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"Hop Suisse!"

08.01.2014 - aggiornato: 25.11.2015 - 19:12

Bandierine rossocrociate, difesa del made in Svizzera e inni. Ma cosa c'è sotto-sotto, che appassiona tanto della Svizzera? Un frontaliere se lo domanda, visto che in Italia, il patriottismo appartiene solo ai nostalgici... Sesta puntata.

di Andrea Finessi

Hop Suisse! Hopp Schweiz (Schwiiz!))! Forza Svizzera! Ricordo la prima volta che sentii questo slogan: lavoravo in Ticino da pochi mesi, era il 2008, quando Svizzera e Austria ospitarono gli Europei di calcio. Già di norma la Svizzera è piena di bandiere rossocrociate, più quelle del Cantone, più quelle del Comune. In occasione di qualche evento come quelli sportivi, in cui l’Elvezia è in prima fila, le bandiere si moltiplicano fino a coprire ogni angolo visibile. Insomma non c’è luogo in cui posi gli occhi senza vedere un po' di rosso. 

Viene fuori, in sostanza, quella che è la superficie del patriottismo svizzero, che nulla ha a che vedere con quello di noi italiani. Perché? Beh, anzitutto perché, come mi sottolinea sempre "ül-mi-soci" Rolf, l’Italia in quanto Paese unito, esiste da “soli” 150 anni. La Svizzera da oltre 700 anni. È una storia che pure il più distratto dei frontalieri non può non aver sentito (tra l’altro, sempre raccontata con un certo orgoglio) e alla base di quella che è la “svizzeritudine”.

Secondariamente, è un patriottismo ben radicato in altre ragioni, legate alla pace del lavoro, al benessere, alla qualità della vita migliore, alla valorizzazione del prodotto “di casa” (sempre lì torniamo), più tante altre ragioni che voi svizzeri sapete certamente meglio di me e di cui, a questo giro, non parlerò. Mi fermerò invece alla superficie, alla crosta, di quella che è l’immagine della svizzeritudine. All’hop hop suisse, in pratica.

Già perché in queste paroline, “forza Svizzera”, c’è un po’ tutta l’anima di questo patriottismo, di cui, dalle mie parti, non si sa più nemmeno il significato, se non in occasione dei Mondiali di calcio. Permettetemi di lamentarmi del mio Paese. Posso sfogarmi con voi, ticinesi? Magari alcuni di voi sono italiani naturalizzati, quindi mi capite ancora di più…

Da noi l’amor patrio non esiste più, ma se ne sente la mancanza e forse adesso ce ne vorrebbe una bella dose. L’unica cosa di cui ci vantiamo ancora tanto è del "made in Italy", peccato che la maggior parte della gente non se lo possa nemmeno permettere. Per il resto, ci lamentiamo di tutto.

"Forza Italia", verrebbe da dire ogni tanto ad alcuni di noi, ma a parte il fatto che lo slogan è stato trasformato in un partito politico, queste due parole hanno un significato molto vago, visto che l’Italia, pur essendo un unico Paese, con un'unica lingua, non è mai stato unito. In Svizzera invece, 26 Stati/Cantoni, 4 lingue, eppure più uniti che mai. E si vede in tante piccole cose: restando in superficie, nella strenua difesa di tutto ciò che è svizzero.

Certo, l’amor patrio non è solo questo, ha radici più profonde, nella terra stessa su cui si cammina, ma com’è possibile questo ardore, qualcuno me lo sa spiegare? Forse sta nell’obbligo del militare, che da noi non c’è più? Sta forse nel fatto che le cose, più o meno ottimamente, qui in Ticino funzionano? Nella qualità della vita e nella valorizzazione del “bello”, per quanto “piccolo”? Ditemelo voi, per favore…

Perché vedete, noi non lo sappiamo più, cosa significa amare il proprio Paese. In questo lamento sta il significato stesso di ciò che voglio dire, ossia che noi italiani ci lamentiamo di continuo della nostra Italia. È quello il vero nostro “sport nazionale” e che ci appassiona anche più del calcio. Ci piace così tanto lamentarci che, sul lamento, noi italiani appianiamo tutte le divisioni. Quindi che sia in quello il nostro patriottismo? Voi come la vedete?

Se volete scrivermi per commentare, lamentarvi con me dell’Italia, rispondere alle mie domande, o anche solo sfogarvi contro un frontaliere, potete scrivermi ad a.finessi[at]gdp[dot]ch. Ah, e scrivetemi anche se volete abbonarvi alla mia rubrica.

 

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