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La strana razza frontaliera: il lavoratore all'estero (o all'esterno)

22.07.2014 - aggiornato: 25.11.2015 - 19:48

33.ma puntata, sui diritti e doveri, su chi la vuole "sfangare" e su quelli che si ostinano a cercare di farla in barba alla Guardia di finanza

Il lavoratore all'ESTERNO è un po' come un sopravvissuto: come uno di quei personaggi da film che ogni giorno oltrepassano terre deserte...

- ATTENZIONE, NON È UN ARTICOLO, È UNA RUBRICA SEMISERIA, UN PO’ IRRIVERENTE E IN CUI SI FA IRONIA, ESTREMIZZANDO E MISTIFICANDO LA REALTA'. ASTENERSI LETTORI SERIOSI. OGNI RIFERIMENTO A PERSONE, COSE E FATTI REALMENTE ACCADUTI IN TICINO NON È CASUALE. NESSUN ANIMALE O FRONTALIERE È STATO MALTRATTATO DURANTE LA REALIZZAZIONE DI QUESTA RUBRICA. A PARTE UN FURBETTO -

di Andrea Finessi

C’è una tipologia particolare di frontaliere che meriterebbe una menzione particolare sui libri di storia. Chiamarli “frontalieri” è riduttivo. Quando in Ticino vengono chiamati “frontalieri”, si sentono insultati, si girano e dicono, “uè, ma dici a me?” con marcato accento meneghino. È riduttivo quanto chiamare solo “dinosauro” il Tirannosaurus Rex. Come chiamare la Ferrari solo “macchina”. Come dire, insomma, che la zanzara tigre è solo un “insetto”.

Sto parlando del “lavoratore all’estero” o, meglio, del lavoratore all'ESTERNO: trattasi di quel pazzo che vive fuori dalla fascia di confine, che un po' come dei sopravvissuti provengono oltre quei famosi 20 chilometri che delimitano il luogo dove finisce la speranza e comincia il deserto occupazionale, in quel Belpaese in cui se sei fuori fascia non hai diritto ad una “carta verde”, ma hai diritto solo ai doveri.

Lavoratore all’estero… che in genere si potrebbe definire anche matto da legare. 

Perché noi lavoratori all’estero –anche io faccio parte di questa categoria –, oltre ad essere più lontani dal luogo di lavoro, oltre ad aver faticato un sacco per trovarci un'occupazione nell’Eldorado che è il Ticino, abbiamo pure un bel premio alla fine dell’anno: le tasse da pagare.  Già, perché come alcuni di voi forse sapranno, si paga l’imposta in Ticino (che quest’anno è praticamente raddoppiata per i lavoratori all’estero fuori fascia) e in più si paga anche la tassa sul reddito in Italia, da cui detrai quanto hai già pagato in Svizzera. Ma il bello è che chi abita nella fascia di frontiera, oltre a non pagare la tassa in Italia, paga pure meno tasse in Svizzera. Insomma per chi è fuori dalla fascia doppia mazzata. Bisogna essere un po’ matti per farlo, se non si prendono centinaia di migliaia di franchi l’anno, no?!

Ecco, io che ne prendo decisamente meno, e continuo a farlo imperterrito, forse un po’ matto lo sono…

Ora, chi non si starà già torcendo le budella per questi discorsi che non gli interessano, mi dirà, come dice sempre il mio leghista immaginario: “Bravo, ma chi te l’ha fatto fare di venire a lavorare in Svizzera? Pensa che se te ne fossi stato a cà tua, non pagavi nemmeno le tasse e non ti potevi nemmeno lamentare! Quindi tàsat, che l’è mei! Rumpa mi’a i ball”. E io direi, “Eh, sì,  te ghe propri rasùn!” nel mio dialetto insubrianzollombard. E siccome son matto, come detto, io ci dialogo pure con il leghista che c’è in me. Sulla spalla c’ho l’angelo da una parte, il diavolo dall’altra e poi da qualche parte c’ho pure il leghista che mi tira quei pochi capelli che mi son rimasti… E sapete cosa gli dico?

Gli dico che il problema è che in Italia, lavoro non ce n’è. E che a noi italiani, il miglior investimento della vita ci sembrano sempre i mattoni. Quindi non è facile trasferirsi, una volta trovato lavoro, se si è già proprietari di una casa. Così ci si inventano gli escamotage, pensando di farla in barba alla Guardia di finanza. Come quegli scienziati, gli intelligentoni, che si svegliano la mattina e pensano a come tenersi la casa in Brianza e non pagare le tasse. Su internet questi son quelli che trovi su quei siti e forum dedicati ai “furbetti della frontiera”, tipo www.provacianchetu.org oppure www.selasfanghitulofaccioancheio.com e http://forum.comelafaccio.inbarba/allafinanza . Questi sono quelli che si radunano virtualmente in gruppi di una decina di coinquilini che vivrebbero, sulla carta, in minuscoli appartamenti comaschi messi in affitto da squallidi personaggi... Loschi individui che affittano monolocali a gruppi di sei o sette persone che pensano di farla franca, pensando di riuscire a spacciarsi per residenti in fascia di frontiera ed evitarsi la mazzata di fine anno. Peccato che la Guardia di finanza non passi il proprio tempo a leggere la Gazzetta, ma faccia anche il suo lavoro. Oltretutto malpagato e quindi il finanziere incazzato si diverte ancora di più a cercare questi sveglioni. Poi magari qualcuno ce la fa, eh… Beh, contenti loro… Io preferisco dormire sonni tranquilli e andare a letto con la coscienza a posto, anche se a malincuore per l’ingiustizia della disparità di trattamento. Per fortuna che ci sono però i miei amici leghisti, in Ticino, che a noi lavoratori di frontiera ci pensano e stanno rinegoziando tutto. Io vi applaudo, bravi, voi che anche se ce ne dite sempre di tutti i colori e ci avete sempre nei vostri cuori, ogni tanto ci pensate anche per qualcosa di buono. Come dire che in fondo ci volete bene…

Ve l’ho già detto che un frontaliere deve imparare ad essere ruffiano, no?!

Se volete scrivermi per commentare, conoscere un raro esemplare di “lavoratore all’estero” o anche solo sfogarvi contro un frontaliere, potete contattarmi ad a.finessi[at]gdp[dot]ch. Ah, e scrivetemi anche se volete abbonarvi alla mia rubrica. È gratis.

 

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