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"Ho sognato la finale Italia-Svizzera"

17.06.2014 - aggiornato: 25.11.2015 - 19:53

28.ma puntata sui mondiali di calcio 2014 in cui potrebbe succedere di tutto: lo tsunami, le crisi di identità, un golpe ticinese verso Berna e l'improbabile partitone che tutti i ticinesi sognano in queste notti "mundial". 

L'addestramento di due velociraptor.

- ATTENZIONE, NON È UN ARTICOLO, È UNA RUBRICA SEMISERIA, UN PO’ IRRIVERENTE E IN CUI SI FA IRONIA, ESTREMIZZANDO E MISTIFICANDO LA REALTA'. ASTENERSI LETTORI SERIOSI. OGNI RIFERIMENTO A PERSONE, COSE E FATTI REALMENTE ACCADUTI IN TICINO NON È CASUALE. NESSUN ANIMALE O FRONTALIERE È STATO MALTRATTATO DURANTE LA REALIZZAZIONE DI QUESTA RUBRICA. A PARTE QUALCHE GUFO E UN UOMO DENUDATO A SCOPO SCIENTIFICO IN UN BAGNO DI DONNE -

di Andrea Finessi

Eccomi. Dov’ero finito ? In vacanza qualche giorno, perché anche noi frontalieri, quando ci viene concesso, ci riposiamo. E vi sono mancato? Spero di sì.

Al mio rientro in ufficio, ieri, mi si avvicina trafelata la mia collega Maria Acqua e, con fare allusivo e un po’ cospiratorio di chi ha per le mani l’idea che che ti ribalterà la vita, mi dice: “Oh Andre ho fatto un sogno. La finale dei mondiali… Italia-Svizzera, ma ci pensi a cosa succederebbe?”.  In realtà no, non ci pensavo affatto, anzi, avevo ancora in testa le mozzarelle di bufala che avevo ingurgitato e la spiaggia in cui me l’ero spassata fino al giorno prima, e così ho sorriso in modo ebete alla mia collega. Evidentemente non ha colto i miei occhi a mozzarella e l’abbronzatura, ma l’espressione ebete sì, perché ha aggiunto, visto che non avevo capito: “Dai, ci devi scrivere su, sulla ramina!”. Al che ho cominciato a pensarci. E ho cominciato a sognare pure io.

Un’idea talmente improbabile che, nella remota ipotesi in cui si avveri, potrebbe avere la portata di uno tsunami in montagna, di un tornado in un pollaio, di un uomo nudo in un bagno pubblico per donne, del voto del 9 febbraio.

Improbabile non perché la Svizzera non potrebbe farcela - in fondo ai mondiali succedono sempre cose un po’ strane e il “culo” è il vero ingrediente delle vittorie – ma che si arrivi proprio a questa combinazione sarebbe proprio un segno del destino. Soprattutto per noi che viviamo l’uno a stretto contatto dell’altro, lungo il confine.

Ma vi immaginate cosa succederebbe? La prima cosa sarebbero le crisi di identità, a partire dal giorno in cui si conferma il match decisivo. Decisivo perché potrebbe decidere tutto: la questione dei ristorni dell’imposta alla fonte, il numero dei frontalieri, i parcheggi selvaggi nel Mendrisiotto, i padroncini, l’Arcisate-Stabio, il segreto bancario e la caduta del ponte-diga… tutto. Come vedremo tra poco.

Tornando alla crisi di identità, facendo uno dei miei puntuali sondaggi  in redazione sono diversi i colleghi che in questa fase, come seconda se non prima squadra, tifano Italia. E non perché nella redazione del GdP l’azzurro piace. Bensì perché c’è una parte di ticinesi che tifa sì Svizzera quasi per dovere, ma intanto sottosotto ha una predilezione per la nazionale azzurra. Poi vabbé c’è un’altra parte che invece addirittura fa “il nido del gufo”, quando gioca l’Italia, per tifare contro, ma fa parte del gioco. Fatto sta che in fondo in fondo, c’è un po’ di azzurro in tanti ticinesi e si vede durante i mondiali. E questo solo in questa fase. In quella successiva, alla conferma della finale Svizzera-Italia, arriverebbero le avvisaglie dello tsunami, con ad esempio intere famiglie lacerate dal tifo: i genitori italiani svizzerizzati che hanno ancora il cuore in Italia tirerebbero fuori tutto lo struggimento nostalgico per il tricolore; i figli, svizzeri dalla nascita e magari con il giovane dentino un po’ avvelenato verso l’italiano, sventolerebbero solo rossocrociato (a meno che non siano cresciuti a colpi di mozzarelle di bufala in faccia). E poi tanti dallo psicologo, a casa col mal di pancia, in depressione per l’indecisione, e altri, balbettanti in preda alle convulsioni prepartita. Ma sarebbe solo l’inizio.

Perché poi ci sarebbe la partita, durante la quale rischierebbe di scoppiare il finimondo. Tifosi svizzeri dell’Italia contro svizzeri tifosi della Svizzera o italiani tifosi della Svizzera perché vogliono diventare svizzeri. Il caos.

E alla vittoria dell’Italia? O alla vittoria della Svizzera?
Scenario 1, vince l’Italia, in Ticino il fastidio e il mal di pancia verso l’italiano raggiungono livelli mai visti prima. Scatta la ritorsione: per prima cosa si attiva il “piano Ponte-diga”, che viene fatto esplodere, tagliando via la maggior parte dei frontalieri, Campione d’Italia e i momò (d’altronde loro sono i più vicini, sicuramente sono conniventi e comunque per il Sopraceneri sono i “terroni”…). Basta frontalieri, così deciderebbe il Consiglio di Stato nel corso di una riunione d’urgenza alle 4 del mattino (dopo la partita), durante la quale è stato anche deciso di fare un golpe verso Berna. Le guardie di confine passerebbero sotto il controllo di Bellinzona e verrebbe dato loro l’ordine di sparare a vista su qualsiasi cosa “azzurra”. Per quei frontalieri rimasti intrappolati tra Bissone e Chiasso, interverrebbe direttamente Claudio Zali che, in prima persona, sguinzaglierebbe greggi di velociraptor contro le gomme delle auto parcheggiate selvaggiamente a Mendrisio, per poi dare in pasto i frontalieri, senza vie di fuga, ai piranha liberati nel Ceresio. Infine  blocco dei ristorni, nonché congelamento dei capitali italiani nelle banche ticinesi.

Scenario 2, vince la Svizzera, l’orgoglio ticinese raggiunge i massimi livelli. Risultato? Uguale allo scenario 1.

Però in fondo resta un sogno, no? E nei sogni può davvero succedere di tutto. Anche di trovarci alla finale dei Mondiali insieme. E quel match varrebbe anche un morso di un velociraptor. Forza Italia e… hop Suisse!

Se volete scrivermi per commentare, fare "un nido del gufo", o anche solo sfogarvi contro un frontaliere, potete contattarmi ad a.finessi[at]gdp[dot]ch. Ah, e scrivetemi anche se volete abbonarvi alla mia rubrica. È gratis.

 

 

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