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Chelsea Wolfe: Pain Is Beauty (2013)

07.01.2014 - aggiornato: 13.01.2014 - 11:02

Ha la capacità di mettere d’accordo i cultori del gothic, i seguaci della new wave, del post-rock e perfino chi (come chi vi scrive) ultimamente esce a fatica dall’alt-folk

 

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Autore: Chelsea Wolfe
Titolo: Pain Is Beauty
Anno: 2013
Etichetta: Sargent House

 

 

Chelsea Wolfe ha la capacità di mettere d’accordo i cultori del gothic, i seguaci della new wave, del post-rock e perfino chi (come chi vi scrive) ultimamente esce a fatica dall’alt-folk. La musicista - nata a Sacramento, figlia tra l’altro di un musicista country, e ora trasferitasi a Los Angeles – ha pubblicato nel 2013 il suo quarto disco, intitolato Pain Is Beauty. Un album che, musicalmente, apre alla songwriter nuovi orizzonti e schiarisce un po’ le sonorità rispetto, per esempio, ad Apokalypsis (2011). In alcuni casi (in particolare The Warden, anche se forse è il brano che ha avuto il maggior riscontro commerciale) la musica della Wolfe s’infila nel fantasy e suona un po’ costruita. Il disco però, nel complesso, è affascinante, intrigante e piuttosto intimista. House Of Metal, Kings, Destruction Makes The World Burn Brighter e We Hit a Wall sono tra i titoli più interessanti. La forza dell’album è da cercare nella sua progressione. Il meglio infatti è affidato alla seconda pare. Si inizia da Sick (con gli elementi ridotti al minimo che trasformano la canzone in un viaggio ipnotico) per poi passare a Reins e agli splendidi 8 minuti di The Waves Have Come.

 

(j.r.)

 

Ascoltate “The Waves Have Come”:

http://chelseawolfe.bandcamp.com/track/the-waves-have-come

e guardate il video di “Sunstorm” (dall’album Unknown Rooms: A Collection Of Acoustic Songs):


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