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Elogio del telelavoro (solo per pochi privilegiati)

02.10.2014 - aggiornato: 17.11.2016 - 18:23

37.ma puntata. Lavorare da casa toglierebbe molto traffico dalle strade. Peccato che tante mansioni frontaliere siano lavori manuali e che il car pooling resti un miraggio...

Lavorare da casa, ha i suoi pro e contro, ma almeno un vantaggio sicuro ci sarebbe: toglie traffico dalle strade. 

- ATTENZIONE, NON È UN ARTICOLO, È UNA RUBRICA SEMISERIA, UN PO’ IRRIVERENTE, A VOLTE ANCHE UN PO’ CAFONA,  IN CUI SI FA IRONIA, ESTREMIZZANDO E MISTIFICANDO LA REALTA'. ASTENERSI LETTORI SERIOSI. OGNI RIFERIMENTO A PERSONE, COSE E FATTI REALMENTE ACCADUTI IN TICINO NON È CASUALE. NESSUN ANIMALE O FRONTALIERE È STATO MALTRATTATO DURANTE LA REALIZZAZIONE DI QUESTA RUBRICA.
A PARTE UN RARISSIMO LEOPARDO DELLE NEVI DELL’HIMALAYA -

di Andrea Finessi

C’è chi dice che la più grande invenzione dopo il calcio sia il fantacalcio. Chi dice che la migliore invenzione dopo la pizza sia la birra. E poi c’è chi, come me, pensa che la miglior cosa dopo internet, sia il telelavoro.

Perché poter lavorare a casa propria è una gran cosa. Offre tutti i vantaggi che chiunque possa immaginare: risparmiare sui costi e sul tempo del viaggio per recarsi al posto di lavoro, essere vicini alla propria famiglia, specialmente se si hanno figli, gestirsi con più libertà e, soprattutto, farsi la pausa pranzo a casa. Perfino il gatto è contento del telelavoro.

Mentre penso che gli svantaggi siano relativi. Al massimo, visto che tendiamo naturalmente ad aggregarci ad altri esseri umani, se non ti fai vedere in ufficio ogni tanto, potrebbero anche dimenticarsi di te (e non pagarti lo stipendio), si può perdere contatto con l’ambiente in sé del lavoro, ci possono essere maggiori distrazioni (quindi rendere di meno) e, in particolare, ci si perde quel clima da camerata che si respira negli uffici, fatto di pettegolezzi, battute ciniche e complicità. Senza contare, infine, che a trasformare casa nel posto di lavoro si rischia di non "staccare" mai, perché si tende a lavorare più ore.  

Ma i pro superano ancora i contro, a mio modesto parere.

Ovviamente poter tele-lavorare è un privilegio non per tutti… difficile infatti costruire da casa orologi, fondere metalli preziosi, stirare camicie e vendere capi firmati a ricchi russi. Ci sono però altre mansioni, più da scrivania, per le quali il telelavoro si potrebbe implementare e, visto che noi frontalieri stiamo invadendo anche il terziario avanzato, bisognerebbe pensare di spronarlo, sostenerlo, incentivarlo in qualche modo.

Perché? Perché un frontaliere che lavora da casa significa una macchina in meno in strada. E questo perché quei frontalieri che condividono la propria automobile con qualcun altro facendo il car-pooling sono creature rare tanto quanto il leopardo delle nevi dell’Himalaya.

L’automobile infatti è un po’ come le mutande, qualcosa di intimo, una “casa” all’estero in cui poter fumare, cantare a squarciagola, telefonare e scaccolarsi pensando che nessuno ti veda. Insomma un simbolo di libertà. Perciò GUAI ad avere vincoli di orari, avere i sedili pieni di capelli altrui di cui poi dover dare spiegazione alla moglie (“quel lungo capello rosso non è della mia amante, è del mio collega irlandese metallaro!”) e, alla peggio, doversi trovare a condividere pure le scoregge altrui. Non c’è ragione che tenga, nemmeno sapere che fare car-pooling significhi poter dividere la “benza”, fare a turno per le auto e, magari - se tutti lo facessero - almeno dimezzare le code ai valichi. No, l’equazione è quasi sempre 1 frontaliere=1 automobile… manco fosse scritto nelle dieci regole del frontaliere: "Non dividerai MAI la tua auto con un altro frontaliere".

Perciò, visto che forse non basteranno a cambiare questa mentalità nemmeno 1000 posteggi in Italia per fare car-pooling o park&rail – ma auguriamoci di sì, certi frontalieri sono più evoluti di quanto si pensi… -, a chi può, intanto, io consiglio il telelavoro. Perché badola, frontaliere o ticinese, a casa propria, ognuno è re.  

Se volete scrivermi per commentare, inviarmi un virus informatico o anche solo sfogarvi contro un frontaliere, potete contattarmi ad a.finessi[at]gdp[dot]ch. Ah, e scrivetemi anche se volete abbonarvi alla mia rubrica. È gratis.

 

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