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Meglio qualche franco in meno che un po' di frontalieri in più...

20.05.2014 - aggiornato: 25.11.2015 - 19:55

25.ma puntata su quanto sia difficile fare il conduttore del telegiornale e dare certe notizie, ma soprattutto su quanto sia difficile scegliere il male minore, a volte come per il salario minimo

La notizia del "no" al salario minimo è stata letta anche al Tg5...

- ATTENZIONE, NON È UN ARTICOLO, È UNA RUBRICA SEMISERIA, UN PO’ IRRIVERENTE E IN CUI SI FA IRONIA, ESTREMIZZANDO E MISTIFICANDO LA REALTA'. ASTENERSI LETTORI SERIOSI. OGNI RIFERIMENTO A PERSONE, COSE E FATTI REALMENTE ACCADUTI IN TICINO NON È CASUALE. NESSUN ANIMALE O FRONTALIERE È STATO MALTRATTATO DURANTE LA REALIZZAZIONE DI QUESTA RUBRICA. A PARTE QUELLI IN ARRIVO DAL MOLISE –

di Andrea Finessi

Immaginate cosa sarebbe successo, se una votazione sul salario minimo fosse stata proposta in Italia? Stipendio minimo a 1500 euro, per farci star dentro mutuo, rata dell’auto, bollette, cibo, rata del cellulare, scarpe della moglie e una scatola di Lego per il figlio...

Frotte e frotte di bravi cittadini sarebbero andati a votare, affluenza alle urne al 104% (qualcuno avrebbe portato pure i figli e il cane travestiti), suffragio quasi unanime al 98% di voti favorevoli, una cosa mai vista in nessun altro Paese del mondo, record assoluto di approvazione, plauso di Putin per la conduzione del voto, nemmeno lui avrebbe potuto fare di meglio. Eppure in Italia non è successo, non si è mai votata una cosa del genere né mai si voterà. Si è votato in Svizzera, l’unico Paese al mondo dove se al popolo si chiede se vogliono pagare meno tasse, dicono di no. E se si chiede se si vuole fissare un salario minimo, la risposta è ancora “no”.

Non fraintendetemi, penso che sia giusto il no, ma tra le tante cose da dire sul tema, a me colpisce anche l’aspetto più superficiale di tutta la questione. Il no a 4mila franchi di stipendio. Forse proprio perché sono italiano e da noi si vedono stipendi con cui non ti ci paghi nemmeno l’affitto di un box.

E sapete cos’altro mi ha colpito? Che al Tg5 domenica ne abbiano parlato, dando la notizia della vittoria del “no” al salario minimo e concludendo il servizio dicendo: “Se fosse passato il sì, sarebbe stato molto negativo per i frontalieri” ha detto il conduttore Alberto Bilà. Ho strabuzzato gli occhi. Non per quello che aveva appena detto, ma, insomma, al Tg5… da quando parlano dei frontalieri?!?! E soprattutto come fanno ad essere così informati? Bòn, leggeva, però vuol dire che da qualche parte in Italia, qualcuno pensa a noi!

Comunque sul fatto che per noi sarebbe stato negativo è davvero una bella analisi. Secondo me quelli del Tg5 hanno fatto solo una lettura superficiale, con l’equazione salario minimo=assumere uno svizzero o un italiano mi costa uguale, quindi assumo uno svizzero. Ma in questi giorni si sono fatte un sacco di riflessioni pre-voto (molto più serie delle mie, ovviamente, e anche sul nostro GdP) ed è stato interessante leggerne diverse, perché forse si sarebbe risolto ben poco sul mercato del lavoro, anzi.

Andando nuovamente al di là delle riflessioni serie e del fatto che sia vero ( e lo è ) che per noi il salario minimo sarebbe stato negativo, allora si può dire che vale anche il contrario, ossia che il “no” sia un fatto positivo. Ed è agli svizzeri che dobbiamo quindi la “salvezza” dai 4mila franchi di salario minimo. Certo, non lo avete fatto per noi frontalieri, ma in fondo è così, perciò grazie. Tuttavia così vi tocca tenervi comunque qualche frontaliere in più di quelli si vorrebbero in Ticino. Insomma, immagino che si sarà pensato: meglio qualche franco in meno per tutti (e "qualche"... decina di migliaia di frontalieri) che una situazione di appiattimento salariale per tutti, con tutte le conseguenze del caso. Perché se un “padrone” aumenta i salari per portarli al minimo, da qualche altra parte dovrà togliere, visto che la coperta è sempre quella. Più tante altre cose che si sono dette in questi giorni.

All’opposto, l’altra riflessione interessante in proposito è che i primi a giovare dei 4mila franchi sapete chi sarebbero stati? Sì, lo sapete… E sapete cosa sarebbe successo? Sì, sapete anche quello… Il conduttore del Tg5 avrebbe letto la notizia in un altro modo: “Oh, in Svizzera anche se vai a lavorare nel fast-food ti danno 3.200 euro! E sapete cosa vi dico? Io vado a lavorare in Svizzera!”, via il microfono e via di corsa. E così in tanti, frotte e frotte di frontalier-unni come non si vedevano dalle grandi migrazioni delle ere glaciali in arrivo dal Varesotto, dal Comasco, dall’hinterland milanese, dal Piemonte, dal Molise e perfino dalla Sicilia, alla notizia. Così, prima di metterci una pezza, vi sareste trovati invasi da italiani che sarebbero venuti a bussare ad ogni porta perfino a quelle di casa.

Mi sa che occorre rassegnarsi, perché la via per sciogliere il nodo dei frontalieri è una lunga e perigliosa strada, su cui solo idee geniali e tanto dialogo possono essere di aiuto per salvare capra e cavoli. 

Se volete scrivermi per commentare, risolvere un'equazione, o anche solo sfogarvi contro un frontaliere, potete contattarmi ad a.finessi[at]gdp[dot]ch. Ah, e scrivetemi anche se volete abbonarvi alla mia rubrica. È gratis.

 

 

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