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The Milk Carton Kids: The Ash & Clay (2013)

05.03.2014 - aggiornato: 05.03.2014 - 13:48

La sfortuna di questo album (che ha ricevuto recensioni abbastanza negative in Europa) è quella di essere capitato in un momento in cui di folk, alt-folk e indie-folk ne abbiamo tutti un po’ piene le orecchie.d

 

 

 

 

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Autore: The Milk Carton Kids
Titolo: The Ash & Clay
Anno: 2013
Etichetta: Epitaph

 

Inutile girarci attorno. Ascoltando “The Ash & Clay” (terzo album di “The Milk Carton Kids”, duo di Los Angeles composto da Kenneth Pattengale e Joey Ryan) la prima cosa che viene in mente è Simon & Garfunkel. Gli intrecci vocali, il songwriting e perfino lo stile “vintage” utilizzato per registrare l’album hanno un forte debito nei confronti dei creatori di “Sound Of Silence”. È una critica questa? No. “The Milk Carton Kids” non si nascondono dietro un dito. Questa è la loro musica, ed è estremamente piacevole. È una fortuna che – grazie a “Promised Land” (film di Gus Van Sant del 2012 con Matt Damon, che ha utilizzato come colonna sonora ben tre delle loro canzoni) – il loro album abbia fatto il giro del mondo. “Years Gone By”, la “title track” e (soprattutto) “Promised Land” sono pezzi stupendi. Intimi e toccanti. Veri. Ci sono poi escursioni più propriamente bluegrass (Heaven e anche Memphis, in un certo senso).

Sì, è vero, ascoltato per intero l’album è un po’ noioso e ostico (ma cosa ci si può aspettare da un disco fatto solo di arpeggi di chitarra acustica e voce?) ma, per fortuna, i moderni stereo sono dotati di quel comodo pulsantino che permette di passare da un brano all’altro senza troppa fatica. La verità è che la sfortuna di questo album (che ha ricevuto recensioni abbastanza negative in Europa) è quella di essere capitato in un momento in cui di folk, alt-folk e indie-folk ne abbiamo tutti un po’ piene le orecchie. Fosse uscito nel 2008 (o nel 2016…) sarebbe stato accolto molto meglio.

Dateci tranquillamente un ascolto. Ne vale (comunque) la pena. 

(j.r.)

 

in video


 

 

 

 

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