caffè ticinese Masaba è stato consegnato per via aerea con il decollo da Savosa. Il test ha dimostrato la fattibilità e rapidità dell …

Ticino

Aeromobile si schianta a Isone... per esercitazione

(LE FOTO) La simulazione è avvenuta nell'ambito delle giornate di formazione con l’obiettivo di migliorare la collaborazione fra enti civili di primo …

Ticino

È online l'orario 2018 delle FFS

Fra le novità in vigore dal 10 dicembre, l'apertura della Stabio-Arcisate percorsa in soli 21 minuti con treni ogni mezz'ora. Ritornano le corse serali della …

Ticino

La Tombola in salsa ticinese

L'idea dell'editore Domioni porta nelle nostre case "la tombola geografica del Canton Ticino". Una versione divertente del classico gioco per conoscere il …

Ticino

4 nuovi agenti di custodia ticinesi

Si tratta di Johnny Cibelli, Davide D’Elia, Angie Sarina e Nenad Vucetik, i quali hanno ritirato sabato il loro diploma durante l'annuale cerimonia a Friborgo. …

Ticino

73 droni in volo assieme, è record!

(LE FOTO) Il primato è stato stabilito sabato a Lodrino dai ragazzi del progetto ated4kids. Gli aeromobili telecomandati erano stati creati dai piccoli piloti.

Accesso e-GdP

Banner Libro Bonefferie

Banner - Spot GdP 2018

banner_reportage_siria.jpg

banner_arte-e-cultura.jpg

banner_alberghi_albergatori.jpg

Ieri nel mondo

misericordia_2015.jpg

catt-ch2.jpg

Il sito ufficiale della Diocesi diLugano

banner_caritas_ticino.jpg