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Cinghiali sullo stomaco a go-go

13.05.2014 - aggiornato: 25.11.2015 - 18:56

24.ma puntata, sulla bontà del cinghiale in salmì con la polenta e quello che si sa, ma non si dice. E su quel che si dice, nel Mendrisiotto, quando viene il mal di stomaco.

Il pranzo ti è rimasto sullo stomaco? 

- ATTENZIONE, NON È UN ARTICOLO, È UNA RUBRICA SEMISERIA, UN PO’ IRRIVERENTE E IN CUI SI FA IRONIA, ESTREMIZZANDO E MISTIFICANDO LA REALTA'. ASTENERSI LETTORI SERIOSI. OGNI RIFERIMENTO A PERSONE, COSE E FATTI REALMENTE ACCADUTI IN TICINO NON È CASUALE. NESSUN ANIMALE O FRONTALIERE È STATO MALTRATTATO DURANTE LA REALIZZAZIONE DI QUESTA RUBRICA. A PARTE UN BAMBI FINITO IN SALMì –

Di Andrea Finessi

Chi come me è una bestiaccia da città, quando sente parlare di ungulati di solito fa la faccia da pesce persico. E se in più sente dire “siamo stati attaccati dagli ungulati”, il pensiero va immediatamente a tribù di barbari scesi dalle montagne vestiti di pelli e con gli elmi cornuti. Ma fortunatamente sono venuto a lavorare in Ticino e tra le tante cose nuove che ho imparato, ho imparato anche questa, ossia cosa sono gli ungulati, quei tenerissimi cerbiatti, i simpatici cinghiali e i morbidissimi daini e caprioli, adorati dai bambini.

Ovviamente non sono proprio gli aggettivi che avrebbe usato un qualsiasi contadino o viticoltore ticinese, che generalmente mal sopporta questi animali, visto che vanificano il lavoro di mesi e mesi passati a schiena piegata e, quindi, costano anche soldi. E io, facendo il lavoro che faccio, non ho potuto fare a meno di ascoltare le loro storie, i lamenti, la rabbia ed essere solidale con loro, arrivando anche io a mal sopportare gli ungulati in generale. In special modo i cinghiali. Insomma, è stato un po’ un nuovo passaggio alla maggiore età, il momento in cui quei dolci animali, da batuffolosi e teneri, appaiono per quello che sono: avidi mangiapane a tradimento da sterminare. E poi farci il salmì.

Comunque, solidarietà a parte con chi lavora e si vede rubato il proprio lavoro, ormai questi animali sono diventati una piaga in tutto il Cantone, specialmente i cinghiali, che non temono nessuno: li vedi la sera in giro per le strade di paese, con al seguito i loro cuccioli, te li ritrovi nel giardino di casa a scavare per terra ( e non importa se sei il sindaco di Morbio, loro se ne fanno un baffo ed entrano…), te li ritrovi la sera faccia a faccia, mentre ti guardano come se avessero intenzione di caricarti, finché non si girano e se ne vanno muovendo con noncuranza la loro coda porcina.

E sapete perché ce ne sono in giro così tanti? E’ colpa degli italiani di Lanzo d’Intelvi che li hanno introdotti illegalmente nei boschi per cacciarli, finché gli animali non hanno cominciato a riprodursi e a spargersi per il territorio. In special modo verso il Ticino, perché si dice che lì l’erba sia più verde, come è proverbialmente risaputo. O, almeno, questo è quello che si dice tra qualche momò, che, in pratica, dà la colpa a noi badola, responsabili di aver portato la zanzara tigre e il raffreddore.

I guardiaboschi italiani negano e così pure la Provincia di Como, nega questa eventualità, fatto sta che i cinghiali ci sono, così come tutti gli altri ungulati, cervi, daini e caprioli. Si potrebbe concludere tutto il discorso dicendo che la carne di cinghiale è buona e la finiamo qua, pensando alla polenta. Ma il fatto è che mi viene mal di denti se non dico che questi cinghiali ci sono e si moltiplicano, come i frontalieri, anche perché c’è qualcuno che li rimpinza di cibo, dà loro da mangiare e li addomestica lasciando loro - ironia - della polenta. E così quelli è chiaro che tornano, finché c’è qualcuno che dà loro il pane e più pane c’è più quelli si moltiplicano e vengono a chiederne. Quindi anche se si apre la stagione di caccia, per non farli tornare più, bisognerebbe smettere di dar loro da mangiare, bisognerebbe smettere di coltivare i campi e fare il buon vino merlot che ci piace tanto. Ma non è così che vanno le cose, in natura.

Se volete scrivermi per commentare, invitarmi a caccia, o anche solo sfogarvi contro un frontaliere, potete contattarmi ad a.finessi[at]gdp[dot]ch. Ah, e scrivetemi anche se volete abbonarvi alla mia rubrica. È gratis.

 

 

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